La cella di Breivik e l’assurdità della pena

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Schermata 02-2456332 alle 10.39.45 Schermata 02-2456332 alle 10.40.19Breivik è convinto che  nei suoi confronti nel regime detentivo a cui è  sottoposto , ci sia una violazione dei diritti umani: egli sarebbe costretto in condizioni di invivibiilità  essendo sottoposto a vere e proprie  torture per indurlo al suicidio A parte la paradossalità di una dichiarazione del genere fatta da lui che non ha mai provato pietà per le sue vittime   ed a parte le immagini della sua cella che parlano da sole a proposito del trattamento disumano cui verrebbe sottoposto, rimane il fatto che un malato di mente gravissimo non deve stare in carcere ma in una clinica psichiatrica. Il regime di isolamento assoluto è una sofferenza inutile che viene inflitta solo a scopo di ritorsione o di punizione ad un soggetto affetto da  schizofrenia  e delirio di persecuzione. Occhio per occhio dente per dente non è certo un criterio che si addice a chi pratichi la psichiatria. Ora i periti che  hanno  dichiarato sano di mente Breivik ritenendolo  idoneo a sostenere un regime di detenzione e di isolamento che di fatto aggrava la sua patologia mentale non solo  hanno infangato  la già precaria reputazione della psichiatria  con una diagnosi ridicola, ma sono responsabili di un vero e proprio danno iatrogeno perpetrato  nei confronti  di un individuo che sicuramente non rimane simpatico a nessuno ma che è pur sempre un essere umano e che come tale , a meno che non si voglia diventare come lui, va trattato. Un malato, qualunque cosa abbia fatto, rimane un essere umano ed è una prerogativa del medico evitare di produrre lesioni  fisiche od intraprendere azioni che abbiano conseguenze  psichiche  che non siano finalizzate alla cura. La perizia psichiatrica è finalizzata alla cura od alla punizione ? La limitazione della libertà  e dei rapporti deve poter obbedire al criterio di impedire ulteriori episodi di violenza non certo  essere utilizzata come strumento di ritorsione inutile  in quanto  rivolto contro un individuo che non capisce la gravità del gesto che ha compiuto e che quindi considera la pena una persecuzione ed una tortura.

Pertanto la psichiatria del DSMIV , la Bibbia che ha consentito la diagnosi di sanità mentale, è totalmente incapace ma non s0lo sotto il profilo forense, di affrontare i problemi che si presume dovrebbe comprendere e risolvere: essa crea solo confusione ed aggrava la patologia delle persone delle quali si deve  occupare .

Nel caso di Breivik l’errore è eclatante ma è rivelatore di un universo sommerso di errori, disseminati a macchia d’olio su scala planetaria ,che rischiano di trasformare  gli Usa (ma non solo ), la patria del DSMIV  e V,  in  un manicomio a cielo aperto.

Ed In Italia?

 

Breivik’s cell and the absurdity of the penalty

What’s the point in keeping a mentally insane in jail? A case of psychiatric malpractice that doesn’t concern only Norway, and that marks the failure of a worldwide school of thought


Domenico Fargnoli
sabato 9 febbraio 2013 12:12

 

Anders Behring Breivik

Anders Behring Breivik

 

 

 

 

Anders Breivik is convinced that, with regards to him, there is a violation of human rights in the prison regimen to which he is forced: according to him, he is compelled to an unbearable lifestyle, undergoing true torture practices to induce his suicide. Without mentioning the paradox contained in such a statement, made by a man that never had any kind of mercy for his victims, and without mentioning the pictures of his cell, that clearly speak for themselves about the inhuman treatment to which he is supposedly forced, we still say that the main point is that a severely insane like Breivik shouldn’t be in jail, but in a psychiatric facility. The complete isolation regimen is a totally useless suffering that is inflicted only as a reprisal and as a punishment against a subject that is affected by schizophrenia and delirium of persecution. An eye for an eye, a tooth for a tooth, this is clearly not a valid criterion and surely not suitable for those who deal with psychiatry. Now, the experts that declared Breivik “of sound mind”, believing that he’s capable of sustaining a prison regimen and an isolation that, in fact, do nothing but aggravate his mental pathology, not only sullied the already precarious reputation of psychiatry with a ridiculous diagnosis, but also have the responsibility of a true iatrogenic harm, perpetrated against a person that surely no one would consider “nice”, but that is still a human being and that must be treated as such, unless we also want to become like him. A mentally insane, whatever he could have done, remains a human being, and it’s a precise medical prerogative to avoid producing any physical harm and to avoid carrying out any action that produce psychic consequences that are not aimed at the cure. Is the psychiatric evaluation aimed at the cure or at the punishment? Limiting freedom and social relations should obey the rule of impeding subsequent violent episodes, and shouldn’t be used as a useless reprisal instrument; useless inasmuch applied to a man that does not understand the seriousness of what he’s done, and that, therefore, considers penalty just as a persecution and a torture.

