“La Danza del Drago giallo”, film on line

Myrmidon            

Inviato il: 1 Mar 2005, 10:49 AM

Ho visto che su http://www.senzaragione.it è stato reso disponibile e scaricabile il film “La Danza del Drago giallo” di Domenico Fargnoli.

È stato detto tutto su questo film? può darsi… o forse no…

È trascorso circa un anno e mezzo dalla pubblicazione del DVD e potrebbe valere la pena spendere qualche altra parola, in quanto non credo che ciò che è rappresentato nel film sia un contenuto ordinario.

Apro questa nuova discussione ed invito a parteciparvi.

 

 

Alogon

Inviato il: 3 Mar 2005, 10:54 AM

se si prefersice il silenzio, se le immagini del film-video non valgono un commento va bene così.

E’ anche questa una forma di silenzio.

Personalemnte riguardando “Il drago giallo” a distanza di tempo mi rendo conto della complessità e delle difficoltà del lavoro che abbiamo fatto e del grande affiatamento che c’è stato nel gruppo che il film lo ha costruito.

Penso anche che alcuni temi del film come quello di”un gruppo di lupi travestiti da agnelli che pervertono gli adolescenti e ne distruggono le speranze per spingerli nel vuoto”, sia molto attuale nella nostra ricerca.

copyright domenico fargnoli

 

 

alba            

Inviato il: 3 Mar 2005, 02:32 PM

…il rapporto uomo donna ,la trasformazione…questo sento uscire con gran forza dalle immagini della danza del drago giallo ..l’ho sentito molto questo film proprio fisicamente. ,come quando in un film ti immedesimi nei personaggi e senti ‘le emozione partirte da dentro.,senti il sangue scorrere.non so bene il perche’ ma questo film non accetta la depressione,ha una grande forza,mi da forza ogni volta che lo vedo e scopro sfumature di luce he prima non vedevo….io credo che ci sarebbero mille cos e da dire…..

…c’e’ un momento che ti sembra davvero di cadere tra le braccia di uno sconosciuto …

….non lo so,sono impressioni cosi’ scritte a getto…..forse superficiali ….forse no….

 

 

Alogon            

Inviato il: 3 Mar 2005, 03:08 PM

perchè deprimersi…rassegnarsi. Preferisco lottare anche per realizzare qualcosa che a prima vista sembrava irrealizzabile.

L’iniziativa del film non è morta, avrà un seguito molto probabilmente. E sembra un seguito importante.

Molte più persone di quanto si possa credere hanno visto le immagini del drago giallo e non sono rimaste indifferenti come alcuni che esito a chiamare “compagni”

Essendo partito praticamente senza mezzi ho avuto, abbiamo avuto un grande risultato.

E’ per questo che il video-film è on line, per testimoniare questa capacità di tenuta di fronte agli increduli. Volevo aggiungere altro ma mi fermo perchè

 

Fuori la neve cade silenziosa

ma io cavalco un’onda

possente come il dorso d’un destriero.

copyright domenico fargnoli

 

 

m m            

Inviato il: 3 Mar 2005, 08:46 PM

Non credo che si giusto il silenzio davanti ad un lavoro come quello della “La danza del drago giallo” a meno che il silenzio sia quello della calma, dell’attesa che diventi realtà manifesta un’immagine interna ormai prefigurata.

Ci sono grosse premesse in quel film, grosse proposizioni. C’è il compiersi di una storia, una speranza che diviene realtà, un rapporto o meglio più rapporti, c’è il non abbandonare nessuno. Ma soprattutto mi sembra che ci sia la fiducia nel futuro. Il potercela fare nel combattere gli inganni e la malattia.

C’è anche il messaggio, mi sembra, dell’importanza di tenere un filo, di ricostruire sempre il filo degli avvenimenti della vita e mi sembra che ci sia anche l’indicazione a non farsi male, a non ammalarsi, per la paura di soccombere ma lottare invece per la libertà, che poi diviene la libertà di un po’ tutti.

Ah dimenticavo! (e non è poco), c’è anche una proposizione artistica e poetica che è capacità di comunicare, comunicare emozioni, vissuto.

 

 

ulrich            

Inviato il: 4 Mar 2005, 01:10 AM

sono riuscito solo stasera, dopo un anno e mezzo credo, a vedere il film per intero.

Penso che molte cose sono cambiate e molte cose cambieranno.

Forse solo ora guardo galleggiare i gusci di noce nella corrente prima che scompaiano ……..

Sono contento che abbiate pensato a mettere su internet la vostra opera collettiva.

 

 

Alogon            

Inviato il: 4 Mar 2005, 11:21 AM

Molte cose sono cambiate e molte cambieranno ….

perchè la tasformazione giunge a compimento, attraverso modalità che talvolta ci sorprendono.

Chi avrebbe pensato che questo video-film che era inspiegabilemnte così difficile da proiettare all’inizio, mentre i dvd ora girano perfettamente, avrebbe avuto una visibilità così forte ed un riconoscimento tanto che istituzioni pubbliche pensano lle possibilità di finanziamento di una nuova opera?

Forse all’inizio a Villa Strozzi c’è stato un eccesso di proposta: libro mostra, video

Quest’ultimo è stato penalizzato mentre in realtà era e rimane uno degli aspetti più significativi del nostro lavoro, della nostra capacità di creare insieme in tempi molto brevi e con risultati importanti Perlomeno a giudicare dalla risonanza sui media.

Sui contenuti la discussione è aperta

copyright domenico fargnoli

 

 

ulrich            

Inviato il: 4 Mar 2005, 11:46 AM

insospettabile, ad esempio, la sensazione di penetrare meglio il senso degli stessi dipinti vedendoli nel film piuttosto che dal vivo …..

forse è la cosa che mi ha sorpreso di più.

non so come, ma regia, fotografia, montaggio, grafica, testo, recitazione, colonna sonora, opere d’ arte che si vedono nel film, sembrano avere la stessa collettiva ispirazione ……. è questo che mi ha colpito di più ……. forse.

non so dire se c’ era un eccesso di proposta nelle varie manifestazioni o se proprio avervi preso parte ha costituito per me uno stimolo prezioso per approfondimenti successivi per i quali il sito internet nella sua complessità rappresenta uno strumento fondamentale.

 

 

Alogon            

Inviato il: 4 Mar 2005, 11:54 AM

il sito nasce da una collaborazione continua e da una ricerca che sia avvale del contributo di persone molto competenti.

Competenti ed addentro alle tematiche specifiche della nostra ricerca.

Ritengo che internet sia un terreno di sperimentazione estremamente interessante

copyright domenico fargnoli

 

 

Alogon            

Inviato il: 6 Mar 2005, 01:02 PM

ripensandoci l’espressione di Ulrich “ispirazione collettiva” fa riflettere sul fatto che lo stimolo creativo deriva da un gruppo comunque lo si voglia concepire.Dico “comunque lo si voglia concepire” perchè la discussione su cosa si debba intendere per “gruppo” potrebbe essere, per quanto intressante, molto complessa.

In effetti, senza entrare in merito del problema precedentemente accennaton devo convenire che quando si riesce ad entrare in una relazione non consapevole ma significativa con “altri” qualcosa di profondo cambia.

Come se emergesse un’intelligenza ed una possibilità di fare più continua, con immagini più definite.

copyright domenico fargnoli

 

 

ulrich            

Inviato il: 6 Mar 2005, 09:55 PM

Riguardo ai contenuti de “la danza del drago giallo” mi ha dato da pensare un fatto che non avevo ancora avuto modo di cogliere perchè avevo solo letto il testo. Mi riferisco alla circostanza che i personaggi “uomo” e “donna” sono interpretati, almeno mi pare, da attori diversi in momenti diversi del film. Questa cosa dalla lettura del testo non emerge.

L’ espressione di Alogon: “Come se emergesse un’intelligenza ed una possibilità di fare più continua, con immagini più definite” mi ha fatto venire in mente questa circostanza. Infatti il film propone immagini diverse e più definite (per me) rispetto al testo. Ma allora le domande si fanno più serrate e rigurdano il rapporto fra immagine e identità.

