Psichiatria

Uomini che uccidono le donne

Schermata 05-2456443 alle 01.10.15Schermata 05-2456442 alle 18.42.11a20130527_c4_fabianaPer “Femminicidio”si intende la violenza degli uomini nei confronti delle donne a qualunque livello essa agisca , fisico, psicologico, istituzionale. Le storie si assomigliano : dietro quello che inizialmente sembrava un rapporto d”amore” si fa strada un'”attrazione” intrisa di odio e confusione, che spesso sconfina, nonostante le denunce, nell’assassinio. La colpa della donna è, quasi sempre , la rivendicazione di autonomia. Cifre alla mano, sappiamo che è in atto una “femminilizzazione “ dell’omicidio: è donna un terzo delle vittime come si evince da uno studio dell’ EURES in collaborazione con l’Ansa che riguarda il periodo 2000-2011. L’iter attraverso cui si arriva al delitto è una spirale ingravescente di minacce, percosse , umiliazioni fino all’esito finale spesso annunciato ma rispetto a quale raramente vengono poste in atto efficaci misure preventive dalle forze dell’ordine.

Gli uomini che odiano le donne fino ad ucciderle obbediscono a motivazioni che vanno indagate sia nei loro aspetti psicopatologici, sempre presenti che sociali e culturali. Questi ultimi giocano un ruolo fondamentale in quanto hanno la funzione di copertura e di giustificazione non solo sul piano psicologico ma anche giuridico istituzionale dei crimini. L’aggressione fisica nel rapporto uomo donna è un evento a cui deve reagire non solo il singolo ma la società nel suo complesso. La capacità di reazione delle donne ma anche di coloro che dovrebbero proteggerle è anestetizzata invece da fattori religiosi ed ideologici. Nella Chiesa cattolica la tradizione paolina ha condannato il genere femminile.

<<Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione>> affermava S.Paolo.

Per l’Occidente cristiano la sessualità è stata storicamente un’ossessione, un peccato per la colpa di Eva sedotta dal serpente. Oggi la situazione è cambiata? Le donne siano le prime testimoni della Resurrezione, ha detto il papa Francesco: il loro ruolo particolare è quello di aprire le porte al Signore.

In una Chiesa dominata da un’elite di uomini che esaltano l’astinenza ed hanno colluso con l’inquietante fenomeno della pedofilia clericale, le donne sono relegate a un ruolo di testimonianza passiva dovendo “aprire le porte” al Dio Padre” ed al suo figlio maschio nonchè ai Concistori Cardinalizi.. Quest’anno però alla 57a CSW (Commission on the Status of Women) dell’Onu che si è conclusa a New York a metà marzo, il Vaticano, alleandosi con islamici e ortodossi, ha cercato di bloccare l’importante “Carta” sulla violenza contro le donne e le ragazze. In Italia la lotta dei cattolici all’applicazione della legge sull’aborto e l’appoggio all’assurdità della legge 40 sulla procreazione assistita, il divieto dell’uso di contraccettivi, sono strategie che mirano a colpire il corpo della donna, limitandone l’autodeterminazione procreativa e la libertà sessuale. Quando la politica e la scienza si inchinano alla Chiesa esse contribuiscono alla campagna di demonizzazione del genere femminile: le donne non vengono bruciate nei roghi come streghe dopo una parvenza di processo ma uccise da “inquisitori” domestici”, mariti, conviventi che condannano ed eseguono un mandato implicito in una mentalità religiosa. Assassini su commissione che neppure sanno di esserlo e pertanto imprevedibili e pericolosi perchè possono colpire ovunque ed in ogni momento.

Nell’ambito del razionalismo ateo la concezione della donna non è stata molto migliore che nel cristianesimo. Karl Marx con la sua idea che è uomo colui che attraverso il lavoro produce i mezzi per la propria sussistenza e si distingue dagli animali , di fatto annullava le donne (ed i bambini) che tali mezzi non producono per ragioni materiali e storiche . Il grande Marx uccide il bambino e la donna sosteneva Massimo Fagioli in “Donna , bambino e trasformazione dell’uomo” (L’asino D’oro Editore 2013 ). L’uomo che annulla il bambino e la donna e li considera alla stessa stregua di animali è un violentatore che conosce solo la dialettica fisicamente violenta.

Freud ateo e razionalista condivideva con S.Paolo (e con Platone ed Aristotele) l’idea della superiorità maschile . Le rappresentanti del gentil sesso, sosteneva il viennese, sono chiuse ed insincere,meno autosufficienti, più dipendenti ed arrendevoli. più inclini alla bisessualità, meno intelligenti perchè create per il compito della maternità più invidiose e gelose avendo interessi sociali più labili, meno capaci di sublimazione di senso della giustizia. In un passaggio dei “Tre saggi sulla teoria della sessualità “(1905) si dice che il sadismo è una componente ineliminabile della sessualità maschile che ha lo scopo di assoggettare la donna. Questa tesi fu confermata nel 1920 in “Al di là del principio del piacere “ con l’idea di un sadismo che farebbe parte del corredo istintuale dell’uomo: pulsioni di vita e di morte sono destinate ad “impastarsi “ le une con le altre . Quando gli uomini picchiano le donne esprimerebbero, secondo Freud, una componente aggressiva della sessualità che sarebbe presente in ciascuno di noi.

Se i maschi sono tendenzialmente sadici ovvamente le donne sono per lo più inclini al masochismo: un pizzico di perversione non si nega a nessuno.

Cristianesimo, marxismo e psicoanalisi hanno contribuito storicamente a creare una mentalità diffusa in tutta la società su cui si innesta il fenomeno del femminicidio . Il contesto socio culturale attraverso un modelllo di “mascolinità” violenta e possessiva interagisce con vissuti patologici amplificandoli e rendendoli esplosivi. Concezioni aberranti della sessualità sono entrate a far parte del nostro mondo senza che la maggioranza delle persone se ne accorga : esse forniscono il materiale di base su cui si sviluppano le “percezioni deliranti” a carattere persecutorio che sfociano nell’omicidio. La società non ha gli anticorpi “mentali” necessari per individuare precocemente le condotte psicotiche e potenzialemnte pericolose che si possono facilmente mimetizzare nel rapporto uomo donna.

La psichiatria ha una responsabilità enorme in tutta questa situazione in quanto ha colluso con ideologie che non solo hanno sostenuto l’inferiorità e la non-umanità della donna ma hanno ridotto la malattia mentale ad un problema organico negando che le “ idee” o le credenze possano avere un ruolo determinante nello sviluppo di processi psicopatologici.

In questi giorni nella Gazzetta ufficiale è stato sancito che i medici generici possono prescrivere antipsicotici senza il parere di uno specialista ed un piano terapeutico. Ciò significa che la psichiatria organicistica, che è dominante, è stata deligittimata ed è assente nella scena sociale nella quale emerge una fenomenologia della psicosi di cui il femminicidio fa spesso parte . Venti coltellate di un adolescente alla fidanzatina ed una tanica di benzina per bruciarla viva a Corigliano Calabro, leggiamo nella stampa di questi giorni. Solo uno schizofrenico può compiere un gesto così disumano . Le famiglie, gli psichiatri, i servizi territoriali, non intercettano queste patologie , che richiedono del tempo per svilupparsi, fondamentalmente perché sono incapaci di comprenderle vivendo tutti noi in una normalità che è intrisa di false credenze, di pregiudizi ideologici e religiosi che sono veri e propri paraocchi. Adottando inoltre il modello americano del DSMV e della psicofarmacologia la psichiatria ha completamente perso il contatto con la realtà umana e con la società in cui si sviluppano forme di patologia mentale con aspetti nuovi che sempre più frequentemente sfociano nel delitto e nella violenza.

Ciò è dovuto ad una involuzione del contesto socio-culturale in cui la maggior parte delle persone vede abbassarsi il livello di mentalizzazione a favore di un agire funzionale alla sopraffazione ed all’utile : la crisi economica, creando un’emergenza per la possibilità di soddisfare i bisogni primari , costringe una massa enorme di individui a condotte sempre più improntate alla ipertrofia della razionalità e della coscienza, alla logica del mors tua vita mea a scapito dell’empatia e della condivisione sociale.

MAJ30

MÄN SOM DÖDAR KVINNOR

E' colpa delle donne che provocanoDen Pauline tradition i den katolska kyrkan har fördömt det kvinnliga könet. Orsaker alltid psykopatologiska och ofta bakom kulturella kvinnomord.

Domenico Fargnoli –

Uttrycket “kvinnomord” är män våld mot kvinnor, oavsett på vilken nivå det fungerar, fysiska, psykiska, institutionella. Berättelserna är liknande, bakom vad som ursprungligen verkade vara ett förhållande av “” love “gör sin väg en ‘” dragningskraft “full av hat och förvirring, vilket ofta gränser, trots klagomålen, i mordet.

