Abolire il T.S.O., Petizione per abolire il T.S.O.

Christian Brogi            

Inviato il: 23 Jun 2008, 11:17 AM

Il T.S.O. è il trattamento sanitario obbligatorio strumento di coercizione psichiatrica applicato a persone che NON hanno commesso reati.

Si basa su denunce di chiunque ha interesse a far sparire persone fastidiose.

Le denunce vengono fatte a personale psichiatrico e deliberate dal sindaco in quanto responsabile sanitario del territorio, in un secondo momento viene convalidato dal giudice tutelare.

I sindaci hanno responsabilità giuridica sull’atto del trattamento sanitario obbligatorio.

La coercizione è bandita dalla costituzione italiana ed è una forma di tortura che trova applicazione con escamotage medico. In nessun altro ambito nè medico nè giuridico è legittima la coercizione fisica.

La truffa psichiatrica autorizza la violazione del principio fondamentale di libertà di espressione personale.

petizione contro il TSO

Ovviamente l’abolizione di questo strumento, non significa lasciare in balia di se stesse le persone sofferenti, và sostituito con altri strumenti, quali il dialogo, l’affrontare le ragioni per cui un individuo adotta modi così estremi e particolari di comunicare all’esterno il proprio dolore. Chi utilizza metafore espressive come il dire “io sono Napoleone” non merita di essere legato, portato via, sedato e dimenticato in un reparto, ma dovrebbe essere ascoltato e creduto, non etichettato come “malato di mente”. da quel momento infatti la sua situazione è destinata a peggiorare sempre più, dato che tutto ciò che dirà sarà interpretato come delirio o malattia.

La petizione è stata scritta da Christian Brogi e supportata dal telefono viola di Bologna.

 

 

Alogon            

Inviato il: 24 Jun 2008, 10:45 AM

La discussione verte sulla pericolosità del paziente psichiatrico.In molti casi la pericolosità è sopravvalutata ed il comportamento violento deriva da un approccio sbagliato. In altri, come nella schizofrenia che purtroppo non viene riconosciuta e diagnosticata, ci si può trovare di fronte a persone che possono uccidere freddamente e reiteramente. Se ci rendiamo conto che qualcuno può uccidere lo lasciamo tranquillo in circolazione ed aspettiamo che delinqua per poi metterlo in carcere? L’uso del TSO non è comunque facilissimo esistendo anche delle forti limitazioni temporali. Personalmente nella mia lunga pratica professionale, non ho mai fatto ricorso al TSO pur trattando talora pazienti con gravi patologie.

Dobbiamo abolire ogni forma di contenimento non tenendo conto oltre la schizofrenia di situazioni acute deliranti, crepuscolari, allucinatorie, che comportano disorientamento, smarrimento ed un pericolo per sè e per gli altri?

La malattia mentale esiste, non è un’invenzione dei sindaci, dei carabinieri e neppure degli psichiatri.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 26 Jun 2008, 10:12 PM

C’è su internet un sito di un’associazione di antipsichiatria dal nome “Senza ragione”..mi scusino gli antipsichiatri,ma tutto ciò denota poca originalità,se non il tentativo,pur in buona fede ,di confondere un pò le acque. Inviterei chiunque volesse acquisire qualche conoscenza in più,a leggere l’ultimo articolo di Massimo Fagioli su Left dal titolo “Alienazione”.

 

 

Alogon            

Inviato il: 27 Jun 2008, 02:33 PM

certo posteriore di qualche anno rispetto al nostro

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 27 Jun 2008, 03:23 PM

..e ,ci tengo a sottolineare ,che è l’originale e con contenuti molto diversi e speciali (permettetemi un pò d’amore!).

