Andrea Zampi e la politica: un elettroshock per l’Italia

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One Flew Over the Cuckoo’s Nest (1975) con Jack Nicholson

 

 

Schermata 03-2456363 alle 09.41.38Domenico Fargnoli

Nella stampa si legge che Andrea Zampi,  l’imprenditore pluriomicida  e suicida umbro, aveva dato segni di grave “squilibrio” mentale. Per ben due volte , riferisce la madre  era stato sottoposto a  “stimolazioni al cervello”. Luigi Cancrini intervistato ad UNO MATTINA il giorno 7/03/2013 ha sostenuto  la necessità che l’intervento psichiatrico risponda ad un criterio psicoterapico abbia cioè un carattere di continuità, di coerenza, di fiducia . Ora nel caso Zampi sembra che la terapia sia stata discontinua ed incoerente: il ricorso all’elettroshock avrebbe inoltre minato irrimediabilmente il rapporto di fiducia medico paziente condannando quest’ultimo  ad agire un vissuto di incurabilità.

Si è parlato molto del fatto che il suicidio, come quello di David Rossi, uno dei principali collaboratori di Mussari nel MPS di  Siena o l’omicidio suicidio come quello di Zampi sarebbero  maturati nell’ambito   della situazione attuale : la crisi economico sociale,il dissesto finanziario andrebbe a sovrapporsi, come causa concomitante,  ad  una  patologia preesistente sfociando in tragedie.

Gli psichiatri non sono in grado a quanto pare di affrontare e risolvere la psicopatologia personale mentre i politici sono assolutamente impotenti ad arginare le problematiche economico sociali. Il risultato  ,devastante ,  viene amplificato in modo sensazionalistico dalla stampa cosicchè si addiviene ad una sorta di isteria collettiva che nasconde il vero senso degli eventi.

Spesso politici e psichiatri colludono nel riaffermare l’incurabilità della malattia mentale, intesa come incapacità del medico di curare ciò che è in linea di principio curabile,  che poi si traduce  in un’ idea  che ha delle ripercussioni anche ben oltre lo specifico della psichiatria:  si stabilisce  uno strano parallelismo, tutto da indagare, con l’ impotenza dell’azione politica che  interessa la  società nel suo complesso.  L’impossibilità di effettuare la  cura della malattia mentale si lega alla concezione, tipicamente cattolica,  che quest’ultima sia una malattia del cervello: l’anima spirituale, come affermato da Massimo Fagioli, in Bambino donna e trasformazione dell’uomo (1980) essendo di natura divina è sempre sana. L’anima può solo subire le perturbazioni prodotte dal cervello che si  ammala .Contro il tessuto cerebrale   si accanisce allora la psichiatria con gli psicofarmaci e l’elettroshock. Ritorna la concezione platonica del soma-sema per cui lo spirito  andrebbe liberato dalla prigione di un cervello e di un corpo malato a costo di danneggiarlo. A suo tempo si bruciava il corpo degli eretici per salvarne l’anima.

Rosy Bindi, nota esponente del PD di matrice cattolica, nel 1996 ha firmato un decreto con il quale si legittimava l’uso della cosidetta TEC ( terapia elettroconvulsivante) quella cui è stato sottoposto anche Andrea Zampi. Il Comitato Nazionale di Bioetica espresse  in quell’occasione, il suo parere ritenendo   che “non vi erano motivazioni tali da suggerire come comportamento bioeticamente vincolante la sospensione totale e generalizzata dell’uso della “TEC” e considerava anzi la “TEC” un trattamento elettivo ed adeguato per alcune specifiche patologie”. Nel decreto del 96  si sosteneva inoltre che

<<(…)in Psichiatria vi è una accreditata letteratura che partendo da una profonda attenzione per la personalità o la dignità del paziente, ritiene che la TEC costituisca uno strumento terapeutico, talora indispensabile, per la riduzione della sofferenza dell’individuo se riferita a quadri clinici ben definiti(…)>>

Va ricordato, come afferma una denuncia dell’Associazione Luca Coscioni  che negli ospedali italiani si ricorre, in virtù del decreto , all’elettroshock. Nel triennio, solo per fare un esempio,  2008-2010 sono stati eseguiti più di 1400 trattamenti.