Fel av kvinnan är nästan alltid kravet på självständighet. Siffror, vet vi att det tillämpar en “feminisering” av mordet: en tredjedel av offren är kvinnor, vilket framgår av en studie i samarbete med Eures Bend som omfattar perioden-2000 2011. Den process genom vilken vi kommer fram till brottet är en försämring spiral av hot, <

misshandel, förödmjukelser tills det slutliga resultatet tillkännagavs ofta men med avseende på vilka de är sällan effektiva förebyggande åtgärder som vidtagits av polisen.

Män som hatar kvinnor upp för att döda dem lyda skäl som bör undersökas både i sina psykiska aspekter, alltid närvarande, och sociala och kulturella aktiviteter. Den senare spelar en viktig roll eftersom de har funktionen av täckning och motivering inte bara på en psykologisk nivå utan också rättsliga och institutionella brott.

Fysisk aggressivitet i relationen mellan man och kvinna är en händelse som måste reagera inte bara den enskilde utan hela samhället. Reaktionen kapacitet kvinnor utan också för dem som ska skydda dem är sövd istället av religiösa och ideologiska faktorer. Den Pauline tradition i den katolska kyrkan har fördömt det kvinnliga könet. “Jag tillåter inte en kvinna att undervisa, inte heller för att tillskansa sig makt över människan, men om det är i tystnad. Eftersom Adam skapades först och sedan Eva och Adam var inte bedragen, men kvinnan blev bedragen och blev en överträdare, “säger Paulus.

För den kristna västvärlden sexualitet har historiskt varit en besatthet, en synd om skuld Eva förförd av ormen.

Idag har situationen förändrats? Kvinnorna är de första vittnena till uppståndelsen, sade påven Francesco: deras särskilda roll är att öppna dörrarna till Herren. I en kyrka som domineras av en elit grupp av män som förbättrar abstinens och maskopi med den störande fenomenet kontorsarbete pedofili är kvinnorna förvisas till rollen som passiva vittnen behöva “öppna dörrarna till Gud Fadern” och hans son liksom konsistorier av Cardinals. Men i år 57a CSW (kommissionen för kvinnors ställning) FN som avslutades i New York i mitten av mars, Vatikanen, i allians med muslimska och ortodoxa, försökte han att blockera viktiga “papper” på våld mot kvinnor och flickor.

I Italien kampen för katoliker att tillämpningen av lagen om abort och support 40 det absurda i lagen om assisterad befruktning, förbud mot användning av preventivmedel, är strategier som syftar till att träffa kvinnans kropp, begränsar ” procreative sexuellt självbestämmande och frihet. När politik och vetenskap buga till kyrkan de bidrar till kampanjen för demonisering av kvinnligt kön: kvinnor inte bränns i bränderna som häxor efter ett sken av processen, men dödas av “inhemska inkvisitorer”, makar, sambor som fördömer och genomföra en implicit mandat i ett religiöst tänkesätt. Assassins of provision ens vet att de har det, och därför oförutsägbar och farlig eftersom de kan slå till var som helst och när som helst.
Som en del av ateistiska rationalism idén om kvinnor inte har varit mycket bättre än i kristendomen. Karl Marx med hans idé om att människan är den som genom arbete producerar medel för sin försörjning och skiljer sig från djuren, i själva verket upphävde de kvinnor (och barn) att sådana medel inte producerar för materiella skäl och historia. Den stora Marx dödar barnet och kvinnan säger Massimo Fagioli i “Kvinna, barn och omvandling av människan” (The Golden Ass förlaget).

Mannen som avbryter barnet och kvinnan och anser dem på samma sätt som djur är en våldtäktsman som bara känner dialektiken fysiskt våldsam. Freud, en ateist och rationalistiska, delade med St Paul (och Platon och Aristoteles) idén om manlig överordning. Företrädarna för det kvinnliga könet, hävdade den wienska är stängda och lurpassar, mindre självförsörjande, mer beroende och undergiven, mer benägna att bisexualitet, mindre intelligenta eftersom de skapades för uppgiften av moderskapet mer avundsjuka och svartsjuka med samhällsintressen mer övergående, mindre möjlighet att Sublimering rättskänsla. I en passage av de “Tre essäer på Theory of Sexuality” (1905) säger att sadism är en oundgänglig del av manlig sexualitet som har som syfte att utsätta kvinnan. Denna tes bekräftades i 1920 i “Bortom lustprincipen” med idén om en sadism som skulle vara en del av satsen instinktiva mannen: livet instinkter och död är tänkta att “täppa” med varandra . När män slår kvinnor, enligt Freud, skulle ha uppnått en aggressiv komponent av sexualitet som skulle vara närvarande i oss.

Om män tenderar att vara sadistiska uppenbarligen kvinnor är oftast benägna att masochism: en antydan av perversion inte nekas någon. Kristendomen, marxismen och psykoanalysen har bidragit historiskt att skapa en utbredd mentalitet i hela samhället på vilken fenomenet kvinnomord. Den socio-kulturella kontext genom en modell av “manlighet” våldsam och possessiva interagerar med patologisk levde förstärka och göra sprängämnen. Avvikande uppfattningar om sexualitet har blivit en del av vår värld utan att de flesta människor ens märker: de ger den materiella grunden för att utveckla de “vanföreställningar uppfattningar” förföljelse i naturen som resulterar i dödandet. Bolaget har inga antikroppar “mentala” nödvändiga för tidig upptäckt av psykotisk och potentiellt farligt beteende som lätt kan kamouflerade i relationen mellan man och kvinna.

Psykiatrin har ett stort ansvar i hela den här situationen som den har maskopi med ideologier som inte bara stödde icke-underlägsenhet är mänskligheten av kvinnan men minskad psykisk sjukdom till en organisk problem genom att förneka att “idéer” eller trosuppfattningar kan ha en roll i utvecklingen av psykiska processer. Dessa dagar i Europeiska unionens officiella tidning har fastställts att allmänläkare kan förskriva antipsykotika utan yttrande från en specialist och en behandlingsplan. Detta innebär att psykiatrin organism, som är dominant, har delegitimized och är frånvarande i den sociala scenen där det framträder en fenomenologi psykos som kvinnomord är ofta en del. Tjugo stickande av en tonåring flickvän och en dunk bensin för att bränna henne levande i Corigliano Calabro, läser vi i pressen dessa dagar.

Endast en schizofren kan göra en gest så omänskliga familjer, psykiatriker, samhällstjänster, inte avlyssna dessa sjukdomar, som kräver tid för att utvecklas, i grunden eftersom de inte kan förstå lever i en normalitet som genomsyras av falska föreställningar, fördomar ideologiska och religiösa som är riktiga skygglappar. Också anta den modell för amerikanska psykiatri och psychopharmacology av DSMV psykiatrin har helt tappat kontakten med verkligheten och med humant samhälle där de utvecklar former av psykisk patologi med nya aspekter som allt flyter in i kriminalitet och våld.

Detta beror på att en involution av den socio-kulturella sammanhang som de flesta människor ser lägre mentalisera till förmån för en funktionell handling av förtryck och personlig vinning: den ekonomiska krisen, skapa en nödsituation för möjligheten att tillgodose grundläggande behov, vilket tvingar en enorm massa av genomförda individer allt mer hypertrofi av rationalitet och medvetande, logik mors tua vita mea på bekostnad av empati och social delning.

Original artikel publicerad av psykiatern Domenico Fargnoli på sin webbplatsdomenicofargnoli.com

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Psichiatria

Mal-trattamenti psicoanalitici

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Psichiatria

L’elogio della pazzia, la crisi economica ed il fallimento della politica

Schermata 05-2456418 alle 10.03.21Schermata 04-2456406 alle 13.02.561971790998In occasione del 1° maggio è stato affermato che <<Luigi Preiti ha semplicemente fatto quel che tutti dicono in ogni buon bar d’Italia, lui ha solo accorciato la distanza tra il dire e il fare. Non è un gesto sorprendente. Quel che è davvero sorprendente è che sia un gesto isolato>>

Laura Boldrini, neopresidente della camera dei deputati dal canto suo ha dichiarato:

“L’emergenza lavoro fa sì che la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi”. ”

Il muratore calabrese è divenuto, per taluni, un’eroe , interprete del sentimento popolare di rivolta contro la classe politica inetta: il suo tentativo di assassinio è stato giustificato e paragonato all’azione di coloro che dettero l’assalto alla Bastiglia durante la Rivoluzione Francese.

