Forum salute mentale : un commento a Mal-trattamenti psicoanalitici

  • Schermata 06-2456454 alle 10.55.35L’Unità di oggi. un bizzarro mix di uscite in varie direzioni
9 giugno 2013

di Giorgio Bignami.

Ogni tanto leggiamo su l’Unità articoli di alto profilo per chiarezza di informazione e per taglio politico, culturale, scientifico ….Per esempio, il 26 maggio (p. 16), Elena Granaglia ha chiaramente spiegato quali siano i principali nodi nell’attuale crisi della sanità italiana, soffermandosi in particolare sul rischio creato dalla robusta spinta europea alla privatizzazione. E sul supplemento Left del sabato (25 maggio, p..37), Paola Mirenda ha fornito un quadro chiaro e drammatico delle condizioni di oltre 50 milioni di badanti sradicate dai loro paesi d’origine per andare ad accudire anziani e disabili in paesi come il nostro: abbandonando anziani genitori, coniugi e compagni (”vedovi bianchi”), figlioli magari in tenera età, per mandar loro, rimasti a casa, il minimo per sopravvivere (tanto che in alcuni villaggi e cittadine ucraine quasi non si vedono più donne, salvo anziane e bambine). L’Italia è il paese che ha il maggior numero di badanti rispetto alla popolazione; quindi non occorre dilungarsi sulle conseguenze negative di questo massiccio sradicamento selettivo per il genere femminile (almeno in parte dei paesi d’origine), nel campo della salute in generale e in quello della salute mentale in particolare.: E questo, a fronte di una inadeguatezza qualitativa e quantitativa della maggioranza dei nostri servizi ad affrontare i problemi che ne derivano.

Ma sia su L’Unità che su Left le uscite di diversa impostazione sono diventate piuttosto frequenti, Già si è detto, in un recente intervento su questo sito, del sostegno a piena pagina dato dal quotidiano alla proposta di legge di iniziativa popolare “181″, mirata a legificare minuziosamente le pratiche in campo psichiatrico, proposta che desta non poche perplessità ( http://www.news-forumsalutementale.it/limbroglio-della-181/#more-11227 ).

Il caso forse più clamoroso per le sistematiche recidive riguarda Left, che pare de facto l’organo ufficioso dei c.d. fagiolini, cioè degli allievi e sostenitori dello psichiatra e psicoterapeuta Massimo Fagioli. Al guru maximo sono riservate ogni settimana due intere pagine (per carità, ognuno è libero di esternare ciò che vuole; ma pare strano che tali esternazioni, dato il giumellaggio obbligatorio, siano imposte con un supplemento di costo ai lettori dell’Unità, che ancora reca in testa la dizione “quoitidiano fondato da Antonio Gramsci”). Non di rado, poi, ulteriori pagine recano gli interventi di seguaci del capofila. Per esempio, nel numero del 18 maggio, subito dopo il pezzo del Maestro sulle immagini oniriche (p. 54-55), troviamo un lungo articolo di Domenico Fargnoli (p. 54-56), il quale sferra un violento attacco contro la Società psicanalitica italiana (Spi): L’autore coglie l’occasione del commento curato dalla Spi per la serie Sky In treatment; e a parte il sacrosanto diritto di critica, lascia perplessi sia il fatto che un tale attacco di parte nella “guerra tra scuole” sia ospitato in questa sede, sia l’uso di espressioni apodittiche, come “il totale fallimento del freudismo”, e simili. Ora, senza voler entrare nel merito, è noto che buona parte dell’odierna psicanalisi di ispirazione freudiana si serve di schemi sostanzialmente modificati rispetto a quelli del fondatore. Insomma, non occorre una specifica competenza in materia per rendersi conto che una sparata a salve cone quella di cui si parla scende sotto al livello di certe critiche mirate ad azzerare i crediti di un Darwin o di un Marx: imputando loro la mancata “lettura nella sfera di cristallo” di informazioni all’epoca di là da venire, .