 

For these reasons the psychiatry carried out by the DSM IV(Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), the “Bible” that made this diagnosis of sanity of mind possible, is completely unable – not only under the forensic aspects – to deal with the problems that it’s supposed to understand and solve: this psychiatry only causes confusion and aggravates the pathology of those who it should take care of. In Breivik’s case, the mistake is striking, but it’s a tell-tale of a submerged universe of mistakes, spreading like wild fire on a planetary scale, that could transform the USA (and not only), the cradle of DSM IV and V, in a open pit mental asylum. And what about Italy?

 

This article has been published by psychiatrist Domenico Fargnolion his website domenicofargnoli.com

 

Italian version

forum salute mentalesalute mentale

1 febbraio 2013

motoFinito il lavoro della Commisione presieduta da Marino: “lacune, anche gravi, fino a situazioni di degrado”. Ma non è colpa della 180: “le normative vigenti offrirebbero sufficienti possibilità di attuazione ed organizzazione dei servizi come previsto dalla legge Basaglia. Manca volontà politica e capacità amministrativa.

Quando le leggi sono state applicate in modo compiuto, hanno dato origine a modelli di eccellenza, elogiati anche a livello internazionale. Il problema é che nella maggior parte dei casi vengono applicate in modo difforme tra una regione e l’altra. Il risultato sono interventi socio-sanitari carenti, come l’apertura solo diurna e a orari ridotti dei Centri di salute mentale (Csm), Servizi ospedalieri di diagnosi e cura (Spdc) chiusi e che diventano luoghi di contenzione. E queste sono solo alcune delle criticità evidenziate dalla Commissione d’inchiesta sul Ssn presieduta dal senatore Ignazio Marino, nella bozza di relazione conclusiva sui servizi italiani di salute mentale, ora all’esame finale della Commissione.

In Italia, quando si tratta di salute mentale, si legge nel documento, prevalgono “lacune, anche gravi, fino a situazioni di degrado”. Eppure le normative vigenti offrirebbero sufficienti possibilità di attuazione ed organizzazione dei servizi, attraverso la filosofia di cura territoriale, individualizzata e centrata sui luoghi di vita delle persone, come delineata già dalla legge Basaglia.

Ma la disapplicazione della legge nazionale a livello regionale, accusa la Commissione, non sempre è “correlabile ad impedimenti economici”, ma anche a “disimpegno politico o incapacità amministrativa”. Tra le criticità più evidenti emerse, c’é l’apertura solo diurna dei Csm, spesso per fasce orarie ridotte, con conseguente ricorso alla domanda di posto letto ospedalieri negli Spdc; l’esiguità di interventi territoriali individualizzati ed integrati con il sociale, spesso limitati a semplici visite ambulatoriali ogni 2-3 mesi per prescrizioni farmacologiche, e l’offerta di ricoveri in cliniche private convenzionate con il Ssn, accessibili anche senza coordinamento con i Csm, che rappresentano l’espansione di modelli di assistenza ospedaliera al di fuori della cultura territoriale dei progetti obiettivo e dei piani per la salute mentale post legge 180.

Inoltre la relazione evidenzia come negli Spdc gran parte della cura sia affidata solo alla psicofarmacologia e la qualità della vita dei ricoverati sia spesso limitata ai soli bisogni primari. Si tratta di reparti chiusi, non solo per i ricoverati, ma anche per le associazioni di familiari, gli utenti e il volontariato. Anche per i servizi di neuropsichiatria infantile si è verificata una carenza e difformità di presenza dei posti letto ospedalieri e dei servizi territoriali sul territorio, con difficoltà di integrazione con i Csm dell’età adulta per il disagio nell’adolescenza, nonché l’uso di fasce di contenzione in alcuni reparti neuropsichiatria.