Inoltre in uno striscione del corteo degli autonomi a Torino sempre il 1° maggio, è stata messa insieme la foto di Preiti con quella della coppia di Macerata suicida per i debiti seguita dalla scritta << La crisi uccide!!>>

Che la crisi, come conseguenza di una gestione criminale della politica, uccida è un dato di fatto: uccide la malasanità, uccide ( ed i numeri sono spaventosi ) l’inquinamento ambientale non solo a Taranto ma per la diossina delle discariche , uccide la mancata tutela del territorio, l’edilizia selvaggia in zone a rischio alluvionale e sismico, uccide l’uso di additivi alimentari e di tecniche di conservazione con materiali plastici inappropriati, uccide il fumo, la droga, l’uso di farmaci non approvati secondo adeguati controlli, uccide la mafia infiltrata negli apparati istituzionali e finanziari non solo al Sud ma anche nel Nord. L’elenco potrebbe continuare: tutte queste morti, nelle quali c’è un rapporto di causa ed effetto manifesto in quanto è chiaro ciò che le provoca, non rischiano però di scatenare una sollevazione popolare, un’indignazione che diventi un’azione di massa: come emblema del sentimento popolare viene scelto invece il gesto di una persona con gravi problemi mentali che assurge al ruolo di eroe. 163154884-662d83dc-1714-4216-93f7-b4d644fe5af9Certo può sussistere una relazione fra violenza omicida-suicida e condizioni economico-sociali ma il rapporto fra causa ed effetto non è scontato . Il figlio di Gianni Agnelli, che soffriva di gravi problemi psichici, si suicidò a suo tempo. Per debiti, per mancanza di risorse materiali ? La depressione che affligge molto frequentemente manager industriali e finanziari che in virtù del loro lavoro ipertrofizzano la razionalità e la coscienza è legata ad uno stato di indigenza? Anche in quest’ultimo caso si giunge talora, come suggerisce la cronaca degli ultimi decenni, al suicidio. Gli studi epidemiologici dicono che il problema delle condotte suicidarie non è riconducibile prevalentemente all’emergenza economica : la più alta percentuale di suicidi si ha nei ricchi paesi scandinavi ed a Bolzano e non nel sud povero del mondo e dell’Italia. Secondo l’ultima indagine dell’ ISTAT nel 2012 si sono registrati in Italia 3048 suicidi (6,6 per 100000 abitanti) di cui 1412 per malattia , 324 per cause affettive e 187 per motivi economici: cifre inferiori rispetto all’anno precedente quando i suicidi per motivi economici erano stati 198. Una situazione simile a quella italiana si trova in Grecia : Italia e Grecia ( 3,5 per cento) sono i paesi in cui ci si suicida di meno . Attenti quindi, secondo quanto ha affermato il sociologo Marzio Barbagli su Repubblica nel 2012 , all’effetto Werther , dal nome del protagonista suicida del libro di Goethe, cioè all’effetto emulazione che dipende dal modo con cui vengono diffuse ed amplificate dai media le notizie . Inoltre dal rapporto sulla criminalità in Italia diramato dal ministero dell’Interno il tasso degli omicidi volontari risulta diminuita a partire dal 1991, di una quota superiore al 30 % attestandosi sull’1,02 per 100000 abitanti nel 2009. Negli ultimi anni, dai dati resi noti dalle forze dell’ordine, non sembra ci siano state significative modificazioni di questa tendenza. Si segnala solo un aumento esponenziale dei delitti contro le donne, legati ovviamente più a motivi ideologici che economici.

Le conclusioni affrettate che sovente caratterizzano le discussioni dei bar, possono essere molto fuorvianti. Luigi Preiti viene scelto come un simbolo della rivolta alla situazione attuale : ciò è dovuto al fatto che oggigiorno, la crisi economica e politica ha una matrice ideologica con precise ripercussioni psicologiche sui singoli. La povertà in cui versano milioni di italiani non è dovuta solo alla mancanza oggettiva di risorse materiali ed umane, ma ad una strategia politica, in particolare quella dell’ultimo ventennio di berlusconismo, che annullando e mortificando la cultura, la ricerca, l’innovazione scientifica, l’iniziativa imprenditoriale, togliendo ogni speranza di futuro ai giovani, mira a trasformare l’elettorato in una massa amorfa e manipolabile la cui capacità di rivolta si riduce ad una violenza cieca ed isolata che lascia il tempo che trova oltre ad essere facilmente repressa. L’attentatore calabrese di cui si sono occupate le cronache di questi giorni, è una vittima non perchè meridionale ed indigente ma anche perchè ha depauperato le sue risorse economiche ed ha perso la sua famiglia per motivi psichiatrici : la compulsione al gioco e lo sviluppo di tematiche deliranti rese esplosive dalle difficoltà esterne. Le sue sono responsabilità soprattutto individuali e solo parzialmente attribuibili alla realtà sociale ed economica .Ma a cosa potrebbe essere legato il passaggio dell’attentatore al ruolo di carnefice come suggerito da Laura Boldrini? Può darsi che l’”emergenza lavoro” abbia giocato un quache ruolo in questo passaggio però è necessario sviluppare un’analisi aderente al caso concreto.Noi sappiamo dalla psichiatria che nelle fasi prodromiche l’insorgenza di un delirio, come quello che ha armato la mano di Preiti, il soggetto fa l’esperienza di una frattura radicale che si instaura fra lui e gli altri, un vero e proprio abisso scavato da un insostenibile senso di inadeguatezza e di colpa ,che si alterna a momenti di lucidità fredda, simile a quello di chi commetta un assassinio. Questo abisso non è una semplice barriera, ha una caratteristica molto più incondizionata: si tratta di una cesura che nessuna strada può attraversare.

Chi cade in questo stato d’animo si rimprovera, senza possibilità di assoluzione, e reagisce, più o meno consapevolmente alla cecità di non aver “visto” e capito, ma soprattutto di essersi alienato, per effetto della pulsione di annullamento, dal mondo umano. Fuori dagli affetti e dalle relazioni fondamentali la vita propria e degli altri non ha più alcun senso. L’imperativo predominante diventa l’affermazione di un “Io” che minacciato di disgregazione si pone delirantemente al centro del mondo: per un attimo di notorietà, che riscatti, anche solo per poco , il vissuto di una catastrofe personale, si è disposti ad annientare vite umane. Per fare propaganda ad un libro da lui scritto Anders Breivik ha ucciso 77 persone rammaricandosi di non aver fatto meglio: egli paragonava la strage di giovani ignari ed innocenti a fuochi artificiali che avrebbero dovuto celebrare ed illuminare la sua grandezza. Il terrorismo del norvegese altro non era che una giustificazione del delirio di onnipotenza di chi pensa di poter disporre a proprio piacimento della vita altrui e del bisogno di un riconoscimento narcisistico sia pure come eroe negativo: analogamente la ribellione armata alla crisi della politica di Preiti è solo una copertura di un nucleo psicotico, che non riconosciuto e curato, è andato incontro ad una inesorabile evoluzione. Come Breivik però Preiti non si è ucciso, pur avendone la possibilità, perché il suo vero obiettivo era la notorietà della vetrina e della esposizione mediatica che gli avrebbe evitato l’onta di una morte anonima in una stanza squallida di albergo.images

A suo tempo l’europarlamentare Borghezio ha tessuto l’elogio farneticante della pazzia di Anders Breivik, così come gli autonomi hanno trasformato il calabrese in un eroe della lotta armata, una specie di surrealista post litteram, che come preconizzato da images2Andrè Breton , pistola in pugno avrebbe sparato a caso sulla folla ( in questo caso anche sui carabinieri) nel nome della rivoluzione. I giornali e le televisioni hanno tutto l’interesse a creare un personaggio che attiri la curiosità morbosa, indagando nella sua vita , senza alcun rispetto per esempio della privacy del figlio undicenne e del dolore dei familiari. Si crea così un’intreccio perverso fra l’azione delittuosa ed il linguaggio , scritto, parlato e per immagini dei media che amplificano in modo devastante il significato di un episodio tragico che non ha nulla di eroico. L’equivoco in cui potrebbe cadere l’opinione pubblica potrebbe essere quello di considerare come paradigmatica di una reazione al degrado della politica un’azione criminale che scaturisce da un vissuto di malattia, da una grave crisi di identità di un uomo che tutto appare fuorchè sano di mente.

