Psichiatria

“La follia a due” degli attentatori di Boston

Esplosione alla maratona di Boston

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Schermata 04-2456406 alle 13.02.56I due attentatori alla Maratona ed al Mit di Boston sembra fossero “lupi solitari” non collegati a cellule terroristiche .

E’ stupefacente il contrasto fra le affermazioni del padre secondo le quali i due figli, ed in particolare l’ultimo, erano due “angeli” e quelle dello zio, naturalizzato in USA, che sostiene che essi erano dei “losers” incapaci di integrarsi nella società americana. “Angeli” con cinture al plastico e dotati un vero arsenale di esplosivi ed armi automatiche? Le dichiarazioni della famiglia in Cecenia testimoniano la distanza e l’ignoranza dei genitori nei confronti della reale situazione psicologica e di vita dei due giovani. Quest’ultimi avevano difficoltà a inseririsi in un contesto culturale con cui si confrontavano oramai da dieci anni. Un problema psicologico aggiuntivo sarà stata per loro, e soprattutto per il più giovane, la malattia del padre ammalatosi di cancro cerebrale ed operato in Germania. L’uomo tornato a vivere in Cecenia appare, anche dalle sue dichiarazioni, come una figura lontana e non in contatto con la realtà dei figli.

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Parenti di vittime

Guardando le immagini delle esplosioni e delle loro conseguenze (dolore , lutto, disperazione, panico ) al traguardo della maratona ciò che risalta è l’enormità e l’assurdità del gesto assolutamente non inquadrabile in una strategia politica od in una credenza religiosa. boston2Il terrorismo sembra solo una maschera dietro cui agiscono motivazioni psicopatologiche. Gli americani hanno subito cavalcato istericamente l’onda dell’attacco, opera di una vasta organizzazione , memori delle ferite precedenti alle torri Gemelle nel 2001 ma in realtà i due ceceni ricalcano il copione noto dei mass murderers , cosiddetti “pseudocommando”.

I due fratelli si sono mossi come una “coppia criminale” condividendo deliri ed in base a ques’ultimi progettando crimini del tutto sprovvisti di un senso umano: fra loro, come di solito avviene nei casi di “folie à deux”, ci sarà stato sicuramente un incube ed un succube. La Folie à deux , descritta per la prima volta da Legrand De Saulle nel 1873. è una sindrome clinica caratterizzata da sintomi psicotici, principalmente da deliri condivisi da due

L'incube ed il succube

L’incube ed il succube

o più persone che hanno una relazione intima. Nella maggioranza dei casi riportati dalla letteratura clinica, i soggetti coinvolti nella Folie à deux sono membri della stessa famiglia o della stessa coppia (marito e moglie) e c’è generalmente una relazione dominante-sottomesso, carnefice-vittima, Secondo Scipio Sighele autore nel 1892 de “La coppia criminale”

<<(..) la follia a due non rappresenta soltanto la coesistenza parallela di due deliri simili, ma cosituisce una vera e propria società con uno scopo chiaro e determinato>>

La coppia criminale

La coppia criminale

Il delirio quindi ,come riteneva Eugene Blueler, non è autistico cioè esclusivo di una sola persona ripiegata su se stessa e fuori da vincoli sociali , ma può essere il frutto di una interazione fra due o addirittura fra più persone. Specularità, imitazione, suggestione intervengono nella formazione del delirio e ne condizionano la strutturazione e l’eventuale messa in atto come sostenuto già a partire dalla fine dell’Ottocento da esponenti della Scuola positivistica italiana.