Infine non si possono condivideri interventi che si danno la zappa sui piedi, come quello masochisticamente intitolato “Welfare Fai da Te” (Left, 18 maggio, p. 22-26). Questo articolo dà per scontata la progressiva insufficienza delle risorse pubbliche rispetto ai bisogni della gente, e quindi sostiene soluzioni come le ottocentesche Società di mutuo soccorso. Il che pare in piena sinergia con la spinta alla privatizzazione di cui si è detto all’inizio:con i suoi squali delle assicurazion, che aspirano ai profitti dei loro cugini anericani; con i suoi welfare aziendali, drammaticamente discriminanti tra un lavoratore e l’altro (v. i privilegi dei dipendenti di Del Vecchio-Luxottica e di Monzemolo-Ferrari, a fronte delle miserie dei dipendenti di Marchionne); con il fiorire di iniziative come San. Arti.(per gli artigiani) e Sanimpresa (assistenza sanitaria del terziario privato), ampiamente pubblicizzate soprattutto sui media della sinistra; con il decollo del fundraising benedetto da L’Espresso (23 maggio, ma in edicola dal 17, p. 118); e chi più ne ha più ne metta.

L’antica saggezza popolare insegnava che “Ai tempi che il grasso dimagra, il magro mòre”; ed è ovvio che i magri di oggi sono proprio servizi come quelli per la salute mentale, che oltre al loro progressivo strangolamento vedono oggi aggiungersi lo storno delle risorse dedicate alla chiusura degli OPG, destinate alla creazione di una fitta rete di miniOPGegionali; o come quelli per le tossicodipendenze, che ogni giorno riducono i loro orari di apertura, chiudono parte dei loro presidi, né possono rispondere a una folla di nuovi problemi e di nuovi bisogni che esigerebbero un cambio qualitativo, oltre che quantitativo, del loro modus operandi.

  • Share/Bookmark

  1. Egregio Bignami, il suo nome che ricorda certi manualetti del liceo, parla di sintesi un po’ frettolose. L’epiteto di cui Lei fregia Massimo Fagioli non merita un commento: è solo una caduta di stile ed una mancanza di argomenti da parte sua. Per ciò che concerne il mio articolo la tesi che io sostengo è che in realtà nel freudismo non c’è mai stato nessun sostanziale rinnovamento. Conosco a fondo la letteratura psicoanalitica passata e presente e la sfido a dimostrare il contrario. Il freudismo è tale perchè fa riferimento a Freud così come il cristianesimo fa riferimento a Cristo. Ora un cristianesimo senza Cristo sarebbe bizzarro (per usare un aggettivo che a lei piace ) così come un freudismo senza Freud. Ernesto de Martino che certo non era uno sprovveduto sosteneva che la psicoanalisi era una forma di religione sotto le mentite spoglie dello scientismo. Anche il grande Karl Jaspers a suo tempo ha espresso opinioni analoghe scrivendo che la storia dell’omicidio del padre primordiale era una stupidaggine razionale.
    Ora le religioni non evolvono perchè si basano su dei dogmi: questi ultimi rimangono tali,e come i deliri, non si correggono. Questo è il dramma del freudismo.
    Per ciò che riguarda la guerra fra scuole non vorrei deluderLa ma io non faccio parte di nessuna scuola dai tempi dell’Università. Mi ritengo una persona libera che esercita autonomamente la propria professione e capacità di giudizio al di fuori da ogni vincolo istituzionale. Nel mio articolo ( che è di due e non di tre pagine e quindi grazie per averlo letto più di una volta) non faccio dichiarazioni di appartenenza ma esprimo un mio personale punto di vista.
    Forse è proprio questo che a Lei risulta incomprensibile.
    La ringrazio per l’attenzione Domenico Fargnoli