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Il caso Preiti: è necessaria una perizia psichiatrica

UnknownIn merito al caso Preiti, l’attentatore che ha ferito a Roma i due carabinieri, di cui uno in prognosi riservata per una grave  lesione alla colonna vertebrale  che se sopravvive lo lascerà tetraparetico, il tentativo di giustificare comportamenti criminali in base a situazioni storico-sociali ( mancanza di lavoro , degrado e linguaggio  della politica che istigherebbe alla violenza)  è infondato. Qualunque comportamento umano è il risultato dell’interazione fra motivazioni psicologiche  e circostanze ambientali: è chiaro che un gesto omicida lungamente preparato come quello del  muratore calabrese  presuppone la strutturazione e lo sviluppo di un delirio   a carattere megalomanico (essere al centro dell’attenzione  generale) e persecutorio ( colpire i politici corrotti  ritenuti responsabili della sua rovina). L’azione  criminale derivata è assurda perchè rivolta contro  individui  del tutto  innocenti come è accaduto anche recentemente  a Boston  dove i due fratelli “terroristi” sono intervenuti  nell’ultimo minuto della maratona, dedicato alla memoria della strage di Newton perpetrata  l’anno scoroso da  Adam Lanza. Da una parte abbiamo quindi l’evoluzione delirante di una frattura che sconvolge  l’identità  e riguarda l’intera struttura interna della persona  , dall’altra una reazione ad avvenimenti esterni che agiscono, per il significato traumatico che assumono,  da innesco dell’acting out , suggerendo il luogo e la circostanza che garantisca la massima visibilità e risonanza del gesto che si va a compiere.

La cronaca delle imprese  “terroristiche”  dei vari mass murderers, od aspiranti tali,  resi noti in tempo reale in tutto il mondo   fornisce schemi  e modalità  di comportamento da imitare , come se i criminali , sia pure a distanza, in qualche modo comunicassero fra loro  contribuendo  a creare una strategia delittuosa, suscettibile, con poche varianti di essere ripetuta.

In sintesi: credo che il muratore calabrese dovrebbe essere sottoposto ad una perizia psichiatrica non per formulare  una diagnosi  che abbia il senso dello stigma, ma per  comprendere in profondità la natura  e le cause della sua  sofferenza  mentale . Con tutta certezza, data le modalità e il contenuti del suo agire   criminale ,  Luigi Preiti non è sano di mente come è stato  troppo frettolosamente dichiarato.

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“La follia a due” degli attentatori di Boston

Esplosione alla maratona di Boston

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Schermata 04-2456406 alle 13.02.56I due attentatori alla Maratona ed al Mit di Boston sembra fossero “lupi solitari” non collegati a cellule terroristiche .

E’ stupefacente il contrasto fra le affermazioni del padre secondo le quali i due figli, ed in particolare l’ultimo, erano due “angeli” e quelle dello zio, naturalizzato in USA, che sostiene che essi erano dei “losers” incapaci di integrarsi nella società americana. “Angeli” con cinture al plastico e dotati un vero arsenale di esplosivi ed armi automatiche? Le dichiarazioni della famiglia in Cecenia testimoniano la distanza e l’ignoranza dei genitori nei confronti della reale situazione psicologica e di vita dei due giovani. Quest’ultimi avevano difficoltà a inseririsi in un contesto culturale con cui si confrontavano oramai da dieci anni. Un problema psicologico aggiuntivo sarà stata per loro, e soprattutto per il più giovane, la malattia del padre ammalatosi di cancro cerebrale ed operato in Germania. L’uomo tornato a vivere in Cecenia appare, anche dalle sue dichiarazioni, come una figura lontana e non in contatto con la realtà dei figli.

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Parenti di vittime

Guardando le immagini delle esplosioni e delle loro conseguenze (dolore , lutto, disperazione, panico ) al traguardo della maratona ciò che risalta è l’enormità e l’assurdità del gesto assolutamente non inquadrabile in una strategia politica od in una credenza religiosa. boston2Il terrorismo sembra solo una maschera dietro cui agiscono motivazioni psicopatologiche. Gli americani hanno subito cavalcato istericamente l’onda dell’attacco, opera di una vasta organizzazione , memori delle ferite precedenti alle torri Gemelle nel 2001 ma in realtà i due ceceni ricalcano il copione noto dei mass murderers , cosiddetti “pseudocommando”.

I due fratelli si sono mossi come una “coppia criminale” condividendo deliri ed in base a ques’ultimi progettando crimini del tutto sprovvisti di un senso umano: fra loro, come di solito avviene nei casi di “folie à deux”, ci sarà stato sicuramente un incube ed un succube. La Folie à deux , descritta per la prima volta da Legrand De Saulle nel 1873. è una sindrome clinica caratterizzata da sintomi psicotici, principalmente da deliri condivisi da due

L'incube ed il succube

L’incube ed il succube

o più persone che hanno una relazione intima. Nella maggioranza dei casi riportati dalla letteratura clinica, i soggetti coinvolti nella Folie à deux sono membri della stessa famiglia o della stessa coppia (marito e moglie) e c’è generalmente una relazione dominante-sottomesso, carnefice-vittima, Secondo Scipio Sighele autore nel 1892 de “La coppia criminale”

<<(..) la follia a due non rappresenta soltanto la coesistenza parallela di due deliri simili, ma cosituisce una vera e propria società con uno scopo chiaro e determinato>>

La coppia criminale

La coppia criminale

Il delirio quindi ,come riteneva Eugene Blueler, non è autistico cioè esclusivo di una sola persona ripiegata su se stessa e fuori da vincoli sociali , ma può essere il frutto di una interazione fra due o addirittura fra più persone. Specularità, imitazione, suggestione intervengono nella formazione del delirio e ne condizionano la strutturazione e l’eventuale messa in atto come sostenuto già a partire dalla fine dell’Ottocento da esponenti della Scuola positivistica italiana.

Sulla differenziazione fra patologia mentale e terrorismo mi permetto di segnalare l’articolo “Anders Breivik e la diagnosi di schizofrenia paranoide” di Domenico Fargnoli ed altri nella rivista Il sogno della farfalla n°2(L’asino d’oro 2013)

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4371452,00.html

Boston terrorist: My brother wanted to defend Islam

CNN reveals initial details on interrogation of marathon attacker Dzhokhar Tsarnaev, 19; ‘My brother was the mastermind behind the attack,’ says from his hospital bed

Ynet

Published: 04.23.13, 17:18 / Israel News

A questo indirizzo le dichiarazioni  più recenti dell’attentatore superstite

http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=43252&typeb=0

http://www.washingtonpost.com/world/national-security/no-links-seen-between-boston-suspects-and-foreign-terrorist-groups-officials-say/2013/04/23/f08c9b7e-ac4b-11e2-b6fd-ba6f5f26d70e_story_1.html

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2013/04/23/attentato_boston_19enne_zhokhar_tsarnaev_collabora_polizia.html

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Arte, Psichiatria

Non esistono amori felici:i surrealisti, gli psichiatri e le donne

6. The Fireside Angel

Max Ernst: L’Ange du Foyer

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Nel 1928 Louis Aragon ed André Breton festeggiarono il genetliaco di uno dei casi clinici di Charcot “Augustine” come “il cinquantesimo anniversario dell’isteria la più grande scoperta poetica della fine del ventesimo secolo”: l’isteria non era per loro una una malattia da psicoanalizzare ma un evento artistico da festeggiare. Nell’inverno del 1876, a 15 anni, Louise Augustine Gleizes, una paziente della Salpêtrière di Parigi, ebbe 154 crisi isteriche in un solo giorno quando intravide uno suo supposto violentatore fra il pubblico. Ella sentì delle voci; vide sciami di ratti neri, demoniaci; sentì un dolore intenso nella sua ovaia destra, e poi persa conoscenza, il suo corpo fu preda di convulsioni in una serie di attacchi violenti. Per cinque anni Augustine , un’adolescente senza cultura incapace di controllare il suo corpo, fornisce a Charcot il materiale necessario per la costruzione e la verifica del suo edificio teorico. La ragazza cresciuta nella miseria della Parigi del Secondo Impero , poi della Comune, e successivamente della Terza Repubblica che aveva soffocato nel sangue 35 mila suoi cittadini, divenne il punto focale della ricerca del neurologo francese: nell’invenzione dell’isteria potremmo veder un riflessa l’immagine di un periodo storico e di una società intera. Fra il voyeurismo della documentazione fotografica del medico francese e la teatralità esibizionistica dell’ isterica si stabiliva una distanza incolmabile come se il gioco della seduzione delle immagini parlasse di un sessualita’ destinata a rimanere insoddisfatta. In seguito alla caduta della Comune (1871), l’isteria esplose a Parigi con una carica di violenza inaudita: il programma rivoluzionario era orientato verso l’emancipazione completa delle donne che con la repressione dell’esercito francese , vedevano svanire un sogno di libertà. Le pazienti di Charcot, ben lontane dall’ideale di “nevrotica borghese” che avrebbe caratterizzato più tardi la psicoanalisi viennese di inizio ’900, erano per la maggior parte prostitute, donne indigenti, criminali comuni o semplici ragazze di strada. Al ripristino dell’ordine costituito a Parigi , mentre i comunardi venivano fucilati o costretti ai lavori forzati , Charcot era proclamato membro dell’Accademia della Medicina francese e cattedratico di Anatomia Patologica alla Sorbona: egli apparteneva ad un mondo che rappresentava la sponda opposta a quella delle sue malate. Augustine scappò dalla Salpetriére vestendosi da uomo nel Settembre del 1880, diventando così il paradigma del fallimento di Charcot . Poco prima della fuga era andata incontro ad una crisi di agitazione psicomotoria per cui era stata rinchiusa in una cella.