 

 

Phoenix            

Inviato il: 7 Mar 2005, 03:35 PM

QUOTE (ulrich @ 6 Mar 2005, 09:55 PM)

Riguardo ai contenuti de “la danza del drago giallo” mi ha dato da pensare un fatto che non avevo ancora avuto modo di cogliere perchè avevo solo letto il testo. Mi riferisco alla circostanza che i personaggi “uomo” e “donna” sono interpretati, almeno mi pare, da attori diversi in momenti diversi del film. Questa cosa dalla lettura del testo non emerge.

L’ espressione di Alogon: “Come se emergesse un’intelligenza ed una possibilità di fare più continua, con immagini più definite” mi ha fatto venire in mente questa circostanza. Infatti il film propone immagini diverse e più definite (per me) rispetto al testo. Ma allora le domande si fanno più serrate e rigurdano il rapporto fra immagine e identità.

 

La differenza credo stia appunto fra il testo letto e il testo interpretato, non sono due cose opposte però diverse probabilmente sì e questo si riallaccia con quanto affermi alla fine del tuo intervento, in quanto credo si possa ipottizzare che gli attori abbiano recitato interpretando il testo attraverso la loro identità, ancora melgio, gli attori forse si sono messi in gioco per quello che sono, per la loro identità umana e l’immagine, anzi le immagini, ed i contenuti del testo si sono fusi all’immagine interna delle persone in carne ed ossa che hanno interpretato il testo. Nessun professionista e neppure nessun principiante, alcuni degli attori avevano recitato solo qualche poesia alle scuole elementari; forse questo è visibile, ma il risultato è stato oggettivamente sorprendente.

Per quanto riguarda i ruoli nel testo si parla di “Uomo” e “Donna” e di “Attore” e “Attrice”, quindi personaggi diversi nel testo e nella rappresentazione, ma forse quanto dici tu vale la pena di essere approfondito.

 

 

Alogon            

Inviato il: 8 Mar 2005, 09:34 AM

In effetti sceneggiatura e film sono due momenti diversi anche se in relazione fra loro.

Sono d’accordo anche che esistano immagini succeassive in un rapporto dialettico come ci fosse un’evoluzione, lo svolgimento di un qualcosa all’interno della storia stessa.Evoluzione e precisazione dell’immagine? Messa a fuoco dei conenuti di una ricostruzione?

Inoltre l’essere attore ouò prescindere dal professionismo a mio avviso, così come l’essere pittore o regista.

Interndiamoci anche un professionista può ottenere un buon risultato sempre che nella mia ottica, si metta in un certo atteggiamento mentele.

copyright domenico fargnoli

 

 

ulrich            

Inviato il: 8 Mar 2005, 09:37 PM

sorprendenti le cose che dicono Phoenix e Alogon e piene di implicazioni. All’ inizio non avevo voluto vedere al di là delle figure degli attori, infastidito stupidamente dal loro non essere attori professionisti, dai loro “errori”, dalle loro incertezze. In realtà mi sono accorto di come sono cambiati loro all’ interno del film probabilmente solo dopo che ho accettato il cambiamento come possibile. E mi viene in mente che questo approccio al testo da parte degli interpreti si può ritrovare solo nei classici del teatro: Shakespeare, Pirandello. In altre parole mi ricordo di aver avuto l’ impressione che il testo fosse rigido, che gli attori non fossero “naturali” ……. ora invece ritengo che il loro contributo è essenziale per comprendere il testo. E mi viene in mente un altro rapporto: quello fra la teoria e la cura.

 

 

Alogon            

Inviato il: 9 Mar 2005, 10:18 AM

Beh non scomoderei nomi così illustri. Ma se entriamo in quest’ottica di un possibille confronto che ovviamente non è un giudizio di valore, bisogna ricordare l’Alfieri che recitava con attori non professionisti proprio in quell teatro all’aperto di Geggiano che compare nel film.

Nel “Drago Giallo” gli interpreti sono quello che sono con le loro incertezze, con le letture volutamente estemporanee che non vengono mascherate ma anche con il loro progredire, con l’entrare progressivo nella parte.Il film è nuovo nella misura in cui rappresenta un inizio , dapprima incerto poi sempre meno.

Gli attori sono tali nella misura in cui si rapportano alla nascita e riescono a condividerla insieme agli altri.

Le iimagini parlano del processo di formazione di un gruppo, in questo caso gruppo con uno scopo specifico di lavoro, sulla base di una identità inconscia:teoria e prassi.

Quand’è che…. e come è possibile che si evidenzi l’elemento di coesione che fa di una molteplicità, potenzialmente caotica e frammentata una unità coerente?

Interrogativi di una ricerca a mio avviso vertiginosa ed entusiasmante.

copyright domenico fargnoli

 

 

altea            

Inviato il: 9 Mar 2005, 06:08 PM

QUOTE (ulrich @ 6 Mar 2005, 09:55 PM)

. Mi riferisco alla circostanza che i personaggi “uomo” e “donna” sono interpretati, almeno mi pare, da attori diversi in momenti diversi del film. Questa cosa dalla lettura del testo non emerge.

 

Credo anche io, come è stato fatto notare prima di me, che la distinzione a cui fai riferimento si noti anche dal testo oltre che dall’interpretazione degli attori e questo credo per vari motivi ..anche i nomi stessi, anche se generici, dei personaggi e cioè appunto Uomo e Donna e Attore e Attrice. Cio che accomuna il primo duo al secondo è la rappresentazione, mi pare, del rapporto uomo donna, ma non solo.

 

 

Vorrei poi dire un altra cosa …sul rapporto…. cioè si parla anche di rapporto uomo donna e ogni ruolo non è, come mi è capitato di sentire da conoscenti che l’hanno visto, un monologo (“… la parte della Donna o la parte dell’Attore…”), il testo come la rappresentazione degli attori è tale per il rapporto che l’uno ha con l’identità e l’immagine dell’altro, non credo proprio si possa isolare ad esempio l’Attrice dall’Attore (o vice versa) in quanto ciò significherebbe penso ,e non vorrei sbagliarmi, ignorare il rapporto e l’immagine di uno dei due personaggi e ciò che egli rappresenta.

 

 

ulrich            

Inviato il: 9 Mar 2005, 07:12 PM

ecco, io citando Shakespeare e Pirandello, volevo parlare della sensazione che mi hanno dato gli attori. La sensazione che stessero interpretando un testo classico …… e va bene anche l’ accostamento all’ Alfieri ……. volevo parlare del coraggio di dire parole non consuete, difficili. Parole di cui già il suono mette di fronte a una impossibilità di dirle come se ne dicono tante altre, per altri motivi ……

 

 

Alogon            

Inviato il: 9 Mar 2005, 08:07 PM

Il monologo c’era nel mio primo lavoro teatrale “Una notte d’amore” Nella seconda parte di instaurava il dialogo fra i tre personaggi che scoprivano di aver fatto lo stesso sogno o aver vissuto esperienze analoghe l’uno all’insaputa dell’altro.

Penso che nel “Drago giallo”più difficle da cogliere è il rapporto fra la parte introduttiva ed il resto.

copyright domenico fargnoli

 

 

Trinity            

Inviato il: 10 Mar 2005, 10:19 AM

QUOTE (Alogon @ 9 Mar 2005, 08:07 PM)

(…)

Penso che  nel “Drago giallo”più difficle da cogliere è il rapporto fra la parte introduttiva ed il resto.

 

Si potrebbe approfondire questo aspetto? credo sia importante.

 

 

Alogon            

Inviato il: 10 Mar 2005, 12:20 PM

Certo. L’argomento può essere approfondito ma partendo da impressioni sensazioni che l’introduzione con la musica “il lamento di <orfeo” di Gluck può aver suscitato…

copyright domenico fargnoli

 

 

saba            

Inviato il: 11 Mar 2005, 01:45 PM

QUOTE (Alogon @ 6 Mar 2005, 01:02 PM)

….. che  quando si riesce ad entrare in una relazione non consapevole ma significativa con “altri” qualcosa di profondo cambia.