    1. francesco s calabresi 11 giugno 2013 alle 12:50 pm

      Caro Giorgio ,mi permetto di raccontarti qui un pezzo della mia vita ,in ricordo di alcuni brevi,occasionali ma intensi momenti di incontro. Rappresenti per me un ideale di scienza e impegno civile da quando lessi la tua denuncia dell’operato di alti dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità per ritardare l’introduzione del vaccino antipolio Sabin e favorire altra azienda (ottomila poliomelitici in più ,se ben ricordo) , ora sono rimasto spiacevolmente sorpreso per questo tuo intervento grossolanamente polemico su uno studioso ineccepibile come scienziato ed essere umano come M.Fagioli .Ho conosciuto M.Fagioli quando io, specializzando in neuropsichiatria, ero in training nella Spi all’istituto di via salaria e lui era analista qualificato ma con una formazione psichiatrica psicoterapeutica di primo ordine avendo lavorato per anni nell’osp.psichiatrico di Padova diretto da Barison e nella clinica di Binswanger a Kreutzlingen ,gestito comunità terapeutiche, scritto articoli psichiatrici significativi. Aveva pubblicato da poco “Istinto di morte e conoscenza”. Nella SPI si andava preparando la reazione che avrebbe portato alla espulsione-”scomunica”di Fagioli e alla cacciata degli allievi che avevano “fornicato”con lui.Io abbandonai il training profondamente deluso dalle due lunghe esperienze analitiche cui mi ero sottoposto ,dall’ambiente umano dominante all’istituto e dagli insegnamenti impartiti,e anche dalla mia pratica terapeutica .Gradualmente mi resi conto di quanto i comportamenti e gli insegnamenti che mi avevano ferito e deluso fossero legati alle incongruenze teoriche ,alla ottusità reazionaria ,e in fin dei conti alla disonestà intellettuale di Freud . La sua disonestà come scienziato , come terapeuta e come uomo è stata poi ampiamente dimostrata da tutti gli storici che hanno potuto accedere ai documenti dell’epoca (Ellemberger, Masson, Borch-Jacobsen etc.).La sua inconsistenza teorica ,approfonditamente e ineccepibilmente, da Fagioli .Io poi ho partecipato alla cosiddetta “analisi collettiva”portata avanti da Fagioli insieme alla maggior parte di quelli che erano prima miei pazienti e che sono ora miei amici e compagni ,nella quale abbiamo potuto decostruire lo psicoanalista freudiano che mi atteggiavo essere e i suoi analizzandi e lasciar venir fuori l’identità umana di ciascuno con le proprie qualità e specifiche competenze . A questa straordinaria esperienza formativa , ormai andata avanti in 38 anni di duro lavoro ben oltre la critica al freudismo e alle altre ideologie di quegli anni , son ancora molto felice di poter partecipare .Con affetto .

      A questo indirizzo è stato pubblicato l’articolo Mal-trattamenti psicoanalitici

    http://rassegnaflp.wordpress.com/2013/05/23/mal-trattamenti-psicoanalitici/#comments
    Schermata 06-2456454 alle 10.50.49Schermata 06-2456454 alle 10.51.14

cosa c’è dietro la strage degli innocenti di domenico fargnoli



  • di domenico fargnoli

    Cosa c’è dietro la strage degli innocenti

    Quella del killer della Sandy Hook è l’imitazione manierata di un militare dei corpi speciali. Le vittime, nel suo delirio, “viste” come bersagli inanimati [Domenico Fargnoli]