M. Fink, uno psichiatra statunitense che ha fatto parte della Task Force dell ‘APA (American psychiatric Association) , fin dagli anni 50 del secolo scorso ha dimostrato con una serie di lavori che il cosidetto effetto “terapeutico” della TEC altro non sarebbe che il risultato di una disfunzione e di un danno cerebrale. Le modificazioni  riscontrate nel liquido cerebrospinale e nell’ EEG  dopo la TEC erano simili secondo lo scienziato, a quelle prodotte da un trauma craniocerebrale piuttosto che a quelle determinate da una epilessia spontanea. Altri studiosi intorno agli anni 90 hanno sostenuto che la risposta “terapeutica” nella TEC era proporzionale alla dose di elettricità somministrata cioè all’entità del danno e della disfunzione provocata.  La TEC fornisce un chiaro esempio di come lo psichiatra, annullando la circostanza per la quale egli sta procurando un danno al paziente, utilizza gli effetti del danno per ottenere un individuo  meno emozionalmente consapevole, meno autonomo e più manipolabile. I pazienti dal canto loro vanno incontro alla cosidetta “agnosognosia”  tendono cioè a negare o minimizzare la perdità di capacità affettivo-emozionali e cognitive. Il medico danneggia il paziente in modo tale da confonderlo e rendere impossibile la percezione del danno subito.

La strategia era già stata sperimentata, nella sua variante psicologica,  dai sacerdoti    cattolici a partire dalla Controiforma: il prete dopo aver esercitato una violenza sessuale nel confessionale assolveva la vittima così da rendere non più esistente  e quindi comunicabile ad altri, il peccato.

Rosy Bindi ha in comune con Monti, ma anche con Vendola (non dimentichiamolo)  la fede  e l’ideologia cattolica.

Rosy Bindi ha  colluso con la psichiatria organicista nel ritenere incurabile la malattia mentale e si è resa  complice di un danno iatrogeno di proporzioni gigantesche mentre Monti è stato più coerente: ha fatto un vero e proprio TEC , che si è aggiunto a tutti quelli fatti precedentemente  da ventanni di berlusconismo,  all’Italia danneggiandone il corpo sociale ed economico. Vendola aspirerebbe  a produrre dei danni a parte quelli che ha perpetrato nei confronti della regione Puglia ( vedi la connivenza con il S.Raffaele di Milano solo per dirne una).

Il risultato è stato un disorientamento generalizzato, una perdita di memoria a breve ed a lungo termine,  come nell’elettroshock,  che ha consentito una parziale affermazione di Berlusconi, al di là di conclamate menzogne e promesse non mantenute. La protesta del movimento 5stelle appare inoltre , nella fase attuale estremamente confusa, priva di una progettualità politica concreta : nella sua inconsitenza , per non dire teatralità manierata si esprime un vuoto mentale, un deficit  che è un sintomo negativo cioè  il frutto  residuale di tutte le terapie indaguate  e quindi traumatiche , praticate dalla politica nei confronti della malattia del sistema Italia.

2 pensieri su “Andrea Zampi e la politica: un elettroshock per l’Italia

  1. Articolo molto interessante…ill mio semplice sentire respira in esso fusione tra mente e corpo, o meglio tra teoria,affetti e realtà,dove per realtà voglio esprimere l’essere veramente al mondo,nè solo al chiuso degli studi medici,nè sapere e immaginare solo per un vissuto di rapporti scelti,come si potrebbe ipotizzare nei riguardi di studiosi, di scienziati..rendersi conto di quel che è per tutti,anche là dove non è più facile inseguire un’idea buona di bellezza.. .essere belli nonostante tutto,resistere,con la consapevolezza che in alcuni momenti basterebbe un battito d’ali per provocare un burn out , dire parole sbagliate o fare errori dei quali poi non essere proprio soddisfatti. . Tornando all’articolo,cosa ci possiamo aspettare? A che punto è quella trasformazione con idee e senza armi che dovrebbe essere il faro di un vivere migliore, prima di ritornare nebulose ,polveri interstellari?

  2. Se al potere politico che destruttura violentemente il tessuto sociale reagisce in primo luogo il singolo, prendendo coscienza della realtà che lo circonda, rifiutando tale violenza e magari agendo faticosamente modelli etici e politici diversi, quali sono le prospettive e la possibilità di reazione del malato di fronte alla violenza della psichiatria organicista della TEC e degli psicofarmaci?

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