 

 

Guest            

Inviato il: 6 Jan 2009, 06:55 PM

Premetto che non sono uno psichiatra, ma lavoro in prima linea sul territorio e più di una volta sono stato “mandato” su pazienti psichiatrici o in situazioni anche violente e vi assicuro che non è facile essere da soli e decidere cosa fare in strada e quindi in ambiente “poco protetto” e personalmente ho rischiato anche una coltellata, un altro collega le ha prese ed è finito in ospedale con un bel trauma cranico. Alcune volte, quindi, l’uso della forza si rende necessario, la forza pubblica va chiamata ed il TSO/ASO, l’unico strumento attuale se pur inadeguato che il sistema ci fornisce, va attuato per poter allontanare il paziente dalla situazione in cui l’abbiamo trovato e, spesso, dalle persone che lo circondano. Altre volte, purtroppo, anche se si riconosce che il paziente non è poi così pericoloso per se stesso o gli altri, il TSO si attua, in un certo senso, per pararsi il sedere perchè se io dichiaro che quel paziente è solo depresso e può stare tranquillamente a casa, se finisce su un coltello o sotto ad una macchina, è me che vengono a cercare e m’imputeranno innanzitutto il fatto di non aver interpellato uno psichiatra, quindi si fa per il cosiddetto e sempre più presente “problema medico-legale”. Il problema secondo me non è tanto il TSO ma il sistema e la struttura che viene dopo o prima del TSO. Io pur riconoscendone la completa inutilità, alcune volte, e per fortuna sono state rarissime solo due in due anni, non ho altre alternative, gli psichiatri non ti aiutano sul territorio nella fase “dell’emergenza” e anche quando, con le buone o con le cattive, riesco a caricare il paziente sull’ambulanza e arrivo al Pronto Soccorso mi prende lo sconforto per le persone che trovo li ad attendermi. Almeno, mi dico, starà qui buono e al caldo finchè la fase di acuzie non sarà passata.

 

 

Alogon            

Inviato il: 7 Jan 2009, 02:54 PM

Il tema della pericolosità è legato a quello della diagnosi: le relazioni fra i due termini sono materia molto controversa.

Chi vede nella pericolosità solo un fenomeno reattivo e chi invece lo lega al delirio od alla allucinazione indipendentemente da situazioni scatenanti.

Credo che in presenza di un pensiero delirante, deducibile anche da conportamenti come per es. lo stalking l( persecuzione sistematica tramite telefono legata ad ingiurie o minacce perseguibili penalmente) o similia bisogna essere molto cauti. Bisogna tenere presente comunque che non esistono criteri univoci per prevedere il rischio di acting out psicotico salvo la valutazione dei contenuti ideativi o più in generale della personalità in termini di fragilità delle difese, natura delle identificazioni, contesto relazionale ecc. Mi rendo conto che non è molto. Ma è quanto realisticamente ci si può attendere.

A livello pratico purtroppo si tende sempre ad esagerare il rischio per ragioni puramente razionali. Personalmente ho avuto a che fare con pazienti psicotici molto gravi anche in fasi acute: ciò che ho imparato e che è fondamentale l’atteggiamento del medico, lil suo coraggio e la capacità di valutare le reali intenzioni della persona che si ha di fronte.

Da tenere in mente : nelle situazioni di gruppo la gestione degli acting out ò molto complicata per il sovrapporsi delle “intenzioni” e per la difficoltà ad individuare immediatamente chi spinge chi a fare che cosa.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 9 Jan 2009, 10:24 PM

Qui si parla di situazioni di gruppo di psicoterapia ma,pur in maniera diversa,le stesse dinamiche possono riscontrarsi in gruppi di differente carattere (di la voro,familiari,ecc.) dove si percepiscono pulsioni o atteggiamenti distruttivi,pur non entrando nel campo della patologia vera e propria,ma dove qualcuno poi sconta il malessere? Mi riferisco alle parole di Alogon:”Nelle situazioni di gruppo la gestione degli acing out è molto complicata per il sovrapporsi di INTENZIONI e per le difficoltà ad individuare immediatamente chi spinge chi a fare qualcosa “

 

 

 

Alogon            

Inviato il: 10 Jan 2009, 12:14 AM

sono d’accordo. Più grande è il gruppo e più è difficile ricostruire la trama complessa delle influenze reciproche che si sommano spesso in modo vettoriale ed imprevedibile. La paura della folla ha questa origine? sarebbe un tema di ricerca interessante con molti riferimenti letterari a partire dall’ottocento.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 10 Jan 2009, 02:27 PM

E’ l’irrazionale individuale che,dopo lo stimolo che hai dato ,si attiva nella ricerca ,nella scelta e nell’analisi dei testi o ritieni che puoi consigliarci qualche testo in particolare? Grazie.