In quello stesso anno 1880, nel mese di Novembre Breuer fu chiamato al capezzale di Anna O la cui malattia rimase ancora una volta irrisolta. Di fronte al crollo dell’identità cosciente e razionale, scatenata dalla malattia e dalla morte del padre, i medici ottocenteschi erano del tutto impotenti. Perchè l’isteria che fu al centro degli studi di Freud per circa dieci anni, andò incontro ad una declino repentino che si consumò in pochi lustri?

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Augustine a la Salpetriere

Le trasformazioni sociali di fine secolo XIXmo che progressivamente portarono ad una mentalità meno repressiva di quella vittoriana giocarono un ruolo importante nella scomparsa della malattia come anche l’affinamento delle tecniche diagnostiche della neurologia che consentivano di distinguere nettamente fra epilessia ed isteria come fra paralisi organiche o funzionali . I nuovi sistemi classificatori della psichiatria videro poi emergere termini come quello di “ebefrenia” di Hecher (1869) di catatonia di Kulbaum (1974) , di dementia praecox (1896) e psicosi maniaco depressiva (1899)di Kraepelin. Già Breuer in un suo resoconto a Robert Binwanger aveva usato il termine “psicosi” isterica che nel 1907 Jung riprenderà a proposito di Sabrina Spielrein. A partire dei primi decenni del secolo XXmo molti psichiatri cominciarono a denominare quella che un tempo era chiamata “folie Hysterique” o “Irresein Hysterische “, “dementia praecox isteriforme” o “dementia pseudoisterica”. Nel 1913 Eugene Bleuler conia il concetto di “schizofrenia” che viene ad inglobare molte precedenti diagnosi di isteria. Il grande successo della classificazione di Kraepelin prima e di Bleuler poi era dovuta al fatto che esse consentivano una discriminazione selettiva delle varie forme di patologia mentale mentre l’isteria nella versione di Charcot comprendeva una congerie enorme e confusa di malattie fra loro dissimili con una sintomatologia che spaziava dalla tosse isterica al suicidio, l’allucinazione ed il delirio. Inoltre l’attenzione degli alienisti si era spostata dall’osservazione e la registrazione delle manifestazioni somatiche come le contratture e le paralisi ed i disturbi della sensibilità , all’indagine delle alterazioni del pensiero come suggeriscono, pur con orientamenti diversi, sia i termini di “dementia” che di “schizofrenia”: nasceva con Karl Jaspers, la psicopatologia come comprensione e penetrazione profonda delle esperienze vissute .

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Andre Breton: seno-onda

Già partire dagli anni 90 del secolo precedente Babinsky aveva cominciato a smembrare pezzo dopo pezzo l’opera del suo maestro Charcot.

La Società neurologica di Parigi aveva adottato dopo molti anni di discussioni, il termine “pitiatismo” ( a sua volta oggi scomparso) proposto da Babinsky stesso , che si riferiva a qualunque manifestazione funzionale indotta o soppressa dalla suggestione. L’ isteria era stata espunta dalla nomenclatura francese.

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Andrè Breton: Uomo e donna

Mentre la malattia si apprestava a scomparire dalla pratica medica le categorie interpretative della suggestione, dell’imitazione , dell’amplificazione emotiva che ad essa erano appartenute riemergevano nel campo delle scienze sociali : autori come Hyppolite Taine, Gabriel Tarde e Gustave Le Bon , Scipio Sighele, Enrico Rossi, Cesare Lombroso e successivamente Freud in “Psicologia delle masse ed analisi dell’Io” (1921) favorirono la loro applicazione al nascente settore della psicologia collettiva . La folla veniva concepita come donna , emotiva e suggestionabile, facile alle intemperanze ed ai cambiamenti repentini di umore. Era indispensabile un uomo forte che la dominasse come Benito Mussolini ed Adolf Hitler, ferventi estimatori di Le Bon. Gli anni delle folle sono anche gli anni della donna che è il nuovo soggetto sociale che rivendica un protagonismo inquietante.

Nel 1928 nella rivista “La revolution surrealiste” Aragon e Breton, che era stato un allievo di Babinsky propongono una nuova definizione cercando di reinterpretare cinquant’anni di storia : l’isteria è per loro uno stato mentale , che si caratterizza per la sovversione dei rapporti che si stabiliscono fra il soggetto ed il mondo morale a cui egli crede di appartenere, Questo stato mentale, irriducibile, che non è delirio , sarebbe fondato sul bisogno di una seduzione reciproca. L’isteria non apparterrebbe alla patologia e potrebbe , sotto ogni punto di vista, essere considerata come un mezzo supremo d’espressione.

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Il sessantotto surrealista

In sintesi l’isteria sarebbe un sovversione dell’ordine culturale basato sulla seduzione. La seduzione pensata come tendenza irriducibile è però confondere la sessualità con il bisogno di affermazione narcisistica , con l ‘inconscio perverso e patologico. La rivoluzione surrealista anticipava il sessantotto e la libertà sessuale come trionfo del principio del piacere .

Non sappiamo quanto la vicenda personale di Andrè Breton, che volontario e ferito nella prima guerra mondiale soffrì per tutta la vita di una sindrome postraumatica (isterica) , abbia avuto nella sua assurda definizione di “pitiatismo”. Ma il punto è un altro: proprio negli anni 20 prende corpo un’operazione molto singolare. Si comincia pensare che la regressione mentale che si attua nelle malattie più gravi possa costituire uno stimolo od un mezzo per arrivare alla creatività. La regressione psicotica fu considerata come un possibile accesso a capacità personali prima sconosciute. Riemergeva un’ idea della prima generazione di magnetizzatori e degli ipnotisti le pazienti dei quali ,per lo più donne, nella dissociazione della coscienza, manifestavano talora attitudini mnemoniche o di preveggenza eccezionali, quando non addirittura talenti espressivi prima misconosciuti. La follia cioè l’irrazionalità delle donne e degli artisti veniva confusa, per opera soprattutto dei surrealisti con la pazzia, con la psicosi isterica o schizofrenica . Le diagnosi psichiatriche, come l’isteria o la schizofrenia perdevano il rapporto con la patologia e diventavano categorie estetiche. Psichiatri come Jaspers, Prinzhorn, e Morghentaler nonchè filosofi come Heidegger furono i fautori di un fraintendimento le cui ripercussioni arrivano fino ai giorni nostri: non esisterebbero “malattie” mentali ma solo modi diversi di progettarsi ed essere nel mondo. Ne “La revolution surrealiste” si arrivò a sostenere che il suicidio poteva essere una soluzione di vita .Scriveva Antonin Artaud .

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Andre Breton: sparare a caso sulla folla con una pistola

<<Il suicidio non è che la conquista favolosa e lontana degli uomini che pensano bene(…)>>

Negli anni 20 tre famosi psichiatri, Ludwig Binswanger, Eugene Bleuler e Alfred Hoche riuniti a consulto diagnosticarono una “schizofrenia semplice polimorfa “ad una donna ebrea Ellen West. La sintomatologia di quest’ultima assomigliava in alcuni aspetti a quella di Anna O: anoressia, disturbi somatifomi, tendenze suicidarie. Ellen dimessa da Kreutzilingen dove era stata ricoverata anche Bertha Pappenheim si uccise, con una dose di veleno procuratagli dal marito.La morte secondo Binwanger sarebbe stato una festa, un’atto di libertà. Dall’impotenza terapeutica di Breuer nei confronti di Anna O si era passati, nel giro di una generazione, all’istigazione al suicidio di Ludwig Binswanger e del nazista Alfred Hoche, sostenitore dell’eutanasia per i malati di mente. Se nella psicoanalisi e nella psichiatria esistenzialista si alimentava l’annullamento della donna nel gruppo dei surrealisti degli anni 20, affascinati dall’interpretazione dei sogni , le mogli e le compagne apparivano troppo spesso assenti o come spettatrici silenziose. ”

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Nadja:Lèona Camille Ghislaine D. Era nata a Lille il 2 maggio 1902 e fu internata in manicomio nel marzo del 1927, poco dopo la fine del rapporto con André. Nel gennaio del 1941, morì in un ospedale psichiatrico di Lille.
Nella premessa si legge: «il tono adottato per la narrazione è ricalcato su quello dell’ osservazione clinica, e soprattutto neuro-psichiatrica, che tende a serbare traccia di qualsiasi elemento possa emergere da esami e interrogatori, senza preoccuparsi, nel riferirlo, di alcun effetto di stile».

