Psichiatria

Panem et circenses: pilota morto in Belgio.

Un giovane di venti anni è morto in una gara di formula 2 in Belgio. Mi chiedo che senso ha un’attività sportiva che mette a repentaglio inutilmente la vita delle persone. Più di 250 piloti sono morti in gare motoristiche degli ultimi decenni: essi assomigliano un po’ ai domatori di leoni o tigri che spesso periscono in agguati imprevedibili. Roulette russa o Panem et circenses avrebbe detto Giovenale che aveva colto un tratto essenziale della demagogia populista. Il rischio mortale legato ai traumatismi terribili degli incidenti fa parte dello spettacolo graditissimo alle platee sedentarie dei divani per le quali il solo vero pericolo è l’infarto. Nessuno si pone il problema se le gare motoristiche possono essere considerate sport quando comportano la possibilità di una morte senza senso, che spesso interviene per fattori casuali non controllabili anche coi migliori sistemi di sicurezza. La gara di formula 1 più famosa e sponsorizzata al mondo è quella di Monte-Carlo: molti tecnici e esperti la ritengono inutile, troppo pericolosa e noiosa.

Scriveva già nel 2013 Paolo Ciccarone su La stampa “ Ha senso correre a Montecarlo? No.(…) Provate a dire a un senese di abolire il Palio e vi attaccherà al primo muro che trova. Lo stesso vale per Montecarlo. Lo dicono anche le cifre: tribune al Casinò prenotate da mesi a 470 euro l’una, terrazze ancora in sold out alla vigilia della corsa a 2.500 euro a testa, un pranzo vista guard rail al ristorante l’Escalade, dietro alla tribuna reale, costava 650 euro, acqua minerale compresa e vista di 60 centimetri sulla pista. Era tutto esaurito da mesi.”

La logica dello spettacolo predomina su quella dello sport: importante è farsi notare e esibirsi in una vetrina a cui guarda tutto il mondo. Gli animalisti, più o meno fanatici, si strappano le vesti per i cavalli che muoiono nel Palio di Siena: non li vedo o non li sento impegnarsi con altrettanta veemenza e sensibilità ferita contro le assurdità di alcune competizioni sportive che si trasformano troppo facilmente in sacrifici umani. Caligola fece senatore un cavallo quasi a dire che considerava gli uomini alla stessa stregua o addirittura meno degli animali: non vorrei che di questa mentalità trovassimo tracce ancor oggi.

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