    Domenico Fargnoli*
    domenica 16 dicembre 2012 17:29

    Matteo di Giovanni, Strage degli Innocenti, pavimento del Duomo di Siena

    Matteo di Giovanni, Strage degli Innocenti, pavimento del Duomo di Siena

    Adam Lanza, il ventenne americano che venerdì scorso, nel Connecticut, ha ucciso 26 persone fra cui 20 bambini di età compresa fra cinque e dieci anni, per poi suicidarsi, appartiene alla categoria di omicidi che i criminologi in epoca recente hanno denominato “Pseudocommando”. Di essa fanno parte soggetti che equipaggiati con armi da guerra e giubbotti antiproiettile, come se appartenessero a truppe d’elite, assaltano e uccidono a caso e in un breve lasso di tempo un gran numero di persone inermi. Negli Stati Uniti, nel 2012, quasi ogni mese si è verificato un episodio in cui moltissime persone, per lo più giovani e studenti, hanno perso la vita per l’azione imprevedibile di individui di cui nessuno sospettava la pericolosità. Ciò che colpisce è la ripetizione, in tali delitti, del copione del gesto eroico, alla Rambo, dell’omicida suicida: un uomo solo spara contro un gruppo, una massa anonima per motivi che appaiono incomprensibili alla comunità. Il primo interrogativo è: come può la mostruosità della strage balzare fuori dalla sonnacchiosa normalità della vita di provincia americana? Forse solo apparentemente era “normale” la madre di Lanza, la prima vittima sfigurata con un colpo al volto, quando pur dedicando la sua vita ai bambini, coltivava la passione delle armi da guerra con cui si esercitava regolarmente con i figli al poligono. Forse non è normale per nessuno trovare divertente o compiacersi del possesso di un moderno fucile d’assalto come quello sottratto dal giovane alla madre, pensato e progettato per seminare la morte.

    Un mitragliatore non è una semplice arma di difesa personale che è legittimo detenere in base al secondo emendamento americano, ma è un oggetto concepito per compiere una strage, per determinare il rapido annientamento di una moltitudine di eventuali assalitori. Se alla fine del settecento era una necessità reagire contro l’esercito spagnolo e inglese, nel territorio statunitense oggi non è in corso nessuna operazione bellica. La legalità della detenzione di armi e di armi da guerra in particolare è pertanto immotivata sia dal punto di vista della società in generale che dell’individuo. Si può ipotizzare che dietro il comportamento socialmente e legalmente ineccepibile della madre dell’omicida e la sua “normale” passione per pistole e fucili si sarebbero potute celare fantasticherie megalomaniache e persecutorie, più o meno coscienti. Nella relazione profondamente malata con il figlio, non provvisto di una identità solida e definita, stando ai racconti di chi lo conosceva, esse avrebbero potuto contribuire a innescare in lui l’idea della strage. Bisogna mettere in evidenza il fatto che il cosiddetto “Pseudocommando mass murderer” fa solo l’imitazione manierata di un militare dei corpi speciali (vedi anche a questo proposito il caso del norvegese Anders Breivik) perché i soggetti colpiti del tutto incapaci di difendersi non sono terroristi o sequestratori armati e pericolosi. Le vittime inoltre vengono completamente disumanizzate nel delirio: Adam Lanza ha sparato sui bambini “vedendoli” come se fossero i bersagli inanimati del poligono di tiro.

    Nell’esecuzione fredda e calcolata di una strage così efferata nessun dimensione emotiva può entrare in gioco: se un qualunque “affetto” fosse presente, consentirebbe un riconoscimento dell’altro come essere umano e bloccherebbe la mano dell’assalitore. La vera motivazione del mass murderer è pertanto da cercare nella realizzazione di una totale anaffettività e disumanizzazione che sfocia prima nell’annullamento e poi nell’annientamento fisico di un gruppo di individui e di se stesso. Alla massa per lui amorfa ed indistinta, l’omicida si contrappone come un assolutamente altro, un “Anders”, che con un atto estremo di violenza distruttiva ratifica il proprio totale fallimento umano. La ritualità manierata degli omicidi eseguiti con una vestizione e un armamentario particolare, l’anaffettività che fa percepire all’assassino le vittime come entità non umane, la presenza del delirio implicita nella progettazione della strage esclude sia motivazioni immediatamente comprensibili che “l’impeto passionale” di gelosia evocato da Vittorino Andreoli nel Corriere della Sera. L’idea di un impulso omicida irresistibile dovuto a uno stato emotivo abnorme ricorda la “monomania omicida” di Esquirol e Georget nei primi decenni dell’Ottocento che è stata ampiamente superata e criticata dalla psichiatria attuale. Anche l’altra affermazione dello psichiatra veronese secondo cui il giovane statunitense avrebbe uno sviluppo mentale di un bambino di quattro anni è molto discutibile: da quando in qua i bambini dell’asilo fantasticano omicidi di massa? Le considerazioni precedentemente esposte fanno propendere la diagnosi dello psichiatra, per ciò che riguarda il ventenne americano, per una forma di schizofrenia.

