Psichiatria

Gebsattel e Heidegger

Ma ciò rende anche il paziente esposto all’imposizione della volontà del medico, sia che tale volontà sia oggettivante o meno.
Una situazione del genere alimenta l’egoismo del medico, che diventa l’unico agente di fronte al paziente, il “taumaturgo” al di fuori della comunità umana.

L’ethos del medico mira a proibire tali imposizioni egoistiche:

«Non in ciò che fa, ma in ciò che è; non in ciò che intraprende, ma in ciò che lascia essere e consente, l’ethos dell’umano si manifesta nella sua forma più pura.»

Il suo effetto è quello di un “lasciar essere” (letting be), che implica una vigilanza contro ogni forma di oltrepassamento dei limiti.
In quanto custode dei limiti (Hüter der Grenzen), l’ethos del medico forma il suo agire terapeutico e trasforma la volontà di aiutare, ancora semicieca, in una virtù lucida.


“L’incontro di Heidegger con uno psicoanalista capace di mettere in pratica alcune delle sue intuizioni — la centralità della “chiamata” (call), così come l’accento sui “limiti”, che diventano ancora più rilevanti dopo il trattamento —, che condivideva l’esperienza del nichilismo dell’epoca e sapeva riconoscere l’incapacità diffusa di cogliere la nostra stessa sofferenza, e che comprendeva infine il cristianesimo come una questione di Mitsein (essere-con), tutto questo poteva risultare profondamente significativo per Heidegger.

Le lettere di Heidegger di quel periodo mostrano chiaramente l’effetto che Viktor Emil von Gebsattel ebbe su di lui, smentendo la versione standard riportata da Petzet e confermando la tesi di Hugo Ott secondo cui il soggiorno di Heidegger presso Gebsattel durò da tre a sei mesi, e non tre settimane come Heidegger stesso aveva dichiarato:

«Il soggiorno di Heidegger a Badenweiler durò da febbraio fino alla fine di maggio del 1946. Dopo tale periodo, il trattamento psicoterapeutico continuò con Gebsattel.»

Non solo: il trattamento di Gebsattel prevedeva anche una cura a base di glucosio (Traubenzucker), che proseguì oltre il periodo trascorso a Badenweiler, come emerge dalle lettere di Heidegger a Elfride.”

Standard

Lascia un commento