Come se emergesse un’intelligenza ed una possibilità di fare più continua, con immagini più definite.

 

questo cambiamento si avverte dall’inizio alla fine del film…e’ come se ogni situazione si modificasse,si assestasse, tutto diventasse piu’ morbido…

….riguardo a questa “relazione non consapevole” che il regista ha instaurato con con gli attori mi chiedevo se e’ sempre un movimento inconsapevole che ha portato alla scelta degli attori e sopratutto l’ averli abbinati in questo modo…

 

 

Alogon            

Inviato il: 11 Mar 2005, 03:20 PM

all’inizio nessuno sapeva esattamente cosa sarebbe venuto fuori dai primi incontri preliminari. Non si sapeva chi e come avrenne recitato anche se c’è stata una scelta di un numero limitato di persone.

Poi alcuni hanno imparato parti della sceneggiatura a memoria e da lì è nata la ricerca sull’interpretazione.

Però in primcipio c’era stato il montaggio di sequenze su vecchi spezzoni di precedenti video integrati con nuove inquadrature.

Il testo è nato dalla comprensione del significato di immagini che si erano presentate come ideogrammi….

copyright domenico fargnoli

 

 

neo [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 13 Mar 2005, 11:11 AM

Finalmente oggi ho visto il drago giallo perché, credo, fino ad ora ero riuscito a cogliere ben poco di questo video anche se mi aveva già indotto pensieri e spinto alla ricerca di qualcosa di diverso. Credo che la grande capacità dell’autore-regista sia stata quella di creare un video “non violento”, che non forza, cioè, lo spettatore verso un’unica chiave di lettura, ma gli lascia la possibilità di “prendere” , anche negando, ciò che vuole a seconda del momento personale che sta attraversando ed è proprio per questo motivo, forse, che guardandolo più volte nel tempo, la stessa persona può cogliere particolari differenti. Ovviamente, pur non essendo cura, il filo conduttore rimane la cura della malattia mentale e la trasformazione umana che, credo, non può prescindere da un rapporto uomo-donna fondato su basi, evidentemente, differenti. Più che un punto di vista sulla cura, penso che questo video esprima un contenuto, una verità ed è proprio questo che gli conferisce carattere di universalità. A me sembra che in questo video ci siano tre parti, una introduttiva, una centrale ed una conclusiva che guarda già avanti e lascia intendere che la realizzazione appena compiuta non è un punto di arrivo, ma semplicemente la base per una successiva.

 

 

Alogon            

Inviato il: 14 Mar 2005, 11:43 AM

la verità del film penso consita nel fatto che rappresenta un processo di trasformazione reale.

Trasformazione che di per sè, in campo psichico, è un evento eccezionale.Mi verrebbe fatto di dire che è eccezionale, ancora, anche nell’ambito della nostra ricerca in cui dovrebbe essere “normale”

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 14 Mar 2005, 11:35 PM

In effetti questa trasformazione che dovrebbe essere la naturale conseguenza del processo terapeutico è , almeno per me, una meta molto faticosa da raggiungere. A volte, certo, sembra così vicina ed a portata di mano che sembra già di averla addosso, altre sembra veramente di sentirsela dentro anche se in realtà no0n è nemmeno poi tanto vero. C’è, direi, un momento preciso in cui si realizza un cambiamento psichico, anche solo fatto di reazioni diverse a stimoli usuali che danno la misura di quanto in modo nuovo si vivano i rapporti, che credo sia il massimo della trasformazione. C’è poi tutta una stagione per capire, e a volte non si capisce proprio niente, si cerca di estrapolare la logivca razionale da un processo inconscio che è vago, nebuloso, per niente chiaro..come dire, per me, cavare sangue dalle pietre! Tutto questio per arrivare a dire che nel “drago giallo” si percepisce qulla intuizione dell’autore-regista che qulacosa stava cambiando ed era quello il tempo di dirlo. E tutti coloroi che hanno partecipato a questo lavoro si sono abbandonati al rapporto percependo, io credo, quella intuizione come prossima alla realizzazione. Nella parte conclusiva del film c’è il nuovo personaggio che parlando, chiede quale sia il segreto dell apropria nascita. E la risposta che lui vuole è quella che ognuno, credo, attraverso il processo terapetico, cerca.La certrezza di una nascita originale, che non somiglia a nessun’altra. Sul fatto che il nuovo personaggio abbia una scritta sulla maglietta è stato già ampiamente discusso a suo tempo, ma io lo voglio ricordare. The challenger, una immagine nuova che, certa della propria esistenza e direi consistenza, sfida il nuovo che avanza ed il vecchio che ritenta. E questa è una speranza che rimane, dopo il film, e fa da prologo ad una nuova stagione, ad una nuova trasformazione….

 

 

Alogon            

Inviato il: 15 Mar 2005, 01:20 PM

Interessantissimo quello che emerge dalla ricerca attuale dell’ analisi collettiva.

Il blocco della trasformazione,l’attacco alla vitalità ed alla nascita dipende da un insieme di complicità e connivenze molto latenti e ben mascherate.Nidi di vipere.

Vi ricordate quanto dicdeva due anni fa il Challenger sui lupi travestiti da agnelli che spingono gli adolescenti a suicidarsi per aver perso ogni speranza e possibilità di cura?

Interessante…molto interessante, davvero.

La resistenza è nel coraggio della denuncia anche quand si va contro l’opinione, mi verrebbe fatto di dire, la credenza, dei più.

E’ sxu queste prese di posizione c he viene cimentata l’identità.

Identità dell’essere e della certezza d’essere.

Potrei avere anch’io una storia da raccontare.

Diciamo che in parte l’ho già raccontata.

E’ stato solo un prologo di una nuova stagione?

Me lo auguro però mi rende conto dell’importanza del contenuto del Drago giallo

che da sempre ha messo in moto una reattività irrazionale che è l’onda sulla quale cavalco io ed il gruppo, molto motivato, che lavora insieme a me.

copyright domenico fargnoli

 

 

Elleffe            

Inviato il: 18 Mar 2005, 11:29 AM

è difficile per me parlare del video.

è un tesoro che ci portiamo dentro.

 

è la dimostrazione che non è vero che per forza un gruppo deve sviluppare distruttività.

naturalmente ci vuole una persona che ne regga le fila.

 

e secondo me è anche importantissimo fissare un processo di trasformazione in maniera indelebile, renderlo visibile a tutti, perchè nessuno possa dire “non è successo” oppure “era già così”.

 

ecco questo non è vero, non era già così, il cambiamento c’è stato, ed è fissato nel video. è un punto di partenza, non un punto di arrivo. il difficile per me è tenerlo, non farsene spaventare, ma è anche un’arma da usare contro chi minaccia, chi ferisce, chi fa terrorismo psicologico.

 

 

neo [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 19 Mar 2005, 01:27 PM

Alogon parla di trasformazione… forse ora intesa come pulizia interiore? Dal drago giallo alle trasparenze… evoluzione di un pensiero? Mi piacerebbe comprendere come tutto ciò sia successo…

 

 

Alogon            

Inviato il: 20 Mar 2005, 10:26 PM

Non ho risposte certe ma solo tentativi di ricostruzione.

E’ chiaro che l’elaborazione inconscia è tutt’altra cosa: sono convinto che prima o poi capirò anche i dettagli di tutto un processo che lentamente sta prendendo forma ed indicando , in un modo od in altro, una direzione.

Non sono angosciato dal bisogno di capire ma lascio che le situazioni si sviluppino senza bloccarle con giudizi che potrebbero essere preamaturi.

Dal Drago giallo, che per me ha rappresentato un punto di non ritorno alla trasparenza che io intendo non tanto verso l’interno ma verso l’esterno.

Trasparire cioè “apparire attraverso” dove l’”attraverso” indica il medium che contiene e rende visibille il messaggio.