Sulla differenziazione fra patologia mentale e terrorismo mi permetto di segnalare l’articolo “Anders Breivik e la diagnosi di schizofrenia paranoide” di Domenico Fargnoli ed altri nella rivista Il sogno della farfalla n°2(L’asino d’oro 2013)

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4371452,00.html

Boston terrorist: My brother wanted to defend Islam

CNN reveals initial details on interrogation of marathon attacker Dzhokhar Tsarnaev, 19; ‘My brother was the mastermind behind the attack,’ says from his hospital bed

Ynet

Published: 04.23.13, 17:18 / Israel News

A questo indirizzo le dichiarazioni  più recenti dell’attentatore superstite

http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=43252&typeb=0

http://www.washingtonpost.com/world/national-security/no-links-seen-between-boston-suspects-and-foreign-terrorist-groups-officials-say/2013/04/23/f08c9b7e-ac4b-11e2-b6fd-ba6f5f26d70e_story_1.html

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2013/04/23/attentato_boston_19enne_zhokhar_tsarnaev_collabora_polizia.html

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Psichiatria

LA PAZZIA DIETRO LE SBARRE: il carcere come manicomio

 

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La legge Basaglia non ha risolto il  problema della segregazione manicomiale ma , togliendo credibilità alla psichiatria, ha favorito il ritorno alla concezione moralistico-punitiva della malattia  mentale.

Domenico Fargnoli

L’opinione pubblica non ha la percezione esatta dell’emergenza psichiatrica in atto in Italia che ha legami  con  una situazione più generale.

Scrive Amanda Pustilnik ( University of Maryland)

” Oggi i nostri ospedali psichiatrici più grandi sono le prigioni.(…) Le prigioni di Stato spendono circa 5 miliardi di dollari per incarcerare detenuti affetti da patologie mentali che non sono violenti. Stando a quanto afferma il Dipartimento di Giustizia 1,3 milioni di individui con malattie mentali sono incarcerati nelle prigioni di stato e  federali  a fronte di soli 70.000 individui  assistiti negli ospedali psichiatrici”

Si viene messi in carcere solo per essere afflitti da malattie mentali  e per aver disturbato l’ordine pubblico e non perché si siano commessi reati penalmente rilevanti. Nel luglio del 2004 The House Comitte on Governement Reform ha pubblicato uno studio dal  quale  risulta che negli USA  vengono incarcerati bambini  (anche di sette anni) con gravi patologie mentali senza che essi siano responsabili di condotte criminali .

Rispetto agli ideali illumunistici che hanno ispirato   la Costituzione americana la situazione sopra descritta è paradossale per il venire meno della fondamentale distinzione operata da Pinel durante la Rivoluzione francese:i malati di mente  furono separati, dalla fine del 700, dai criminali e liberati dalle catene. Nasceva così una nuova branca della medicina : la psichiatria .

A distanza di di più di due secoli notiamo una inversione di tendenza,: si ritorna alla confusione fra criminalità e pazzia, al prevalere della logica della segregazione  e della punizione .Il ritorno  ad orientamenti preilluministici   è dovuto  al significato sociale che ha assunto la malattia concepita come un  cedimento colpevole, una  mancanza di cntrolloe  e del senso di responsabilità personale.  E’ la vecchia idea cristiana della pazzia  come influenza  demoniaca, come complicità con il male, la quale  riappare in una forma secolarizzata.goya

Dalla mentalità religiosa deriva l’approccio punitivo,  che ha prevalso negli USA, alla  malattia mentale. La punizione dovrebbere rinforzare l’adesione all’ etica su cui è fondata la società e garantire , tramite la severità della pena, il rispetto delle norme.  Per la   concezione moralistico-punitiva le persone con  malattie mentali avrebbero  difetti della volontà o del carattere che li rendono incapaci  di controllarsi: imporre loro criteri restrittivi aiuterebbe  ad ottenere comportamenti accettabili ed aumentare  il senso di responsabilità. Il giudice si sostituisce allo psichiatra poiché  quest’ultimo considerando le malattie semplici “disturbi” od opinabili convenzioni diagnostiche , non è in grado di fornire criteri certi e non manipolabili di non imputabilità. Pertanto l’essere psichicamente malati anche gravemente  non garantisce di solito negli USA, l’impunità rispetto ai crimini violenti.

In Europa Anders  Breivik  è stato dichiarato sano di mente con  criteri diagnostici del  DSMIV  in un  processo  nel quale si è affermata la  tendenza alla punizione piuttosto che alla cura.