    A proposito del caso Breivik che si discosta da Adam Lanza per l’assenza di una vera intenzionalità suicidaria e per la presenza di una motivazione pseudoterroristica, ecco cosa scrive sul settimanaleleft lo psichiatra Massimo Fagioli: «Udii, un anno fa, l’assassino freddo dei 77 ragazzi di Utoya. Reagii scrivendo deciso: schizofrenia paranoidea ma, forse, ebbi nelle parole un po’ di razionalità perché.il freddo sentito era invisibile. Fu detto: pazzo criminale.
 Ora le parole che vengono sono: “Ho ucciso settantasette formiche; chiedo perdono ai fobici per non averne uccise di più”. Ero disturbato dai loro morsi che sembravano punture di spillo.
Forse so interpretare ciò che ho scritto. Scrivere togliendo al parlare ogni realtà di rapporto interumano. 77 ragazzi, 77 formiche. Viene pensato uguale, come se fosse uguale». Nell’agosto del 2012 sempre sulla sua rubrica settimanale “Trasformazione”, Fagioli ha parlato a proposito del ragazzo di Denver che aveva ucciso senza motivo 12 persone in un cinema, di stolidità e di schizofrenia semplice. Del ventenne del Connecticut sappiamo molto poco: da ciò che trapela dai media americani e italiani sembra fosse ritenuto affetto da una sindrome di Asperger, con problemi importanti nella socializzazione, e da una personalità schizoide. Ora la diagnosi di sindrome di Asperger è quanto mai fumosa e controversa tanto che si parla del fatto che nel nuovo DSM V (in uscita nel 2013) essa non sarà più presente, con tutti le controversie assicurative che ciò comporterà, per una totale revisione che verrà effettuata nel nuovo manuale diagnostico del concetto di autismo. Inoltre non esiste una letteratura che propenda a favore di una correlazione certa, come hanno fatto notare le associazioni di familiari dei malati mobilitatisi in questi giorni sulla stampa, fra le varie forme di autismo, comunque lo si voglia definire e l’acting out violento.

    Per quello che riguarda la diagnosi di personalità schizoide sappiamo che in essa oggi viene inclusa quella che Eugen Bleuler, a partire dal 1913, denominava “schizofrenia simplex” in cui non si hanno deliri o allucinazioni o altri sintomi accessori. La personalità schizoide, secondo Kurt Schneider, è una struttura della personalità caratterizzata da una povertà dei legami affettivi. Essa resta per lo più invariata nel tempo, mentre la schizofrenia semplice è un vero e proprio quadro psicotico che può rimanere allo stato latente come può anche evolvere verso le altre forme di schizofrenia e, anche se in un numero limitato di casi, sfociare in condotte violente. Adam Lanza sicuramente è andato incontro a un improvviso peggioramento del suo quadro psicopatologico con un esito catastrofico come avviene nella schizofrenia. In assenza di una diagnosi corretta e motivata e di un intervento psichiatrico adeguato il giovane è stato lasciato a se stesso e al rapporto con la madre sicuramente molto patologico in una pressoché totale assenza del padre, risposatosi dopo la separazione nel 2008, e del fratello Ryan che viveva da tempo lontano da casa. Da questa tragica e dolorosissima vicenda, soprattutto per le famiglie dei bambini e delle persone uccise, emerge la responsabilità ovvia della lobby delle armi che specula sulla paranoia delle cosiddette persone normali, ma anche della psichiatria americana che ancora una volta appare del tutto inadeguata, con le sue categorie diagnostiche e con i suoi interventi farmacologici finalizzati soprattutto al lucro delle case farmaceutiche, ad affrontare l’inquietante problema della malattia mentale.