L’opacità è della ragione che tende all’occultamento del lato perverso. Mister Hide.

mentre la trasparenza, che non è affatto confessione o ricostruzione di fatti, è la capacità di essere se stessi che inevitabilmente porta al “chiarimento”.

Disvelamento? no disvelamento con il suo riferimento ad Heiddeger non mi suona.

La trasparenza invece è una chiarezza che evidentgemente non è prerogativa della coscienza in quanto ha radici che non sono solo quelle del linguaggio verbale.

Qual’è ilo percorso che porta all’attuarsi di questo modo di essere del tutto peculiare?

Forse l’inevitabile cimento con il lato oscuro della psiche in quella terribile dialettica della cura, rende necessaria la definizione della propria immagine che può iniziare, ad un determinato momento, a trasparire all’esterno rendendo visibile l’invisibile.

Immagine che non è solo linguaggio verbale.

Non so se ho risposto. Di sicuro non ho raccontato fatti. Al massimo potrei accennare a qualche evento particolare ma non so se potrebbe essere utile a qualcuno. Passando dal positivo al negativo, per cercare di comprendere, potrenmmo dire che la confessione di un delitto, di un assassinio tanto per fare un esempio eclatante , non ci aiuta con la precisione delle circostanze materiali a penetrarne il significato che potrebbe rimanere comunque incomprensibile.Diventro sempre più consapevole della circostanza che la l’esternazione o il rendere pubblico non elimina la responsabilità od il danno.

Purtroppo a volte la confessione pubblica, l’outing, rende sublime il delinquente.

Sul versante opposto molti processi creativi rimangono difficili da penetrare, sono opachi alla metodo della ragione.

Direi però che un atto creativo nasce dalla comprensione di un altro atto creativo che non è il nostro.

La creatività evoca la creatività in un modo che nella sostanza non è nè spiegabile nè prevedibile a priori.

copyright domenico fargnoli

 

 

Elleffe            

Inviato il: 21 Mar 2005, 11:56 AM

è bellissimo pensare che la creatività evoca la creatività.

è un messaggio nuovo, che la di fuori di qui non si sente mai. usualmente la creatività evoca invidia e violenza, e per parte mia penso che sia questo anche ciò che rende la cura davvero un terribile cimento.

 

mi chiedo perchè mi rifiuto di lasciarmi andare senza paure al processo di cambiamento? perchè temiamo la trasparenza che ci viene proposta? perchè ci teniamo stretta la nostra (mia) opacità razionale, la nostra malattia? è uno scudo, un riparo da emozioni che ci turberebbero?

 

certe volte davvero non riesco a capire: perchè uno va a curarsi e poi teme e rifiuta la cura? mi sembra una cosa tanto stupida da fare, eppure la faccio.

 

comunque penso che queste piccole ma fondamentali certezze, cioè che la creatività stimola la creatività, che la trasformazione va cercata e fatta, siano come un’ancora di salvezza.

 

mi piacerebbe sapermi abbandonare al cambiamento, davvero saper divenire trasparente nel senso detto sopra, e riuscire a guadagnare la certezza che ancora mi manca.

poi penso che un piccolo passo lo abbiamo fatto, lasciandoci andare davanti alla macchina da presa, e questo per me è già tanto.

 

tra tanti dubbi, una certezza cui aggrapparsi.

 

 

 

Alogon            

Inviato il: 22 Mar 2005, 09:04 PM

la creatività evoca la creatività…però forse ci vuole qualcosa di più che uno straccio di nascita….

copyright domenico fargnoli

 

 

Alogon            

Inviato il: 24 Mar 2005, 09:35 PM

…uno straccio di nascita…

…qualcosa di più….

veramente non so cosa sia.

Ci sono momenti in cui le parole non bastano. Per questo ho creato immagini?

Ho fatto un a lunga ricerca sul linguaggio figurativo. In vewrità anche sulla musica.

Poi d’improvviso qualcosa è mutato.

Sì mutato.

Come una crisalide in una farfalla.

Molti mi chiedono che cosa sia accaduto.

Non so rispondere.

Vado da tempo, (decenni?) in un luogo dove si riuniscono settimanalmente molte persone.

Partecipo come posso.

Spesso non capisco, critico, mi chiedo: ma che ci faccio?

Non ho niente a che spartire con questa gente. Mi dico.

Poi torno a casa.

La matttina dopo non è la stessa.

Perchè sono cambiato?

E’ per quei discorsi che ho ascoltato con atteggiamento dubbioso?

Però non mi va di negare che qualcosa si trasforma.

Nonostante quel pensiero normale e cosciente che spesso esibisco come uno schermo.

Mi piace l’imperfezione della ricerca , la sua umanità, la sofferenza fisica che spesso traspare ma non intacca la purezza dell’interpretazione.

Ecco io mi sento legato ad una storia.

Non mi va di liquidarla con una battuta.

E non permetterò, nei miei limiti che nessuno lo faccia.

Poi posso avere mille dubbi, mille incertezze..

In fondo non ho ideologie da difendere: mi interrogo ma non giudico.

copyright domenico fargnoli

 

 

Alogon            

Inviato il: 25 Mar 2005, 09:33 PM

Posso aggiungere che non è mai esistito un gruppo così grande di persone che abbia scandagliato talmente a fondo e per tanto tempo sulla propria salute e malattia. Gruppo che abbia fatto una ricerca a partire da una comprensione della nascita degli eventi mentali nella storia personale e collettiva.

Così i parametri abituali della valutazione e del giudizio non sono applicabili a quest’insieme di individui in perenne trasmutazione.Trasmutazione delle idee, dei valori dei comportamenti a partire comunqiue da alcune basilari certezze.

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni sconcertanti per la mentalità comune.

E’ incredibile però come quello che sembra il punto di arrivo di un processo distruttivo di colpo si ribalta ed una forza vitale, a prima vista misteriosa, cambia di segno al corso degli eventi per cui ciò che appariva assoluto si relativizza ed il pensiero prende un corso diverso portandoci lontano dagli abituali punti di approdo.

Di questo vorrei parlare e trasmettere più che certezze già costituite uno stato d’animo fatto da scenari interni che si susseguono in appparente contraddizione mentre però l’esperienza, il vissuto più profondo è di intima coesione.

Come si fosse superato quel punto in cui si ha paura di perdere la propria mente nel seguire linee che si intrecciano senza una logica apparente, figure che si sovrappongono o che si allontanano senza un evidente motivo.

Ma è come se ad un certo momento scoprissimo il talento di costruire paradossi,

antinomie che non ci fanno impazzire ma rendono la vita un’immensa ed imprevedibile concatenazione di attimi in cui ciò che appariva impossibile prende forma, si risolve e ci stupisce con l’emozione fortissima di esistere.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 4 Apr 2005, 12:03 PM

Leggendo l’ultimo intervento di Alogon mi è venuta in mente la parola LIBERTA’.

Forse il senso di una ricerca che ad ogni momento cambia forma e contenuto può essere fermato solo per un istante in una riflessione che non ci rende prigionieri del suo significato, che non istituisce dogmi o ortodossie: mentre pensiamo siamo già andati oltre la definizione del concetto che volevamo esprimere.

Non un gioco di scatole cinesi ma un sentiero che nasce sotto le nostre impronte, passo dopo passo disegnando percorsi che solo ieri sembravano impossibili e che oggi percorriamo con leggerezza.

Conoscere la propria storia e le proprie radici è importante ma non basta a dare all’uomo il senso pieno della sua identità: se il passato segna i confini del presente e del futuro esso diventa solo una sterile celebrazione, la consolazione degli impotenti.

Tante volte mi chiedo perché, dopo anni, ho sempre voglia di seguire il filo di questo discorso: la certezza di una cura che mi costringe al movimento anche quando sento scorrere nel corpo un brivido di paura per le crisi che verranno, una sensazione di verità che dopo ogni incontro si rinnova.