Ed in Italia? Il caso di Erika ed Omar  a Novi Ligure ,   quello di  Franzoni  a  Cogne  o dei coniugi  pluriassassini di Erba hanno visto prevalere una logica punitiva estranea alla psichiatria.

Perché ci troviamo di fronte a  questa tendenza?

La Prof. Amanda C. Pustilink non chiarisce il punto essenziale cioè  il ruolo avuto dalle istituzioni psichiatriche nel permettere che il modello moralistico- punitivo della malattia mentale si affermasse: cento anni di freudismo hanno lasciato il segno . Proprio in USA , comunque,  i media  a partire daglii  anni 90 hanno denunciato   il fallimento della psicoanalisi mentre la psichiatria organicistica, subentrata al freudismo, si prepara ad un clamoroso “disastro “, dovuto alla mancanza di scientificità,   con l’edizione del nuovo DSMV nel Maggio 2013.

I medici  americani sono  impegnati a distribuire psicofarmaci ad una popolazione di soggetti “normali” sempre più vasta , utilizzando  diagnosi che sembrano create ad hoc per favorire gli interessi delle case farmaceutiche. I casi più gravi  sono sottoposti a terapie,come l’iloperidone assunto da Adam Lanza ( l’autore della strage nella scuola di Newport), che possono amplificare la tendenza alla violenza.

Le carceri funzionano da contenitori per ogni sorta di patologie mentali   che, in un  regime di inaudita violenza e perversione, subiscono un aggravamento. Gli effetti sono devastanti sui singoli e sulla società. In Italia, patria di Cesare Beccaria che voleva la pena commisurata razionalmente al delitto  e che era contro la tortura,  si sta verificando qualcosa di analogo a quanto avviene in USA: l’adesione acritica ai modelli  diagnostici americani, l’abuso  degli psicofarmaci, il ricorso alla TEC (Terapia elettroconvulsivante), toglie credibilità alla psichiatria e favorisce l’affermazione del modello moralistico-punitivo della malattia mentale. Dato che i medici appaiono  incapaci di prevenire e curare le patologie psichiche la gestione di queste ultime è demandata, ai giudici ed ai tribunali. La legge Orsini -Basaglia  ha vuotato i manicomi di  circa centomila degenti negli ultimi decenni  ma , nello stesso lasso di tempo, si sono riempite in un modo inverosimile le carceri.

C’è  un’emergenza psichiatrica nelle prigioni : secondo un’indagine epidemiologica dell’Agenzia Regionale di Sanità i detenuti con “disturbi psichiatrici” sono 1137 ,il 33.4% ,nella  sola Toscana. Il carcere funziona come contenitore di patologie psichiche, che  non entrano nel circuito dei servizi psichiatrici . Con la chiusura dei manicomi non sempre sono state create strutture alternative  cosicchè molti soggetti sono rimasti senza controllo o rete di protezione  e sono finiti nelle maglie della giustizia. Le prigioni sono gironi infernali. Prendono il sopravvento l’idea di rovina, il vuoto affettivo, l’umiliazione e l’ emarginazione:  le varie patologie  diventano manifeste e si aggravano. I quadri  psicopatologici  si  strutturano  in forme  croniche, difficilmente curabili. L’identità sessuale, in un contesto di violenza e  promiscuità forzata,  subisce spesso una destrutturazione irreversibile. Il suicidio è un’esito drammatico la cui frequenza , anche più di venti volte la norma, è in diretta relazione al sovraffollamento ed agli abusi.