Nadja” è un romanzo autobiografico pubblicato da Breton nel 1928 dopo l’incontro fatale nelle strade di Parigi con una donna bellissima e strana, realmente esistita: essa ha continue visioni, vere e proprie allucinazioni. Vede mani e visi che gli altri non vedono. Nadja è l’anima errante del Surrealismo. Un giorno in seguito a certe stravaganze cui si era abbandonata finisce rinchiusa in manicomio come era accaduto all'”Augustine” di Charcot. Il protagonista è preso da rimorsi: forse il suo intervento nella vita della donna ha favorito la sua pazzia.

Scriveva Louis Aragon

<<Nulla appartiene all’uomo. Né la sua forza, 
né la sua debolezza, né il suo cuore. E quando crede
 di aprire le braccia la sua ombra è quella di una croce.
E quando crede di stringere la felicità la stritola.
La sua vita è uno strano e doloroso divorzio.
Non esistono amori felici(…)>>

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Arte, Psichiatria

Un delirante di genio: Louis Aragon

Parigi Bisogna fare uscire Louis Aragon (1897-1982) dal Purgatorio?, si chiedeva qualche mese fa Francois Taillandier, autore di una delle tante biografie dedicate all’ “uomo mascherato”, che fu poeta, romanziere e giornalista famoso, campione nel partito comunista e “pazzo patentato” della scrittrice russa Elsa Triolet, a dispetto delle sue dissimulate tendenze omosessuali.http://youtu.be/PLb_21WUWIo.Il centenario della sua nascita offre oggi molteplici occasioni per celebrarlo. La sua casa di campagna di Saint-Arnoult è diventata una Fondazione culturale.
Una mostra su Aragon è stata inaugurata l’ 11 settembre nella cornice della festa dell’ Humanité, l’ organo del Pcf. “Arte” (l’ emittente televisiva franco-tedesca) ha trasmesso un documentario in tre puntate e le maggiori riviste letterarie dei numeri speciali. Sul piano editoriale, Gallimard ha iniziato la pubblicazione delle sue opere complete nella “Pléiade” e propone un’ edizione riveduta e ampliata de La defense de l’ infini, opera blasfema e delirante, che l’ autore aveva tentato di distruggere (ne ha scritto su queste pagine Daria Galateria, n.d.r.). Non si contano poi le biografie e i saggi usciti negli ultimi mesi, fra cui le testimonianze di ventiquattro scrittori provenienti da diversi orizzonti, riunite sotto il titolo “Le siècle d’ Aragon”. A prima vista si potrebbe concludere che Aragon sia uscito dal Purgatorio. E’ remota l’ epoca in cui Breton lo condannò per aver abiurato il surrealismo, convertendosi al romanzo realista. In passato egli venne denunciato dai trotskisti, poi dai “sessantottini” come “canaglia staliniana”, ma chi si ricorda più dei suoi omaggi a Stalin o del Premio Lenin da cui fu coronato? Se l’ ammirazione per il romanziere e il poeta d’ un lirismo esuberante, come per l’ appassionato d’ arte moderna, che celebrò Matisse, Picasso, Léger, Chagall, è oggi ampiamente condivisa, delle riserve si esprimono però sulle qualità intrinseche dell’ “uomo mascherato”. Ecco qualche esempio recente di giudizi velenosi, espressi da personalità notorie. Per Jean-Francois Revel, Aragon fu “un istrione melodrammatico”. Per Francois Taillandier, “un rompiscatole geniale”. Questo “servitore del proletariato e dandy vestito da Dior”, fu “il più seducente, il più diabolico, il più perverso, il più ispirato dei poeti”, concede Claude Roy. Quanto a Pierre Daix – altro suo biografo, che fu pure suo discepolo per ventiquattro anni al Pcf – dichiara che alla fine della sua vita era diventato un “vecchio rimbambito”… Certo Aragon non fu clemente nei confronti dei propri illustri contemporanei. “Non credo nei messia letterari… Proust mi annoia mortalmente… Giraudoux è come una scorreggia…”. “A Balzac gli sputo in faccia…”, dice ad esempio ne La defense de l’ infini, opera incompiuta in cui esplode il suo delirio sadomasochista. In un capitolo intitolato “Ti detesto, universo” calpesta qualsiasi valore. L’ amicizia: rinnega in blocco i suoi amici, dei cretini che non hanno capito niente “della sua volgarità, della sua grandezza, della sua pigrizia, della sua smisurata tristezza” (se potesse, li massacrerebbe tutti). La famiglia, che porta in sé il germe della follia: “Nessuna morale possibile là dove regna la morale delle famiglie”. Ha sempre detestato il mondo, vivendo solitario fra numerosi pseudo-amici. Il lavoro l’ annoia. L’ erotismo l’ ha condotto a riflessioni amare.

Schermata 04-2456398 alle 20.12.05 E poi a chi aveva il gusto dell’ infinito, ha insegnato a distruggere tutto. Questo romanzo-confessione incompiuto, a cui aveva lavorato per quattro anni, Aragon tentò di distruggerlo col fuoco una notte del 1927, a Madrid. Nancy Cunard, che era allora la sua amante, riuscì però a salvare dal rogo un terzo delle mille e cinquecento pagine bruciacchiate del manoscritto originale (dopo esser state sepolte negli archivi della biblioteca Doucet, son tornate alla luce grazie alla pubblicazione di Gallimard). Questo auto da fè mancato prefigura il suicidio, esso pure fallito, che Aragon tenterà a Venezia l’ anno seguente, prima di passare sotto la mano di ferro di Elsa Triolet. Un frase de La defense de l’ infini – “sono il suicidio incarnato” – potrebbe essere il motto di quest’ uomo geniale, ma fragile, che sta uscendo molto lentamente dal Purgatorio.Elena Guicciardi

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Senza categoria

Il sogno della farfalla N2 2013 Breivik e la diagnosi di schizofrenia paranoide.

Domenico Fargnoli, Niccolò Trevisan, Francesco Fargnoli, Simone Belli

(hanno collaborato alla elaborazione delle tematiche presenti nellarticolo:

Paola Bisconti, Rita Marrama, Matteo Madrucci, Valentina Zanobini, Elena Scacco, Maria Gabriella Gatti)

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Abstract

Gli autori criticano il punto di vista secondo cui A. B. Breivik sarebbe un terrorista affetto da disturbo narcisistico di personalità. Tale diagnosi improntata ai criteri del DSM- IV-TR è risultato di una valutazione peritale acritica e non consente la comprensibilità dell’omicidio. Utilizzando una lettura diversa degli eventi e dei sintomi, attraverso elementi di psicopatologia classica quali la partita doppia di E. Bleuler e l'”agire” autistico secondo E. Minkowsky, è possibile leggere nei fatti di Utoya i sintomi della schizofrenia.

In coda all’articolo sono proposte le linee guida per la diagnosi di schizofrenia paranoide secondo la Teoria della Nascita di Massimo Fagioli

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Psichiatria, Senza categoria

I surrealisti: l’isteria è un’invenzione poetica non una malattia

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Schermata 04-2456390 alle 20.22.55«La crisi isterica prende forma a spese della stessa isteria, con la sua aura superba e i suoi quattro periodi (di cui il terzo ci rievoca alla stessa maniera i
tableaux vivants più espressivi e più puri, la cui risoluzione è tanto semplice nella vita normale. L’isteria classica perde i suoi tratti nel 1906: “L’isteria è lo stato patologico che si manifesta attraverso dei disturbi che è possibile riprodurre per mezzo della suggestione, presso certi soggetti, con un’esattezza perfetta, e che sono suscettibili di sparire sotto l’influenza della sola persuasione (controsuggestione)” (Babinski).
Noi non vediamo, in questa definizione, che un momento del divenire dell’isteria. Il movimento dialettico che l’ha fatta nascere segue il suo corso. Dieci anni più tardi, sotto il deplorevole travestimento del pitiatismo, l’isteria torna a riprendersi i suoi diritti. Il medico resta stupefatto. Egli vuole negare ciò che non gli appartiene.
Proponiamo dunque, nel 1928, una nuova definizione di isteria:
L’isteria è uno stato mentale più o meno irriducibile che si caratterizza per la sovversione dei rapporti che si stabiliscono tra il soggetto e il mondo morale di cui egli crede in pratica di appartenere, al di fuori di qualsiasi sistema delirante. Questo stato mentale è fondato sul bisogno di una seduzione reciproca, che spiega i miracoli prematuramente accettati come suggestione (o contro-suggestione) medica. L’isteria non è un fenomeno patologico e può, sotto ogni punto di vista, essere considerata come un mezzo supremo d’espressione»