Così nel tempo ho scoperto con meraviglia che quel pensiero, all’inizio sospetto di aggressività, non ferisce ma guarisce. L’ho capito perché ciò che mi accompagna oggi è la sensazione di una libertà più grande: dalla malattia innanzitutto.

Ma anche dal conformismo eretico, dai rischi del dogmatismo, dai giudizi senza appello.

Una libertà più grande che è anche piacere di un pensiero personale che nasce dal vedere e dal sentire, da una dialettica che ti permette di non essere d’accordo ma di aspettare con “affetto” una risposta alle tue obiezioni. Una storia di tanti ma per ognuno diversa: la sua autenticità sta nel fatto che nessuno è condannato ad essere uguale ad un altro, ad imitarne la bellezza.

Sentirsi liberi di essere, da soli o insieme agli altri: forse è il primo passo verso quello che chiamiamo creatività.

 

 

Alogon            

Inviato il: 5 Apr 2005, 12:21 AM

Un’ altro giorno è cominciato ed io non sono più lo stesso.

Farei fatica a raccontare tutto quello che è accaduto ieri. Forse per comprendere solo un’ora ci vorrebbe una vita.

Ecco noi viviamo ma la comprensione è piccola cosa rispetto al quel movimento che ci orienta anche senza sapere, che ci fa trovare nel punto giusto al momento giusto.

E’ proprio l’ esistenza di un orientamento che non è della coscienza il motivo per cui non condivido la paura della crisi.

Io spero di averne molte e più profonde di crisi.

Ciò che mi stupisce è la capacità che non so da dove venga di stabilire dei rapporti soddisfacenti, capaci di evolversi di trasformarsi pur presntandosi come problematici, improbabili,e da un certo punto di vista anche potenzialmente pericolosi.

Invece alla resa dei conti, tali tapporti cambiano in meglio, raggiungono obiettivi insperati.

Io rivendico questa natura irrazionaole dell’agire, della realizzazione anche se non mi arrendo all’ineffabile, alll’incomprensibile.

Non condivido il misticismo in nessuna sua espressione nè diretta nè indirretta.

e se una libertà esiste essa è libera anche da se stessa, dall’obbligo di definrsi in una maniera univoca.

Ecco noi dovremmo usare il linguaggio per alludere a ciò che non facile esprimere solo con le parole.

Per questo ho constantemente cercato forme espressive diverse, più complesse di quelle rappresentate dalla linguaggio vernbale co sì come esso è stato concepito finoa ad oggi.

Ringrazio comunque chi è intervenuto per la profondità di ciò che ha detto

E’ questa qualità della risposta che a mio avviso da un significato del tutto particolare a questo forum.

copyright domenico fargnoli

 

 

Elleffe            

Inviato il: 8 Apr 2005, 09:45 AM

questa parola “libertà” si è di nuovo affacciata nei miei pensieri da ieri, sotto una nuova luce, per me.

perchè di nuovo, ma io forse lo avevo dimenticato od annullato, è stato detto che l’inconscio non porta cicatrici.

che di una ferita rimane il ricordo cosciente, ma che esso è della ragione, non dell’inconscio.

 

quindi forse da qui deriva questa libertà, che la trasformazione non porta la cicatrice del passato, e che esso non ci vincola e non scrive il nostro destino.

e forse me ne rendo conto maggiormente ora, in cui faccio di tutto per ricercarlo, quel passato. evidentemente questo paradosso non può essere casuale.

 

e mi viene in mente che forse questa trasformazione avviene in maniera a volte impercettibile razionalemente, me che essa ad un certo momento emerge prepotentemente e tutta insieme.

nel senso che magari una persona, nei fatti e nella vita ci sembra più o meno sempre uguale, ma dopo un certo lasso di tempo ci accorgiamo che non si sa quando è completamente cambiata.

 

insomma certe volte bastano davvero poche parole, e sono davvero felice di averle udite.

 

 

Alogon            

Inviato il: 9 Apr 2005, 02:02 PM

certo la trasformazione è impercettibile però presuppone la trasparenza, un assetto mentale particolare che non consente anaffetività e violenza verso la donna…

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 11 Apr 2005, 08:17 AM

… ma forse neanche verso l’uomo, più in generale mi verrebbe da pensare verso nessuno…

 

 

guest [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 13 Apr 2005, 05:42 PM

…forse mi sono perso qualcosa…come fa la cura a rivolgersi all’inconscio se l’inconscio non porta cicatrici?

 

 

Alogon            

Inviato il: 14 Apr 2005, 04:54 PM

Ti sei perso che la malattia mentale una volta guarita non lascia cicatrici

copyright domenico fargnoli

 

 

guest [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 28 Apr 2005, 02:55 PM

si parlava, tempo fa, della difficoltà di cogliere il rapporto tra la parte introduttiva del Drago Giallo e il resto. Si disse che l’argomento avrebbe potuto essere approfondito partendo dalle impressioni suscitate dalla musica introduttiva del “lamento di Orfeo” di Gluck.

Io non conosco la storia di Orfeo, se ce n’è una, ma riguardando La danza del drago giallo, e riascoltando quella musica avevo la sensazione che si trattasse di un inseguimento vano, sofferto, lamentoso, in contrapposizione a quello che, invece, sembra essere il tema del video, ovvero una realizzazione, il raggiungimento di un’immagine, la sua verbalizzazione, ancora prima un pensiero vitale che rende possibile questa realizzazione. La musica, ivece, sembra nascere da un pensiero stanco, languido.

 

 

Alogon            

Inviato il: 28 Apr 2005, 10:41 PM

Per come la vedo io la musica di Gluck è la rappresentazione di uno stato doloroso, reso però con toni vibranti, sostenuti, con un tema che è sviluppato con coerenza sul piano formale .

La musica si lega quindi alle immagini iniziali che raccontano con passagi rapidi, la storia di una malattia.

A mio parere l’aggettivo “languido” non è appropriato in questo caso se ci riferiamo al pensiero:

Credo si possa disitnguere fra pemsiero e stati affettivi:il pensiero della depressione e della malinconia non necessariamente è depresso e melanconico.

Se l’intervento voleva essere un tentativo di critica, peraltro più che legittima, esso manca di mordente ed è piuttosto confuso. “Languido”?

copyright domenico fargnoli

 

 

Elleffe            

Inviato il: 5 May 2005, 10:39 AM

provo ad esprimermi:

 

il fatto che la musica all’inizio abbia un tono sofferto, forse rappresenta anche il dolore o la difficoltà che proviamo quando veniamo frustrati nella ricerca di un rapporto bello, pulito e non violento.

 

questa ricerca è difficilissima, ed a volte per cause complesse non va a buon fine, ma non sempre è così.

ci sono infatti rapporti, anche tra sconosciuti, che non lasciano ferite, non fanno male, ed anzi danno grande energia.

capita a volte che la vita imiti l’arte, per davvero: capita di fare davvero incontri come nel drago giallo, belli e puliti.

 

vorrei anche aggiungere che questi incontri lasciano un senso di gratitudine, per lo meno in me, nei confronti di chi ti riconosce e non ti ferisce, anzi.

 

so di non essere per niente chiaro…

 

 

ulrich            

Inviato il: 11 May 2005, 05:42 PM

forse non sei chiaro elleffe, però mi sono riconosciuto perfettamente nella cosa che hai scritto:

la ricerca di rapporti che non feriscono, che danno energia …..

 

sono i rapporti in cui non riusciamo a ferire perchè non siamo bisognosi delll’energia dell’ altro ?

e non è anche questo che fa di un rapporto fra persone, che magari si conoscono da tempo, un rapporto fra perfetti sconosciuti ?

 

 

Guest            

Inviato il: 12 May 2005, 08:19 AM

Anche io pensavo alla bellezza in questi giorni. Pensavo al fatto che forse alcuni uomini si sono ammalati perchè gli altri non sono riusciti a rapportarsi alla loro bellezza senza aggredirli.