Come far fronte a tale situazione ? Il 31 Marzo in seguito alla legge Marino è prevista la chiusura degli OPG : l’ evento  ha un forte significato simbolico anche se interessa 1400 persone, su un totale di 66.721 detenuti italiani.  Gli OPG sono stati l’emblema della schizofrenia istituzionale : individui affetti da vizio totale o parziale di mente e quindi non imputabili sono stati sottoposti ad un regime carcerario in condizioni di degrado inimmaginabili. Per non dire delle torture fisiche e psicologiche .E’ necessario che questa chiusura sia occasione non solo per proporre strutture di intervento alternative  ma  per un ripensamento della psichiatria nel suo insieme . Andrea Zampi, il pluriomicida-suicida  di Perugia è stato sottoposto l’anno scorso  a Pisa a due cicli di  8 TEC: un intervento “terapeutico” od un a prassi senza alcuna base scientifica che ha aggravato le condizioni del paziente? Oggi gli psichiatri non hanno competenze adeguate ad affrontare la psicosi con il metodo della psicoterapia: lo psicofarmaco o la TEC sono inefficaci e  alla lunga pericolosi.

La psichiatria deve allora  fare un salto culturale  e metodologico dotandosi di nuovi criteri scientifici e formativi. L’esperienza dell’ Analisi collettiva che fa capo alla teoria della nascita di Massimo Fagioli, costituisce un’esperienza pilota : quasi quarant’anni   di cura, formazione e ricerca unica nel suo genere a cui hanno partecipato migliaia di persone e centinaia di psichiatri, impegnati ad approfondire la conoscenza della realtà psichica  oltre il riduzionismo organicista ed il moralismo della ragione e della religione. Come scrive Adriana Pannitteri  in “La pazzia dimenticata” (L’Asino d’oro 2013)”

<<(…) la malattia mentale non si risolve semplicemente buttando giù i muri dei manicomi, ma in maniera più solida cercando di sapere cosa c’è dentro la psiche di chi è ammalato>>


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Psichiatria

Il DSM5:un disastro per la psichiatria americana

torri-gemelle

Il disastro delle torri gemelle

Il DSMV:un disastro per la psichiatria americana

Domenico Fargnoli

Allen J Frances professore emerito di psichiatria alla Duke University e coordinatore del team di esperti che nel 1994 realizzò il DSMIV a proposito dell’uscita dell’ultima versione, la quinta, ha parlato di “disastro”. Con riferimento all’ etimologia del termine il dis-astro si riferisce ad una calamità come avrebbe potuto essere la fine del mondo prevista dai Maya, dovuta ad influssi astrali negativi. Ora il DSM considerato nelle sue varie versioni una vera e propria Bibbia della psichiatria è stato scritto da persone che hanno un nome e cognome:su di loro ricade l’enorme responsabilità degli incalcolabili danni che potrebbero provocare alla salute mentale di centinaia di milioni se non di milardi di persone, le applicazioni pratiche di criteri senza fondamento scientifico. Ad esorcizzare o cancellare il senso di colpa relativo all’eventuale danno iatrogeno credo non possa bastare lil semplice scambio di eventi umani con eventi naturali, analogamente a quanto fanno gli schizofrenici, o il vanificare la ricerca delle cause nel fare riferimento all’oroscopo, al destino od all’ allineamento dei pianeti.

Come rivela l’uso di alcuni termini, impercettibilmente un vissuto catastrofico si è insinuato come un cavallo di Troia nella cittadella delle potenti lobbies dell’APA, rivelando una pericolosa linea di frattura nelle loro pseudocertezze ideologiche.

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“Il testamento del dott. Mabuse” di Fritz Lang (1933). Uno psichiatra alla testa di una banda di criminali subisce l’influenza di un suo paziente psicoanalista affetto da schizofrenia paranoide. Il tema è attuale. La “morte” di Freud in America ha lasciato una pesante eredità che ha influenzato negativamente la psichiatria.