Breton è debitore della psicanalisi Freudiana (che si genera a partire dagli studi sull’isteria), ma egli va oltre: la “follia isterica” diventa il paradigma della creatività.Schermata 04-2456390 alle 20.33.15
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Augustine entra alla Salpêtrière il 21 ottobre del 1875, a quindici anni e mezzo: la ragazza cresciuta nella miseria della Parigi del Secondo Impero , poi della Comune, e successivamente della Terza Repubblica che aveva soffocato nel sangue 35 mila suoi cittadini – divenne il punto focale della ricerca di Charcot .Nel paradigma dell’isteria di Charcot potremmo veder riflessa l’immagine di una società intera. Fra il voyeurismo della documentazione fotografica del medico francese e la teatralità esibizionistica dell’ isterica si stabiliva una distanza incolmabile come se il gioco della seduzione parlasse di un desiderio sessuale destinato a rimanere insoddisfatto.20130408-162304.jpg

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20130408-161833.jpg<petroleuse_1871
<In seguito alla disfatta della Comune (1871), l’isteria esplose a Parigi con una carica di violenza inaudita. Le pazienti di Charcot, ben lontane dall’ideale di “nevrotica borghese” che avrebbe caratterizzato più tardi la psicoanalisi viennese di inizio ‘900, erano per la maggior parte prostitute, donne indigenti, criminali comuni o semplici ragazze di strada. Al ripristino dell’ordine costituito a Parigi , mentre i comunardi venivano fucilati o costretti ai lavori forzati , Charcot veniva proclamato membro dell’Accademia della Medicina francese e gli veniva assegnata la cattedra di Anatomia Patologica alla Sorbona: egli apparteneva ad un mondo che era la sponda opposta a quella delle sue malate. Augustine scappò dalla Salpetriére vestendosi da uomo nel Settembre del 1980, diventando così il paradigma del fallimento di Charcot . In quello stesso anno nel mese di Novembre Breuer fu chiamato al capezzale di Anna O la cui malattia rimase ancora una volta irrisolta. Di fronte alla crisi dell’identità razionale, scatenata dalla malattia e dalla morte del padre, i medici ottocenteschi erano del tutto impotenti.

Cosa c’è stato di poetico, cioè di invenzione estetica nella vicenda di Augustine a parte la bellezza adolescenziale di alcune sue pose che sembra essere utilizzata per nascondere la sua sofferenza?

Le creazioni letterarie , le fairy tales, di Anna O risolsero il dramma ed il dolore della sua immagine femminile negata?9788864431642_LaStoriaDiAnnaO

Breton ed Aragon propongono, nel 1928, il percorso aleatorio della trasfigurazione estetica del vissuto di malattia o della sua sessualizzazione, legato all’impotenza terapeutica, che saranno presenti nella cultura del Novecento. L’idea, falsa, della creatività della psicosi è un tema che viene introdotto dalla filosofia esistenzialista di Jaspers proprio nei primi decenni del secolo XXmo mentre le vicende del controtransfert erotico, che Freud imputava già a Breuer, tormenteranno, senza soluzione, la pratica della psicoanalisi freudiana fino ai nostri giorni.

lanuovababilonia Film muto “La nuova Babilonia” (1928) sulla Comune di Parigi di Leonid Trauberg . Musiche Shostakovich
800px-disderi_1 Comunardi giustiziati
12397_10150154619440478_6544426_n La comune di Parigi (1871)
20130409-163831.jpg la strizzatina d’occhio isterica

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Psichiatria

Meteore psichiatriche: la sparizione delle diagnosi

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41_00213226_theodore-gericault_le-monomane-du-vol-d27enfants Monoaniaco
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400px-Pinel_fait_enlever_les_fers_aux_aliénés_de_Bicetre-Charles-Louis_Mullet Pinel libera i malati di mente dalla prigione
1121 Entrance Philippe Pinel (1745-1826) releasing the lunatics from their chains at the Salpêtrière Hospital in 1795.

Nella storia della psichiatria le malattie appaiono e scompaiono come meteore. Agli inizi del secolo diciannovesimo Pinel coniò il termine mania ragionante o follia parziale , Esquirol quello di monomania omicida. Per Etienne Jean Georget allievo di Esquirol la follia parziale escludeva l’idea di azione criminale e di colpa oltre che quella di responsabilità della condotta. Il concetto originariamente autonomo di monomania, legato all’ipotesi di due differenti sedi organiche della follia l’epigastrio ed il cervello, alimentò un acceso dibattito nel corso del XIX secolo, basato su argomentazioni spesso risibili sulle quali ironizza Dostoevskij nel “ I fratelli Kamarazov”. Nel romanzo tre medici cercano di stabilire se l’imputato di omicidio fosse o meno “monomaniaco” basandosi sull’osservazione della direzione del suo sguardo all’ingresso del tribunale.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento prevalse l’idea che che la “follia ragionante” altro non fosse che un raggruppamento provvisorio ed artificiale di fenomeni diversi e che pertanto non si potesse considerare un’entità nosografica a se stante. Si affermò il concetto di moral insanity coniato da Prichard (1835) che si agganciava alla teoria della degenerazione di Morel e Magnan. Dopo Kraepelin i vari casi di monomania furono ascritti alle psicopatie, alla paranoia, alle psicosi organiche e dopo Eugen Bleuler alle varie forme di schizofrenia o psicopatia . La monomania scomparve perché non aveva un fondamento psicopatologico ed era facile obiettare che la psiche è un tutto in cui intelletto, affetti ed impulsi agiscono unitariamente. La monomania omicida era un concetto frutto di una visione intellettualistica e filosofica della mente umana. Le passioni e gli affetti, considerati irrazionali, per una lesione della volontà che lasciava indenne l’intelligenza avrebbero determinato l’impulso irresistibile e criminale. Non si comprendeva che poteva essere la razionalità lucida solo apparentemente integra ma in realtà anaffettiva a determinare l’agire delittuoso ed omicida.

isteria L’ipnotizzatore e l’isterica

Anche per l’Isteria è successo un qualcosa di analogo. A partire dal DSMIII non si trova più una categoria diagnostica riconducible al sostantivo isteria ma neppure troviamo l’aggettivo isterico sostituito da istrionico. L’istrione è il mentitore ed il commediante: l’isterico, nell’aggettivo sostantivato, diventa sinonimo di simulatore di cui il medico diffida perché può indurre in gravi errori diagnostici.

Schermata 03-2456383 alle 11.21.39 Isterica della Salpetrière
116 Hysterical yawnings.” Three photos in a series showing a hysterical woman screaming.
114 A Clinical Lesson with Doctor Charcot at the Salpêtrière.
Painting by André Brouillet, 1887. Lyon, Hôpital Neurologique. Il dipinto di André Brouillet mostra Blanche Witmann prima di una crisi. Dietro Charcot il suo famoso allievo Joseph Babinsky

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Il declino dell’ Isteria ha inizio con Charcot ma anche con Breuer e Freud. Ciò che Charcot denominava isteria era una coorte composta dalle più disparate malattie. Le isteriche della Salpetrière agivano come attrici consumate abituate a mettere in scena un copione ben preciso secondo le aspettative dell’autoritario direttore. suo uso attuale il termine ‘isteria’ non ha praticamente alcun rapporto con il suo significato originario. Perché non si riferisce più a un disturbo legato all’utero od alla sessualità come si era ritenuto a partire da Ippocrate. È invece utilizzato per riferirsi a qualsiasi sintomo o qualsiasi modello di comportamento anomalo per cui non esiste patologia organica ed esso è pertanto ritenuto un prodotto di stress emotivo, ansia o qualche altra causa psicologica. Se tutti i pazienti che sembrano essere affetti da sintomi fisici, ma che non hanno alcuna patologia organica rilevabile dovessero essere soprannominati ‘isterici’, il concetto di isteria diverrebbe così ampio e così vago da essere del tutto privo di significato. Hysteria, in effetti, cessa di essere l’entità nosografica molto particolare che si è sempre storicamente considerata, e diventa semplicemente un’ affermazione negativa sulla natura di alcuni sintomi. L’aggettivo isterico ‘viene oggi utilizzato come se fosse un sinonimo di ‘non biologico’ o ‘psicogeno’.