    Domenico Fargnoli, psichiatra e psicoterapeuta

  • Monday 17 December 2012

    Connecticut school shooting: Adam Lanza’s mother was preparing for disaster

    The mother of the gunman who killed 20 children and seven adults in America’s worst school massacre, was a gun-proud “survivalist” preparing for economic collapse, it has emerged.

    Connecticut school shooting: Adam Lanza's mother was preparing for disaster

    A police officer wipes her eyes, Adam Lanza and his victims

    By , Connecticut and Peter Foster in Washington

    9:45PM GMT 16 Dec 2012

    Nancy Lanza, whose gun collection was raided by her son Adam for Friday’s massacre at Sandy Hook school, was part of the “prepper” movement, which urges readiness for social chaos by hoarding supplies and training with weapons.

    “She prepared for the worst,” her sister-in-law Marsha Lanza told reporters. “Last time we visited her in person, we talked about prepping – are you ready for what could happen down the line, when the economy collapses?”

    It also emerged that Mrs Lanza had spoken of her fears less than a week before the attack that she was “losing” her son. “She said it was getting worse. She was having trouble reaching him,” said a friend of Mrs Lanza who did not want to be named.

    Adam Lanza, third from the right, posing for a group photo of the technology club which appeared in the Newtown High School yearbook

    Police disclosed that the 52-year-old had five legally registered guns – at least three of which her 20-year-old son carried with him. Most victims were shot with an assault rifle, while Lanza also carried two handguns and left a shotgun in his car.

    President Barack Obama was in Connecticut to comfort families of the victims, amid mounting pressure for political action in Washington on gun control.

    Democrats are preparing to introduce a new bill to ban assault rifles, but the difficulty of achieving any consensus was well illustrated after one Republican congressman said staff at the school should have been armed to protect themselves.

    Fresh details emerged of the massacre which has caused shock across America as well as internationally.


    Nancy Lanza, who was killed by her son with her own gun (Reuters)

    Lanza was reported to have wiped out one complete class of six and seven-year-olds along with their teacher. Dr H Wayne Carver, Connecticut’s chief medical examiner, said the injuries were the worst he had seen in his career with some of the children shot 11 times.

    One of the victims, six-year-old Dylan Hockley, was the British-born son of a couple who moved their family to Connecticut from Hampshire two years ago.

    His mother, Nicole, had described the area as “a wonderful place to live”, with “incredible” neighbours and “amazing” schools”.

    Dannel Malloy, the Connecticut governor, said the death toll might have been much greater and Lanza may have planned to kill even more.

    “We surmise that… he heard responders coming and apparently at that, decided to take his own life,” Mr Malloy said.

    Candlelit vigils were held over the weekend for the victims.

    One was for Victoria Soto, a 27-year-old teacher who was killed after telling Lanza the children were in another room, allowing some of the children to escape. “She was selfless – selfless,” Jessica Zrallack, a former schoolmate, told The Daily Telegraph.

    Newtown’s residents were forced to endure fresh anguish yesterday, when a Roman Catholic church that has become a centre of support for the grieving, was evacuated following a telephoned-in security threat. St Rose of Lima was later given the all-clear.

    Mr Obama was in the town last night in order to comfort the families of those killed and speak at an interfaith vigil.

    The president, who failed to deliver on a 2008 election promise to reinstate an assault weapons ban, is now under mounting pressure from within his own party to throw his political weight behind new laws.

    (Top row from left) Charlotte Bacon, Daniel Barden, Olivia Engel, Josephine Gay, Ana Marquez-Green. (Middle row from left) Dylan Hockley, Catherine Hubbard, Chase Kowalski, Jesse Lewis, James Mattioli. (Bottom row from left) Grace McDonnell, Emilie Parker, Noah Pozner, Caroline Previdi, Jessica Rekos

    Despite the outpouring of national grief, the Bill is likely to be highly divisive; Congress has not passed significant gun legislation for almost 20 years, amid partisan gridlock.

    A poll by CNN in August found that 57 per cent of Americans favour a ban on semi-automatic assault weapons, while 60 per cent favour outlawing high-capacity ammunition clips.