Le fantasticherie catastrofiche fanno parte del tessuto connettivo dell’immaginario nordamericano: dalla famosa trasmissione radiofonica del 1938 in cui Orson Welles annunciava la guerra fra i mondi, l’attacco alla terra da parte dei marziani, determinando reazioni di panico generalizzato,

La guerra dei mondi

La guerra dei mondi

alle produzioni cinematografiche come L’invasione degli ultracorpi diretto da Don Siegel nel 1956 o le più recenti come The day after tomorrow ( 2004) del regista Roland Emmerich o 2012 uscito nel 2009 sempre ad opera dello stesso regista, il terrore catastrofico, continuamente evocato ed esorcizzato, sembra essere il punto sensibile e dolente della psicologia collettiva statunitense. Ben aveva compreso questo aspetto Osama Bin Laden quando progettò l’attacco alle torri gemelle che, visto in televisione,sembrava una scena tratta da un film di fantascienza. A volte gli incubi o quelli che uno psichiatra potrebbe considerare deliri socialmente condivisi vengono tradotti da qualcuno in una tragica realtà con una enorme amplificazione dell’effetto terrifico..

Nel maggio 2013 uscirà la nuova versione riveduta e corretta del DSM5 il famoso manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali : anche senza far ricorso all’astrologia è stato previsto che per la psichiatria americana sarà una vera e propria catastrofe annunciata.NEWS_91336 Secondo Allen J Frances il momento attuale che coincide con la definitiva approvazione ed imminente edizione del manuale, è il peggior momento nella sua pratica pluridecennale di studio, insegnamento e di ricerca clinica in psichiatria: egli invita i pazienti, i medici di base e la stampa, nonché ovviamente gli psichiatri a non dare credito ad una pubblicazione che secondo lui, non ha credibilità scientifica e che può indurre numerosi e gravi errori diagnostici estremamente lesivi della salute degli individui a causa di prescrizioni farmacologiche del tutto inutili. Le nuove diagnosi in psichiatria potrebbero essere più pericolose dei nuovi farmaci poichè influenzano il fatto che milioni di persone siano sottoposte o meno all’azione di droghe psicotrope spesso da medici non specialisti dopo un breve colloquio . L’introduzione di nuove diagnosi dovrebbe essere fatta prestando ad esse la stessa attenzione per la salute dei pazienti che viene riservata alla introduzione di nuovi farmaci. Tutte le nuove categorie diagnostiche introdotte, da quelle che riguardano gli abusi alimentari (il Binge eating disorder in cui rientrerebbero tutti quelli che amano fare baldoria), la dipendenza da internet (Internet use gaming disorder che interesserebbe milioni di giovani) o lo spettro autistico ( Autism spectrum disorder in cui viene d’ora in avanti inclusa, scomparendo come entità autonoma la sindrome di Asperger) estendono a dismisura il raggio della patologia per la tendenza ad individuare la presenza di sintomi in aree pericolosamente contigue alla “normalità”. Molti sono gli aspetti più controversi del nuovo DSM5 ,per es. adottare la terminologia Pedophilic disorder . La parola “disordine” o “disturbo” che dir si voglia non può minimamente rendere conto della gravità della patologia in questione considerata tale solo se le fantasie e gli impulsi sessuali o i comportamenti provocano disagio (sic!) clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale o lavorativa come si diceva già a partire dal DSMIV. Questa impostazione ha come conseguenza che verrebbero diagnosticati come pedofili solo quelli che provano “disagio” cioè senso di colpa ,mentre i soggetti più gravi, completamente anaffettivi e che quindi non si alterano passerebbero per normali. La tendenza a scambiare l’anaffettività con la normalità la ritroviamo nella decisione, che potrebbe permanere nel DSM5 a meno di un ripensamento dell’ultimo momento, di confondere il dolore provocato da un lutto recente con una depressione clinica. Il dolore da lutto escludeva nel DSMIV la depressione mentre nella nuova edizione le due situazioni potrebbero sovrapporsi. Indipendentemente da quale esito abbia la controversia nata dalla contestazione di numerosi editorialisti e prestigiose riviste scientifiche, essa la dice lunga sulla impostazione ideologica degli psichiatri americani che considerano la schizoidia, cioè una condizione di insensibilità, come l’assetto ideale della normalità. Le ricadute però di tale concezione sono notevoli: ogni anno muoiono negli States qualcosa come 2,5 milioni di persone che lasciano un numero ancor più grande di loro cari in uno stato di prostrazione e di lutto: se questa condizione si protrae per più di due settiamane i sopravvissuti corrono il rischio di vedersi diagnosticato, soprattutto dai medici di base, uno stato depressivo con grande soddisfazione, soprattutto economica delle case farmaceutiche. Nella concretezza della pratica medica il falso positivo della diagnosi di depressione nel lutto genera situazioni che appaiono paradossali oltre ad equivalere, solo alla luce del buon senso, come ammissione di totale incompetenza.