Per migliore la situazione, la Commissione avanza alcune proposte d’intervento. Quello più importante é di prevenire il disagio, affidando ai Csm il coordinamento. Attraverso il collegamento con i servizi di neuropsichiatria infantile e attraverso politiche sociali si può concretizzare la capacità di intercettare le problematiche emergenti sul nascere, al fine di riducendo la prevalenza di malattia, disabilità e cronicità, da cui origina anche lo “stigma” di chi è sofferente. Inoltre gli interventi sanitari e sociali devono essere più integrati e individualizzati per contenuti e risorse, attraverso una revisione dei Lea e l’istituzione di Drg di percorso, in cui l’intervento sanitario e sociale possa non essere più omologato per tipologia di struttura: l’approccio integrato cioé deve tradursi in una valorizzazione e remunerazione economica dell’intero percorso di cura del paziente, superando il concetto di rimborso per singola prestazione o per diagnosi.

La Commissione pensa a programmi di cura psicosociale, in cui possano essere rappresentati e coordinati interventi ambulatoriali, domiciliari, residenziali e ospedalieri secondo le esigenze individuali. Un approccio che consentirebbe di riqualificare tutte quelle situazioni di residenzialità “pseudo-riabilitativa”, rilevate sul territorio nazionale, che non si pongono obiettivi temporali. E qualora occorresse, potrebbero essere implementati o istituiti posti letto accessibili sulle 24 ore nei Csm territoriali, per ridurre il ricorso all’ospedalizzazione.

Adele Lapertosa

(da Quotidiano Sanità.it)

Commento: Il fallimento della cosidetta “legge Basaglia” e del modello assistenziale basato sulla psicofarmacologia che ha reso possibile la sia pur parziale attuazione della legge e lo smantellamento dei “manicomi lager” (gli OPG sono ancora aperti). Il fallimento della legge non consiste nel fatto che non è stata attuata ma esso è già contenuto nella  impostazione ideologica di partenza  che nega la malattia mentale: Breivik per lo psichiatra Dell’Acqua che di fatto prosegue la linea dell’intervento basagliano a Trieste,  è un terrorista. La strage di Utoya sarebbe un delitto politico e non l’opera di uno schizofrenico. In quest’ultima valutazione si evidenzia la confusione fra categorie sociologiche e politiche e categorie psicopatologiche, in assenza delle quali non si può programmare nessun intervento efficace sul tema malattia mentale.

LA CELLA DI BREIVIK

Pubblicato da Vincenzo Borriello il 25 AGOSTO 2012 13:11

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Più che di cella bisognerebbe parlare di miniappartamento per Breivik, il responsabile della strage di Utoya e Oslo nella quale morirono 77 persone e ne restarono ferite 200. La cella nella quale Breivik passerà i prossimi 21 anni farà invidia non solo a tanti nostri carcerati ma anche a chi vive in autentiche catapecchie pagando affitti scandalosi.

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19 Jan 2013 22:00

The mass killer is also whining about not being allowed moisturiser and has complained that his coffee is not hot enough

Norwegian Police Investigators bring Anders Behring Breivik back to the scene of his July 22 rampage
Norwegian Police Investigators bring Anders Behring Breivik back to the scene of his July 22 rampage
VG/Scanpix

Norway massacre gunman Anders Breivik has gone on hunger strike … after moaning that he can’t log on to the web.

The mass killer, who slaughtered 77, also whined about not being allowed moisturiser, said his coffee was cold and bleated about not getting enough butter to spread on his bread,the Sunday People has revealed.

Evil Breivik, sentenced to 21 years for his July 2011 rampage, has stopped eating in protest over what he describes as his “inhumane” ­treatment at the jail.

He is believed to have lost around two stone in weight.

Anders Behring Breivik, makes a salute after arriving in the court room at a courthouse in Oslo. Breivik, who admitted killing 77 people in Norway last year
Anders Breivik makes a salute during his trial
AP

Doctors at Ila Prison are ­monitoring the 33-year-old’s condition.

He first aired the complaints in a 27-page letter to Norwegian ­authorities in which he ranted over the way he was being treated.