 

 

Alogon            

Inviato il: 10 Jan 2009, 03:56 PM

Nel mio libro Gli angeli ribelli c’è tutta l’analisi critica della psicologia della folla con relativi riferimenti letterari. Pro domo mea.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 24 Jan 2009, 03:03 PM

Importante la trasformazione personale che si attua nella psicoterapia,ma quella sociale come può avvenire? La prima è possibile per situazioni di scelta culturale e di consapevolezza ,per circostanze fortunate ,tra le quali non escludo la conoscenza di un nuovo modo di fare psichiatria e di conseguenza psicoterapia,la vicinanza ai luoghi del setting,il tempo a disposizione e perchè no ,anche una certa tranquillità economica..con quali modalità la trasformazione sociale? La copertina di Left e gli articoli in esso contenuti nel numero precedente il Natale parlavano di psicosi collettiva e di centri di salute mentale in emergenza,ad esempio.Non è che c’è in giro poi tanta sanità mentale anche in altri periodi,perlomeno in certi ambienti o luoghi .E neppure la scuola si salva.

 

 

Guest            

Inviato il: 24 Jan 2009, 03:23 PM

Quando una persona ha avuto un T.S.O. ,una volta dimessa,quanta possibilità ha di essere curata ? Ancora ..le previsioni di una possibile crisi economico-sociale (non ancora adeguatamente avvertita dai più) sono anche previsioni di un disagio mentale che potrebbe aumentare,anche per dinamiche di rapporto più violente?Quali i rimedi?

 

 

Guest            

Inviato il: 30 Jan 2009, 09:38 PM

Chissà come vanno le cose..che proprio a Siena V. Sgarbi organizzi una mostra come “Arte ,genio,follia”,in una città che ha tano di nuovo e buono in questo campo.Nessun profeta in patria.Una negazione incoscia o meglio un attacco vero e proprio consapevole o inconsapevole?

 

 

Alogon            

Inviato il: 30 Jan 2009, 11:35 PM

un riconoscimento. Il comune di Siena diffonde atttraversp la rassegna stampa l’articolo di Simona Maggiorelli su Left

copyright domenico fargnoli

 

 

 

Guest            

Inviato il: 2 Feb 2009, 09:26 PM

Bravo il Comune,ma come mai quest’interesse di Sgarbi proprio a SIena?

 

 

Guest

Inviato il: 2 Feb 2009, 09:35 PM

Un apprezzamento forte anche al Provveditorato di Siena che all’esterno sulla piazza antistante l’ngresso,ha posto qualche anno fa l’opera di Franca Marini “Nascita con colore”…..scuola sulla quale riflettere e lavorare,patologie psichiatriche in aumento nel personale più che in quello operaio e impiegatizio in generale(statistiche alla mano).

 

 

Guest            

Inviato il: 3 Feb 2009, 05:38 PM

Caro Alogon,per diversi giorni ho avuto davanti a me l’immagine di un bambino (nel primo anno di vita) che rideva,sai quei sorrsi disarmanti,quelli che sprizzano una gioia così particolare,quella felicità di essere al mondo..poi ho sognato di telefonare e sentivo dal filo del telefono in sottofondo il suono ,la voce di un bambino piccolo,in questi anni eri diventato nonno..una nascita in casa..

 

 

Fiore *omonimia*            

Inviato il: 12 Feb 2009, 04:21 PM

Sono sempre meno sbalordita,ma piacevolmente consapevole di come avvengono certe cose..il filo continua ad allungarsi..avere le spalle larghe ,forza nelle braccia,aiuta se si vuole andare in barca a vela,soprattutto quando si vuole tirare con forza le corde,o meglio le scotte,per far lavorare meglio le vele ,randa e fiocco, sotto l’azione del vento,tanto più se si vuole insegnare agli altri questo tipo di navigazione. Semplicemente,inconsapevolmente “Grazie”.

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