Questo, mi è venuto in mente mentre in treno, di fronte a me , si è seduto un ragazzo, bellissimo, che parlava con un amico della sua vita in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Mi è sembrato assurdo che un ragazzo così bello potesse essersi ammalato. Così, ho pensato che forse gli uomini belli si ammalano perchè la donne non sanno rapportarsi alla loro bellezza. E mi è sembrato bellissimo “La danza del drago giallo” dove uomini e donne si cercano, si guardano, si confrontano, senza ferirsi.

 

 

Guest            

Inviato il: 12 May 2005, 11:04 AM

QUOTE (Guest @ 12 May 2005, 08:19 AM)

Anche io pensavo alla bellezza in questi giorni. Pensavo al fatto che forse alcuni uomini si sono ammalati perchè gli altri non sono riusciti a rapportarsi alla loro bellezza senza aggredirli.

Questo, mi è venuto in mente mentre in treno, di fronte a me , si è seduto un ragazzo, bellissimo, che parlava con un amico della sua vita in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Mi è sembrato assurdo che un ragazzo così bello potesse essersi ammalato. Così, ho pensato che forse gli uomini belli si ammalano perchè la donne non sanno rapportarsi alla loro bellezza. E mi è sembrato bellissimo “La danza del drago giallo” dove uomini e donne si cercano, si guardano, si confrontano, senza ferirsi.

 

Sì, credo tu abbia centrato in pieno.

Varrebbe comunque forse la pena precisare di quale “bellezza” si sta parlando…

 

 

Guest            

Inviato il: 12 May 2005, 11:13 AM

Ritengo che oramai molti sappiano che ciò che ferisce è l’anaffettività.

Anaffettività che c’è dietro ogni impotenza.

Non mi dilungo su di un tema ampiamente trattato da altri prima e meglio di me.

Però voglio sottolineare che la riuscita nei rapporti personali è un punto fondamentale dal quale non può prescindere in particolar modo chi si cimenta nell’arduo compito della psicoterapia.

Mi si obietterà che anche la considerazione precedente è ovvia.

Se io però la ripropongo nella situazione attuale della ricerca vuol dire che a me poi non sembra così ovvia e scontata.

E ciò va inteso nel senso che la realizzazione che si richiede allo psichiatra, in questo momento storico è molto alta.

Ciò che sembrava accettabile solo poco tempo fa oggi non lo è più proprio per l’evoluzione di una mentalità, di un modo di pensare. Mentalità collettiva?

Bisogna tener presente inoltre che una volta stabilito un criterio e definito un gradiente di umanità questo vale per tutti.

Non è accettabile la formula “Quod licet Iovi non licet bovi”.

Come dire che non esiste un gruppo di furbi ai quali è consentito di essere stupidi od incapaci e di cercare di distruggere l’identità edi il lavoro degli altr.iIl pensiero geniale ha lanciato una sfida che a mio avviso è valsa la pena di raccogliere per il suo valore intrinseco di contenuti, per l’iinovazione dei temi, per la definizione inedita dell’mmagine e dell’identità.

La sfida va raccolta però anche sul terreno dell””umanità” senza la quale anche l’intelligenza più elevata diventa vana.

E’ su questo tema che va approfondita la dialettica ed il confronto.

Perchè “il genio” ci è sempre stato storicamente servito con un contorno di stupidità?

La stupidità è solo defit di comprensione od anche carenza di quella dimensione , apparentemente più elementare,dell’”umano” senza la quale non è possibile nessuna trasformazione?

 

 

nyx [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 12 May 2005, 11:44 AM

io non so bene come inserirmi in questa discussione dalla quale peraltro mi sento profondamente coinvolta.

Mi viene da pensare che nei rapporti e forse in particolare in quelli fra sconosciuti vale tantissimo quell’umanità comune di cui parla guest.

Si parla di riconoscersi l’uno la bellezza dell’altro ma questo penso possa avvenire solo nel rapporto in cui entrambi i soggetti sono agenti o può essere un atto unilaterale? E’ vero che ci si ammala quando l’altro non ci vede e non ci sente ma può anche non accadere può succedere che uno non ci creda alla fredda intelligenza dell’altro che concettualizza e parla sapientemente mentre neanche vede più chi gli sta di fronte. A me sembra che sia tutto molto complicato ed estremamente indefinibile al momento perciò mi fermo.

 

 

Alogon            

Inviato il: 12 May 2005, 02:49 PM

Riconoscersi nell’altro, nella bellezza di una donna.

Però è probabile che noi scorgiamo una caratteristica che prima ci era ignota e quindi non la riconosciamo ma la vediamo per la prima volta.

E ciò che ci attrae è la bellezza che ci sembra appartenga ad un altro e che noi vogliamo fare nostra.

Sguardo quindi non speculare ma rivolto ad una alterità la cui caratteristica è una lontananza che si desidera colmare.

Come una sorgente cui ci avviciniamo lentamente ed a cui attingiamo perchè un qualcosa di fondamentale passi anche dentro di noi.

Ed è indefinibile appunto quella complementarità che avvicina due poli apparentemente così distanti.

Relazione d’amore in cui si vibra ll’unisono ,mente e corpo, per quella indefinibile risonanza e sintonia di due persone che avrebbero potuto vagare per sempre l’uno senza l’altra e che invece è come si conoscessero nello spazio senza tempo del rapporto pur non essendosi mai prima incontrati.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 12 May 2005, 04:34 PM

[QUOTE]Bisogna tener presente inoltre che una volta stabilito un criterio e definito un gradiente di umanità questo vale per tutti.

 

…proprio in questi giorni sto pensando a questo ..e cerco di aspettare, di lasciare il tempo ad ogni cosa di definirsi meglio…..di riscattarsi in un certo qual modo…..ho avuto l’impressione che non fosse cosi,che non ci sia un gradiente di umanita’ che vale per tutti….

……forse lo si inizia a “vedere” quando la sensibilita’ si affina..quando si acquisisce una capacita’ critica che esige risposte,chiarezze ….pena il rischio di impazzire…..sentirsi soli con un pensiero che va dominato per non restarne schiacciati e confusi..,per non distruggere..non lo so..a volte e’ dura tenere tutti i fili,stare calmi..attendere…….non fare giudizi……

…..

 

 

Guest            

Inviato il: 12 May 2005, 04:59 PM

prendo atto di quanto è stato detto nell’intervento precedente anche se non mi è chiato fino in fondo il senos del discorso.

 

 

Guest            

Inviato il: 13 May 2005, 11:22 AM

Riconoscersi nell’altro…mi chiedevo se e quanto sia in seguito possibile mantenere vivo un rapporto quando le due persone appartengono a mondi psichici differenti.

Può sembrare facile essere attratti dalla bellezza e riconoscersi nell’altra persona, ma la grande difficoltà sta poi nell’evoluzione del rapporto, nel consolidarlo,nel gestirlo in modo “sano”. Chi ha una realtà psichica meno forte spesso fugge dal rapporto perchè inconsciamente percepisce nell’altro la vitalità e alla lunga non riesce a sostenerla…

 

 

nyx [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 13 May 2005, 12:15 PM

io non lo so se è facile essere attratti da una realtà diversa dalla nostra in cui vediamo una bellezza nuova so che per far questo occorre un lavoro personale enorme in cui il modo di pensare deve cambiare radicalmente forse proprio nel senso di cui parla alogon cioè di realizzare un pensiero umano non scisso dalla realtà del corpo, dalla sensibilità del corpo. Penso poi che la resistenza stia proprio in questo nel non perdersi questo modo di vivere non cadere in un pensiero masturbatorio che gira su stesso in maniera cervellotica e razionale. è certo che inserire tutto questo in una dialettica di rapporto renderebbe le cose più facili ma è altrettanto certo che bisogna resistere anche e soprattutto all’assenza dell’altro che sono convinta non è mai così totale e sorda.

Aggiungerei che è un dovere dell’essere umano non perdersi l’affettività e il senso del rapporto in particolare per quello che diceva Alogon per il lavoro che stiamo facendo per le risposte che da questo continuamente riceviamo. “non regalerò il frutto del mio orgasmo ad un prete…”mi sembra di averlo letto appunto nella Danza del drago giallo.

