Una notte d’amore (1998) di Domenico Fargnoli

INTRODUZIONE
Il testo teatrale che stasera viene proposto ha un carattere di novità che merita di essere segnalato. Esso racconta come la fantasia possa nascere, in modo casuale, non premeditato nel cuore dei rapporti umani.Questa nascita, affidata soltanto alle parole apparentemente è fragile ma se noi la sappiamo difendere acquista una grande forza. Se qualcuno poi l’accoglie essa si propaga e si trasforma in suoni, in immagini che attraverso la recitazione ci giungono con l’eco di una risonanza che ci appare misteriosa.
La bellezza non è consolazione, la poesia non è rifugio per anime inquiete e tormentate.
L’arte sconvolge, contraddice il buon senso, il senso comune: essa germoglia nei luoghi più impensati sfidando facili credenze, la violenza, la normalità dei cantori di sventure.
Forse, nella nostra vita per riuscire a creare qualcosa di bello bisogna saper scegliere, intuire quali persone, al di là di ciò che viene dichiarato, ci vogliono veramente bene.
C’è una durezza nell’amore che è ricerca di autenticità: spesso ci costringe al rifiuto, alla solitudine, ad andare oltre ciò che è immediato per inseguire sogni che solo dopo molto tempo possono diventare fisionomia, colori e forme di vita concreta.
Bisogna inoltre avere il coraggio di vedere la poesia là dove gli altri non la vedono, di farla nascere là dove gli altri di solito la uccidono.
Spesso la cerchiamo in remote lontananze e questo ci dice della nostra difficoltà solo a pensare qualcosa che ci è stato proposto come il mito di un continente scomparso od un paradiso irrimediabilmente perduto.
Potremmo, con grande sorpresa, scoprire che quanto siamo abituati a collocare in un tempo che è sempre domani ed in un luogo che è sempre altrove, ci appare all’improvviso davanti come una visione all’inizio nebulosa che da qualche parte pensavamo di avere nascosto ma che invece solo ora cominciamo a delineare: essa è di fronte a noi, si rivela ai nostri occhi con contorni sempre più definiti che sicuramente non parlano solo di una nascita, sfidandoci ad un gesto di coraggio, a tendere una mano per raggiungerla.
Potrebbe accadere che questa figura di donna che consente ad un’immagine mai vista prima di vivere e rivelarsi, non ci sfugga come Euridice era svanita di fronte ad Orfeo quando egli si era voltato semplicemente per guardarla: l’arte, la musica non è solo malinconia, lamento straziante per un’assenza incolmabile.
Cerchiamo allora il ritmo, l’accordo, la sonorità talora inebriante del desiderio che nasce da un rapporto vero , reale mentre le musiche, i gesti che accompagnano le parole degli attori evocano atmosfere di sogno, fantasie che sono state raccontate da quegli uomini, da quelle donne che non hanno voluto ancora smettere di avere fiducia e di sperare.

(Il progetto “ Una notte d’amore” è stato realizzato coni fondi della Comunità Europea ed  il contributo della città di Colle val D’Elsa e di comuni di Casole d’Elsa e Radicondoli)
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