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images Anna O- Bertha Pappenheim

Quando Breuer cominciò il trattamento di AnnaO- Bertha Pappenheim nel 1880 e fece diagnosi di Hysteria si riferiva alla natura psicogena della tosse,delle contratture, delle paralisi , dei disturbi del linguaggio e della diplopia : egli escluse per es. la possibilità di una meningite tubercolare.
E’ stato suggerito però da Mikkel Borch Jacobsen nel suo libro “Remembering Anna O. A century of mystification” (1996) che il quadro sintomatologico complessivo cui il famoso medico si trovò di fronte sia stato un’abile messa in scena attraverso la quale la giovane ebrea confermava la diagnosi di Breuer , ma fondamentalmente lo teneva in scacco. Si sarebbe trattato di una simulazione isterica od autoipnotica, che avveniva ad un livello preconscio e non di una menzogna intenzionale e pienamente cosciente. Massimo Fagioli nella sua magistrale premessa al libro “La storia di Anna O di Lucy Freeman” (L’asino d’oro” 2013) afferma che Breuer pur utilizando una volta il termine inconscio in realtà preferiva parlare di un “doppio stato di coscienza” od un’Io cattivo”: quest’ultimo potrebbe aver agito come un’abile simulatore . L’inganno riusciva perché Breuer non andava oltre i sintomi e la rievocazione dei ricordi o l’abreazione nel linguaggio degli affetti rimossi che in quanto tali erano stati un tempo coscienti. Joseph Breuer brillante neurofisiologo, rimaneva nell’ambito dell’approcio razionale alla malattia e sbagliò in partenza la diagnosi. Non collegò l’isteria alla presenza di un nucleo psicopatologico “inconscio”, nel senso di mai venuto prima alla coscienza, che si celava dietro il teatro privato della paziente ; l’anaffettività e la pulsione di annullamento non producevano manifestazioni visibili nascondendosi indisturbate dietro una teatralità vuota ed a tratti manierata.

gershwin George Gershwin muore per un tumore cerebrale scambiato per isteria da Gregory Zilboorg

Freud sfruttò cinicamente la malattia di AnnaO e la sua messa in scena in quanto legata alla fama ed alla credibilità di Breuer . Indusse quest’ultimo a dichiarare il falso a proposito dell’efficacia del metodo catartico nel trattamento dell’isteria per poi procedere a demolirne l’ immagine. Già nella corrispondenza con la fidanzata Freud appare particolarmente invidioso del rapporto fra Breuer ed AnnaO, che viene descritta come molto avvenente, tanto da accennare all’infelicità ed alla gelosia della moglie del collega, Mathilde. Non sappiamo quanto risponda al vero la famosa storia della gravidanza e del parto isterico di Bertha Pappeheim messa in giro dal padre della psicoanalisi : di certo è falso che Breuer concepì la figlia Dora dopo l’interruzione del trattamento e il ricovero in ospedale della giovane. Dora Breuer nacque ben tre mesi prima la fine della cura . Ciò rende inquietante un’altra comunicazione che Freud fece a Marie Bonaparte nel 1925: a causa del coinvolgimento del marito con Anna O-Bertha Pappenehim, Mathilde Breuer avrebbe tentato addirittura il suicidio durante l’allattamento della figlia Dora . Quest’ultima circostanza, se vera, testimonierebbe a favore di una grave forma di depressione .

Jacobsen, nel libro prima citato,  riferisce che lo psiconalista Peter Swales ebbe modo di leggere i “Diari” di Marie Bonaparte nei quali veniva riportata una confidenza di Freud

<<Confronted by Breuer almost obsessional discussing of Anna O. all the time, his wife Mathilde made a suicide attempt. Breuer broke off the treatment. But the same night he was called back and Anna confessed to him she was pregnant by him.>>

Freud ovviamente non è attendibile sia sul piano teorico né umano per cui quanto comunicò a Marie Bonaparte va preso con beneficio di inventario:  resta il fatto che l’aver scelto l’isteria come suo cavallo di battaglia può aver influito  sul declino dell’isteria come entità nosografica autonoma. La psicoanalisi proprio in America dove si è più largamente diffusa nel novecento, ha invalidato la credibilità della diagnosi come ha affermato a più riprese lo psichiatra Allen Frances, il padre del DSMIII e IV. Emblematico il caso George Gerschwin. Lo storico della psichiatria , il russo Gregory Zilboorg emigrato negli USA e diventato psicoanalista freudiano con credenziali false, curava il musicista per mal di testa e anosmie ritenuti sintomi isterici ma in realtà espressione di un tumore cerebrale con esito mortale . Questo errore fa parte integrante della tradizione freudiana.9 MARZO2

Storicamente anche Freud, del tutto in malafede aveva confuso sintomi organici con sintomi psichici . Egli, proprio nel 1895 pochi mesi prima della pubblicazione degli “Studi sull’Isteria” firmati insieme a Breuer, convinse una sua paziente isterica Emma Eckstein a sottoporsi ad un intervento al naso in base alla teoria delirante di Fliess secondo la quale la masturbazione provocava un’alterazione dei turbinati che poteva essere risolta chirurgicamente. Fliess che per la prima volta si cimentava in un’operazione del genere, lasciò mezzo metro di garza nel naso della paziente. Freud interpretava i sintomi di un’infezione che si era sviluppata come se fossero sintomi isterici. Jeffey Moussaieff Masson ha fornito un resoconto dettagliato e completo di questo episodio nel suo libro “Assalto alla verità” (1984) . La paziente costretta ad altri interventi chirurgici si salvò ma rimase per sempre sfigurata nel volto. Mentre Bertha Pappenheim- Anna O , durante la malattia, non si riconosceva allo specchio Emma Ekstein fu resa irriconoscibile. A quanto pare Freud mentre pubblicava nel 1895 gli studi in cui ribadiva la natura traumatica e psicogena dell’Isteria contemporaneamente caldeggiava l’idea che essa fosse dovuta a cause organiche dando credito all’amico berlinese, che fu a suo tempo accusato dal figlio Robert, diventato anche egli psicoanalista, di aver abusato di lui da bambino.

Quindi né Joseph Breuer nel 1880 né Freud nel 1895 avevano la minima idea di cosa fosse l’Hysteria. Breuer si trovò del tutto impreparato ad affrontare un quadro psicopatologico complesso in cui i sintomi isterici erano solo la sovrastruttura di un nucleo psicotico e dissociativo mentre Freud si limitava a ripetere le formule di Charcot sull’origine traumatica dell’isteria dedotta dall’osservazione degli effetti psichici dei primi incidenti ferroviari nell’Ottocento.

Le vicissitudini del concetto di monomania omicida e di isteria parlano di forme di razionalità diagnostica differenti. L’approccio illuministico di Pinel ed Esquirol racconta dell’illusione di una ragione integra, senza delirio che potrebbe convivere con affetti ed una volontà malate nell’impulso irresitibile dell’agire criminale. Breuer testimonia lo scacco, personalmente sofferto, di un progetto di diagnosi e cura razionale di fronte all’immagine femminile oppressa e sofferente: il caso di Anna O rappresenta un punto di crisi e un un’occasione mancata di passaggio ad una nuova psichiatria. In Freud la razionalità è strumentale piegandosi a diventare mezzo per il perseguimento di un’utile personale, la fama ed il denaro, che non rifugge ma anzi integra in sé la logica dell’agire falso e criminale che oltre a diffamare produce lesioni e morti.

AdamLanza-500x281 Adam Lanza imita Anders Breivik

I manuali diagnostici del terzo millenio, improntati a criteri apparentemente ateoretici ed operativi, eliminando la soggettività della valutazione medica , segnalano un’ulteriore evoluzione verso sistemi classificatori che si espandono proporzionalmente all’espansione del mercato delle case farmaceutiche . In quanto prodotto di una psichiatria disfunzionale ed acefala, che ha perso ogni riferimento alla ricerca sulla psicopatologia e sull’inconscio, essi concorrono a generare nuovi modelli di patologia mentale. Entità tradizionali come l’isteria, ma oggi anche la schizofrenia e la psicopatia, si ibridano e scavano percorsi carsici scomparendo. Quando tali entità non riconosciute riemergono alla superficie della vita sociale innescano fenomeni drammatici ed inquietanti all’interno delle quali la bizzaria dei deliri e dell’acting out criminale come nel mass shooting , si coniuga con fenomeni isterico-imitativi che contagiano una moltitudine di persone.Come scrive Allen Frances oggi

“Psychiatry is rapidly expanding and normal is shrinking”

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