Cell in the isolation wing of the Ila landsfengsel in Baerum just outside Oslo
Cell in the isolation wing of the Ila Prison
Getty

Breivik, who spends 23 hours a day in solitary confinement, claimed the tight security violated his human rights.

He demanded that restrictions on his ­access to ­computers were lifted and that he be ­allowed to surf the internet.

He also complained that his cell – which has areas for him to sleep, study and exercise – is poorly decorated with no picturesque view.

Anders Behring Breivik
Anders Behring Breivik
AP

And he said that it was so cold he has to wear three layers of clothes.

The mass killer raged: “I highly doubt that there are worse ­detention facilities in Norway.”

It is believed that bosses at the prison, just outside Oslo, ­ignored the letter after it was sent two months ago, resulting in him going on hunger strike.

Anders Behring Breivik
Anders Behring Breivik
AP

A prison source said: “By taking the extreme measure of not eating he is ­trying to get people to stand up and take notice. Breivik is very determined to get his conditions changed.”

He killed 77 people by blowing up a government building before gunning down innocent teenagers at their Youth Labour Party summer camp on Utoya island.

Breivik has not gone on a hunger strike

According to a British tabloid Breivik has gone on a hunger strike. I’m not sure if they’re making this up, but given the lack of letters and silence from the Norwegian media this is highly plausible. They report he has lost 28 pounds and that his situation is being monitored by doctors. It’s unclear if Norwegian law allows for Breivik to be force fed.

Assuming his demands won’t be met it’s my best guess that Breivik will fast until he dies. How long this will take depends on a couple of factors. My best guess is that the hunger strike started January 1, which means he’ll die late February or early March.

The psychological impact will be hard to predict, but it will most likely rattle the cage. I suspect that death by hunger strike has been Breivik’s intention all along in the case his right to free speech would be revoked, it’s one of the few ways to make a definite statement.

Update: 2013-01-22

I’ve received information from one of my sources that there is no hunger strike going on. This probably means Breivik’s original plan is in place to address his constitutional and human rights by juridical means, a somewhat lengthy process.

The Breivik Report
News and commentary on Commander Anders Behring Breivik of Knights Templar Europe.
About
Update on Breivik’s mail situation

Breivik News, Breivik Prison Letters 2012/12/13 Comments: 2
Some months ago the media reported that Ila Fengsel had one person working full-time on processing Breivik’s mail. The obvious intend was to create public dismay about Breivik’s fan mail; at the tax payer’s expense. Combined with complaints about letters from Breivik published on the Internet, by yours truly, this resulted in increased restrictions on incoming and outgoing mail as of August 8, 2012.

It’s unclear if Breivik has a daily mail quota, or the available manpower to process letters has been reduced. Prison authorities are allowed to put a letter aside to be processed at a later date, and subsequently it appears hate mail and other irrelevant letters are given to Breivik directly, while letters from supporters are piled up. I draw this assumption based on Breivik’s complaint letter where he mentioned he has only received mail from haters and Christians after August 8.

In theory the prison can keep a letter in processing indefinitely, without giving notice. So far only one letter has been officially seized by the system, and one letter has been censored before it was given to Breivik.

Time for some good news, Breivik is once again receiving letters from supporters, though there is a 4 months backlog. Breivik has also been given more information about what information the system will censor, primarily content relating to politics and his ideology, and subsequently he has resumed writing letters.

It’s unclear how much time Breivik is allowed to spend behind his typewriter, prison authorities have hinted they won’t allow him to spend 8 hours a day writing letters and working on his books, so not everyone is going to get a quick response.

The man responsible for the unnecessarily cruel treatment of Breivik is prison director Knut Bjarkeid.

Breivik has complained about guards letting him freeze in his cell, guards waking him up several times a night by shining a flashlight into his face, being forced to strip naked and be searched at least once a day, being injured when handcuffs are placed around his wrists when he’s being moved between cells, and having been placed in complete isolation since the end of the trial.

The press makes light of this situation, but it’s pointless cruelty that serves no purpose and is reminiscent of the treatment of political prisoners in second world nations. It is unlikely to discourage ultra-nationalists from picking up arms because the alternative is genocide, and it will only strengthen the resolve of the anti-totalitarians that Cultural Marxism will continue to deviate from its self proclaimed righteousness and turn into an ideology that won’t be much different from Stalinism.

2 pensieri su “La cella di Breivik e l’assurdità della pena

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