La psichiatria americana è del tutto incapace di far fronte a gravi situazioni psicotiche come per es, quella del mass murderer Adam Lanza la cui schizofrenia non è stata diagnosticata e trattata adeguatamente . Si medicalizza il lutto fisiologico e non ci si accorge e non si trattano forme psicotiche evidenti. Il cosidetto mass shooting è diventato quasi epidemico, una sorta di drammatizzazione inconsapevolmente ripetuta dell’immagine di una società iperrazionale e violenta ( 62000 morti in pochi anni per ferite di armi da fuoco) che storicamente è stata eretta sul razzismo e sullo sterminio sistematico delle popolazioni indigene. L’ideologia della guerra che vede gli Usa impegnati in conflitti ingiusti ed inutili, è all’origine di un’emergenza psichiatrica nelle forze armate: solo nel 2012 si sono tolti la vita.295 soldati.

A tutta questa drammatica situazione si risponde con una manuale creato in base alla logica di rafforzare i potentati accademici, che sembrano molto lontani dalla vita reale e conseguire un utile economico a tutto vantaggio dell’industria farmaceutica.

Secondo Frances le motivazioni che hanno portato alla stesura del DSM5 non sono però solo d’ordine economico , riconducibili ad un banale conflitto di interessi per i revisori che hanno ricevuto compensi dalle case farmaceutiche. Il conflitto di interessi sarebbe, per lo scienziato soprattutto “intellettuale” individuabile nella naturale propensione di esperti altamente specializzati a valorizzare le proprie idee guida, ad espandere le aree di ricerca non tenendo conto delle ricadute pratiche a livello clinico per I malcapitati pazienti.

Forse però non bisogna sottovalutare che l’APA ha investito ben 25milioni di dollari nel DSM5 e dato che la precedete edizione è stato un best seller di proporzioni planetarie ci si aspetta anche questa volta di ricavare enormi profitti dalla pubblicazione senza considerare gli effetti collaterali della ricaduta di popolarità e prestigio da parte del team di revisori, anch’essi in ultima analisi monetizzabili.

Anche se le critiche del professore Frances appaiono in parte motivate esse però non diminuiscono la sua responsabilità nel disastro annunciato.

Proprio lui è stato infatti il principale artefice del DSMIV dando il via a ciò che oggi appare come un’apocalisse psichiatrica: è doveroso ricordare che il Manuale nell’edizione del 1994 è stato etichettato “scienza spazzatura” in un sondaggio internazionale di esperti eseguito in Inghilterra nel 2001, oltre che essere stato votato una delle dieci pubblicazioni psichiatriche peggiori del millennio. E’ falso quindi che ci sia una sostanziale differenza qualitativa fra il DSMIII e IV in quanto già in quest’ultimo era stata denunciata la perdita della validità della diagnosi a favore della loro attendibilità: un gruppo di psichiatri si mette d’accordo su una lista di comportamenti atipici e sul fatto che costituiscano un disturbo mentale . La creazione di nuove categorie è allora una specie di gioco da salotto priva di qualunque validità scientifica anche se dotato di attendibilità cioè viene condiviso da un gran numero di esperti: trasportato nel mondo della pratica clinica reale questo procedimento è tout court una truffa.

Come si vede AllenJ Frances appare poco attendibile quando non solo proclama la sua ateoreticità ma pretende di aver superato la confusione delle diagnosi imperante nella psichiatria prima del DSMIV dovuto in gran parte alla massiccia presenza della psicoanalisi freudiana in America.