 

 

Alogon            

Inviato il: 13 May 2005, 02:14 PM

certo, lavoro enorme ma anche possibilità di far presa su di una realtà umana esterna a noi in modo continuo oltre ogni conflitto.

Ecco il conflitto scompare ed allora è possibile la realizzazione di sè e dell’altro.

Si può raggiungere un qualcosa di mai prima pensato.

Un pensiero ceh ci fa vivere e sentire diversamente.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 14 May 2005, 12:55 PM

QUOTE (nyx [omonimia di utente reg.] @ 13 May 2005, 12:15 PM)

io non lo so se è facile essere attratti da una realtà diversa dalla nostra in cui vediamo una bellezza nuova so che per far questo occorre un lavoro personale enorme in cui il modo di pensare deve cambiare radicalmente forse proprio nel senso di cui parla alogon cioè di realizzare un pensiero umano non scisso dalla realtà del corpo, dalla sensibilità del corpo. Penso poi che la resistenza stia proprio in questo nel non perdersi questo modo di vivere non cadere in un pensiero masturbatorio che gira su stesso in maniera cervellotica e razionale. è certo che inserire tutto questo in una dialettica di rapporto renderebbe le cose più facili ma è altrettanto certo che bisogna resistere anche e soprattutto all’assenza dell’altro che sono convinta non è mai così totale e sorda.

Aggiungerei che è un dovere dell’essere umano non perdersi l’affettività e il senso del rapporto in particolare per quello che diceva Alogon per il lavoro che stiamo facendo per le risposte che da questo continuamente riceviamo. “non regalerò il frutto del mio orgasmo ad un prete…”mi sembra di averlo letto appunto nella Danza del drago giallo.

 

Penso anch’io che sia difficile.

Vorrei però provare a proporre il problema all’”inverso”, cioè come si realizza e ci si accorge della propria assenza?

 

 

Alogon            

Inviato il: 14 May 2005, 01:37 PM

con il riferimento ad una teoria ed una prassi ben note…non credo che l’assenza possa essere risolta senza far riferimento esplicito alla cura…

copyright domenico fargnoli

 

 

 

Guest            

Inviato il: 14 May 2005, 01:57 PM

QUOTE (Alogon @ 14 May 2005, 01:37 PM)

con il riferimento ad una teoria ed una prassi ben note…non credo che l’assenza possa essere risolta senza far riferimento esplicito alla cura…

 

… quindi per anche solo intravedere l’altrui assenza è necessario prima curasi e guarire?

 

 

Alogon            

Inviato il: 14 May 2005, 06:10 PM

Potrebbe essere, pur con i dovuti “distinguo” ed eccezioni.

Non è forse vero che l’assenza è in primo luogo asssenza dello psichiatra, che a sua volta a monte ha l’assenza di una cultura, il famoso e mai abbastanza vituperato”Logos” occidentale?

Ovviamente attenzione alle formule, alle semplificazioni, alla “vulgata” in cui si riassume la stupidità farisaica di un gruppo di cretini…quindi io non voglio essere incastrato in queste banalità pur facendo miei contenuti ben precisi.

copyright domenico fargnoli

 

 

Eloise            

Inviato il: 15 May 2005, 02:04 PM

QUOTE (Alogon @ 14 May 2005, 06:10 PM)

Potrebbe essere, pur con i dovuti “distinguo” ed eccezioni.

Non è forse vero che l’assenza è in primo luogo asssenza dello psichiatra, che a sua volta a monte ha l’assenza di una cultura, il famoso  e mai abbastanza vituperato”Logos” occidentale?

Ovviamente attenzione alle formule, alle semplificazioni, alla “vulgata” in cui si riassume la stupidità farisaica di un gruppo di cretini…quindi io non voglio essere incastrato in queste banalità pur facendo miei contenuti ben precisi.

 

Sinceramente non capisco i riferimenti della tua risposta e mi dispiace che una mia semplice domanda sia stata oggetto di frantendimento.

Stavo parlando di situazioni personali, nel senso che mi sono resa conto che, in un vissuto personale, ho imputato all’altro il “male” di tutto, quando invece, probabilmente, ero io la prima a non essere in grado di “sentire”.

Stavo solo chiedendo.

Ad ogni modo perché usare toni offensivi anche se indiretti? e soprattutto da parte del moderatore?

 

Saluti.

 

 

Alogon

Inviato il: 15 May 2005, 04:52 PM

ci siamo chiariti ed il moderatore modererà i toni….però potrebbe darsi che abbia qualche motivo serio per parlare così…

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 15 May 2005, 06:16 PM

I rapporti cambiano, improvvisamente.

Ti ritrovi a scoprire la bellezza di chi ti sta accanto e a non volerlo opprimere con la stupidità. Bellezza fatta di contenuto e movimento.

La diversità di chi ti sta intorno non diventa giudizio su se stessi.

Ripensavo a quella frase, apparentemente incomprensibile:” Bisogna accettare la realizzazione dello psichiatra”..

 

 

Alogon            

Inviato il: 15 May 2005, 07:12 PM

Penso che le realizzazioni di tutti vadano accettate. Soprattutto quelle legate all’identità. Invece accade che qualcuno sia stato tentato di sacrtificare l’identità per essere accettato da un gruppo per poi scoprire che era stato un errore grave…

per questo bisogna guardarsi da chi formula facili giudizi o da chi dispensa interpretaqzioni, che peraltro non è capace di fare a chi non le ha richieste.

Non mi si dicva che questo non avviene perchè potrei citare casi ben circostanziati anche se incredibili per la stupidità che li caratterizza.

A questo mi riferivo nel mio intervento precedente.

Termini come cura, guarigione, interpretazione vaznno usati nei contesti giusti.

Noi, lo ricordo, in questo contesto ci occupiamo del rapporto fra psichiatria ed arte

e el vicende personali ci interessano nella misura in cui siano riconducibili ad un tema generale.

copyright domenico fargnoli

 

 

Alogon            

Inviato il: 17 May 2005, 08:29 PM

E’ andato perso un intervento molto interessante che mi premeva di pubblicare. Se chi lo ha fatto fosse così gentile da ripeterlo….incovenienti tecnici. Conteneva due citazioni e sviluppava il tema della coerenza, dalla quale nessuno è esentato.

La coerenza dello psichiatra.

Qui si apre un capitolo molto difficile da svolgere.

Solo un accenno.

E’ coerente e credibile uno psichiatra che ti fa credere che uno schizofrenico possa guarire in pochi mesi?

Purtroppo no.

Mi fermo.

copyright domenico fargnoli

 

 

Loom            

Inviato il: 18 May 2005, 09:16 AM

QUOTE (Alogon @ 17 May 2005, 08:29 PM)

E’ andato perso un intervento molto interessante che mi premeva di pubblicare. Se chi lo ha fatto fosse così gentile da ripeterlo….incovenienti tecnici. Conteneva due citazioni e sviluppava il tema della coerenza, dalla quale nessuno è esentato.

La coerenza dello psichiatra.

Qui si apre un capitolo molto difficile da svolgere.

Solo un accenno.

E’ coerente e credibile uno psichiatra che ti fa credere che uno schizofrenico possa guarire in pochi mesi?

Purtroppo no.

Mi fermo.

 

l’intervento mi sembra non sia andato perso,pare che sia stato pubblicato dove e’ stato inserito( discussione sull’ l’identita’ sociale e umana).

 

Il punto e’ proprio questo infatti: la coerenza non dovrebbe ammettere esclusioni,e nessuno dovrebbe sentirsene al di sopra

 

 

Nyx [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 18 May 2005, 01:31 PM

l’argomento è senz’altro molto difficile da svolgere perciò

provo a fare una domanda: è possibile che la proposizione della riuscita di una persona sia cura per essa stessa e per gli altri benchè il proccesso terapeutico non sia giunto a termine?