C’ è una precisa continuità storica ed ideologica fra la truffa freudiana che sottoponeva ad analisi dei pazienti senza voler e poter essere una cura e il DSM nelle sue varie versioni che propone criteri diagnostici basati su assunti pseudoscientifici, come quelli della natura genetica della schizofrenia , solo per fare un esempio, ma molto utili per essere pagati dalle assicurazioni di malattia.

Come i feudiani consideravano tutti gli esseri umani potenziali portatori di malattia mentale in quanto in ciascuno sarebbe stato presente un inconscio naturalmente perverso e un’ideazione schizofrenica come quella dei sogni, così l’APA con il DSM5 vede oggi nella normalità uno stato potenziale di malattia: per la psicoanalisi, la malattia mentale ubiquitariamente presente nell’essere umano era latente nell’inconscio. Quest’ultima oggi viene individuata invece nella coscienza e nel comportamento delle cosiddette persone normali che abbiamo per es la sventura di un lutto ed incappino nei lacci delle categorie diagnostiche del DSM.

Personalmente quindi mi atterrò alle indicazioni di AllenJ Fances: boicotterò in tutti I modi possibili il DSM5 aggiungendo comunque che ho fatto lo stesso con il DSM III e IV. Come non ho creduto alla fine del mondo dei Maya così non credo che il fallimento del DSMV sia un evento particolarmente significativo nelle vicende della psichiatria contemporanea nonostante tutto il battage pubblicitario nei mass media. La vera partita del futuro della psichiatria , secondo la mia esperienza e formazione, si gioca su tutt’altro campo: nella mia pratica clinica continuerò ad utilizzare la classificazione delle malattie mentali presente già nella grande produzione teorica della psicopatologia del 900, a partire da Jaspers ,Eugen Bleuler, Minkowsky, Kurt Schneider, Barison. A mio avvisafe_imageso solo la revisione critica che Massimo Fagioli a partire dalla seconda metà del secolo scorso ha operato sulle categorie diagnostiche di derivazione psicopatologica ci consente un inquadramento corretto della natura dei processi patogenetici che dobbiamo affrontare nell’ambito della psicoterapia. La teoria della nascita ha completamente trasformato le tradizionali impostazioni teoriche relative alla genesi della malattia mentali. A partire d Esquirol lungo tutto l’arco dell’ottocento e del novecento fino ad oggi ( l’ultimo esempio è quello di Rita Levi Montalcini) si è pensato che la malattia mentale fosse legato ad un deficit di razionalità ed ad un affievolimento della capacità di sintesi della coscienza. La regressione avrebbe liberato gli automatismi dell’inconscio e reso manifesta un’ ideazione non consapevole considerata naturalmente psicotica. Oggi noi sappiamo che il nucleo generatore della malattia mentale risiede non nella cocienza ma in uno specifica attività inconscia, la pulsione di annullamento, individuata storicamente da Fagioli: essa non è una dotazione naturale con la quale ciascuno di noi nasce ma deriva da un fallimento dei rapporti interumani. Originariamente la pulsione di annullamento scaturisce da una inadeguatezza, comunque si configuri, della relazione madre bambino che incide sulla vitalità di quest’ultimo a partire dalla nascita.

Soltanto l’individuazione del nucleo generatore che è responsabile della peculiare forma che assume la malattia mentale ci consente di cogliere anche quanto non è immediatamente visibile e registrabile e di formulare diagnosi non solo attendibili ma soprattutto valide e motivate .Di questo stesso parere , pur in un quadro di riferimento teorico differente, sono autori internazionalmente conosciuti come lo statunitense Louis A.Sass e Joseph Parnas dell’Università di Copenaghen: secondo quest’ultimo solo un miglioramento delle conoscenze psicopatologiche può far fronte alla reificazione delle categorie diagnostiche presente nelle varie versioni del DSM, la Bibbia americana della psichiatria.


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