 

 

Alogon            

Inviato il: 18 May 2005, 01:54 PM

Il miglioramento è una riuscita anche se parziale. La cura è fatta anche di miglioramenti.

Il problema è un altro se ci sono delle guarigioni perchè proporre solo dei miglioramenti?

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 18 May 2005, 03:54 PM

È stata detta una cosa importante e cioè che nel film “la danza del drago giallo” si è riuscito a rappresentare un rapporto uomo-donna valido.

Forse è una mia mancanza o forse sono stata distratta ma mi sembra che solo adesso sia stata verbalizzata una cosa così o almeno in questi termini.

Potrebbe essere giunto il momento di approfondire questo aspetto.

 

 

Alogon            

Inviato il: 18 May 2005, 05:07 PM

A mio avviso il drago giallo è la rappresentazione di una guarigione: l’immagine femminile sfugge ad un destino di morte e si trasforma.

Compare anche l’immagine dell’adolescente che si è sottratto ad una storia di estrema violenza.

Come è stato possibile tutto questo?

Che ruolo ha avuto l’arte in questo percorso che molti si ostinano a non voler vedere e considerare?

Nel drago giallo c’è una apertura verso la speranza, la certezza di una possibilità della cura.

Ciò credo spieghi il suo successo ed il fatto che la giunta comunale di Siena ha accettato di patrocinare un video, come iniziativa di particolare interesse culturale e scientifico, sul rapporto fra arte e psichiatria.

Non è cosa che avviene tutti i giorni soprattutto in una città che è stata definita schizofrenica.

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 18 May 2005, 05:11 PM

La coerenza dello psichiatra e comunque in generale la coerenza è sinonimo di cura e quindi di rapporto sano tra inconscio e razionale? E la cura è finalizzata a sintonizzare queste due sfere?

Il rapporto uomo-donna come si collega a tutto ciò?

 

 

alogon [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 18 May 2005, 05:34 PM

il rappoero uomo-donna è irrazionale. Quanfo riesce è rapporto con l’irrazionale sano

 

 

Guest            

Inviato il: 18 May 2005, 06:44 PM

QUOTE (Alogon @ 18 May 2005, 01:54 PM)

Il miglioramento è una riuscita anche se parziale. La cura è fatta anche di miglioramenti.

Il problema è un altro se ci sono delle guarigioni perchè proporre solo dei miglioramenti?

 

…in effetti anche io me lo stavo chiedendo da diverso tempo e mi domandavo anche non solo perche’ proporre solo dei milgioramenti al posto delle guarigioni ma anche perche’ far passare dei miglioramenti come guarigioni…

 

 

Guest            

Inviato il: 18 May 2005, 07:20 PM

il medico cura ed il paziente guarisce. Sempre.

E la guarigione, e non solo la malattia a volte sfugge al medico stesso.

Questa è un’ipotesi per la quale la guarigione come processo creativo crea un ulteriore contraddizione perchè a volte si trasformano persone che tu non avresti mai pensato avrebbero potuto farlo.

 

 

 

Admin            

Inviato il: 19 May 2005, 08:24 AM

QUOTE (Loom @ 18 May 2005, 09:16 AM)

QUOTE (Alogon @ 17 May 2005, 08:29 PM)

E’ andato perso un intervento molto interessante che mi premeva di pubblicare. Se chi lo ha fatto fosse così gentile da ripeterlo….incovenienti tecnici. Conteneva due citazioni e sviluppava il tema della coerenza, dalla quale nessuno è esentato.

La coerenza dello psichiatra.

Qui si apre un capitolo molto difficile da svolgere.

Solo un accenno.

E’ coerente e credibile uno psichiatra che ti fa credere che uno schizofrenico possa guarire in pochi mesi?

Purtroppo no.

Mi fermo.

 

l’intervento mi sembra non sia andato perso,pare che sia stato pubblicato dove e’ stato inserito( discussione sull’ l’identita’ sociale e umana).

 

Il punto e’ proprio questo infatti: la coerenza non dovrebbe ammettere esclusioni,e nessuno dovrebbe sentirsene al di sopra

 

Scusate se intervengo solo adesso, ma da l’altro ieri pomeriggio non ero online e leggo solo adesso.

Correggetemi se sbaglio, se non ho capito male Loom ha inserito il suo intervento nella discussione Identità sociale e umana – coerenza o conflittualità?, se è così allora no problem.

Ad ogni modo, per scrupolo, ho eseguito controlli approfonditi sul sistema e posso confermare che non c’è stato alcun downtime, l’ultimo risale a giovedì 12 maggio 2005.

Ciao a tutti.

The Admin – http://www.admin@senzaragione.it

 

 

Guest            

Inviato il: 19 May 2005, 11:33 AM

QUOTE (Guest @ 18 May 2005, 07:20 PM)

il medico cura ed il paziente guarisce. Sempre.

 

Quindi, se non ho capito male, i pazienti guariscono sempre?

 

 

Alogon            

Inviato il: 19 May 2005, 11:41 AM

Il medico cura e la guarigione, quando avvine è sempre una realizzazione del paziente.

copyright domenico fargnoli

 

 

neo [omonimia di utente reg.]            

Inviato il: 20 May 2005, 11:49 AM

A volte mi chiedo se l’immagine debba lasciar trasparire il contenuto o rispecchiarlo. Credo che nei rapporti ed in un modo particolare nel rapporto con la donna, il contenuto affettivo… umano, sia fondamentale, ma, a volte, questo contenuto che si sente presente non traspare, come se una membrana opaca non lo lasciasse uscire. Mi scuso se di tanto in tanto faccio riferimento alle trasparenze di cui abbiamo parlato in un altro forum, ma per me hanno rappresentato un passaggio importantissimo, senza di esse, forse, non avrei “visto” il Drago giallo.

 

 

Guest            

Inviato il: 20 May 2005, 09:05 PM

QUOTE (Guest @ 18 May 2005, 06:44 PM)

QUOTE (Alogon @ 18 May 2005, 01:54 PM)

Il miglioramento è una riuscita anche se parziale. La cura è fatta anche di miglioramenti.

Il problema è un altro se ci sono delle guarigioni perchè proporre solo dei miglioramenti?

 

…in effetti anche io me lo stavo chiedendo da diverso tempo e mi domandavo anche non solo perche’ proporre solo dei milgioramenti al posto delle guarigioni ma anche perche’ far passare dei miglioramenti come guarigioni…

 

Dopo aver letto questi interventi che mi trovano daccordo vorrei aggiungere a quanto gia’ detto prima di me che non di rado mi e’ capitato di constatare che chi si e’ mosso e si muove nel modo che e’ stato esposto e giustamente contestato poi a sua volta e paradossalmente critica tale modo di agire rendendo la situazione ancor piu’ incoerente.

 

 

Alogon            

Inviato il: 20 May 2005, 10:25 PM

In tutta sincerità mi pongo delle domande ma non sono arrivato a delle conclusioni.

O meglio non ci voglio arrivare perchè temo i giudizi affrettati. So per esperienza che situazioni che appaiono molto contraddittorie possono chairirsi e rivelare un senso che a prima vista sfuggiva.

Quindi mi limito di volta in volta ad esprimere ciò che penso senza pretendere di dire la parola definitiva.

Senza perdere quanto di positivo e di valido ho acquisito e cercando di imparare anche da ciò che taluno ha definito con aggettivo certamente pesante, incoerente.

Mi domando perchè tutto ciò avviene ed avviene ora. Mi domando se veramente riusciamo ad avere una visione corretta di ciò che avviene o se non siamo offuscati

da un qualcosa che ci sfugge.

Personalmente vivo un momento particolarmente fortunato e quindi mi sembra

di potere essere obiettivo.

Però sono aperto ad ogni critica e spero vivamente che in prossimo futuro accada qualcosa di nuovo che ci faccia valutare quanto vediamo oggi in un modo diverso.

copyright domenico fargnoli

 

 

Julia            

Inviato il: 21 May 2005, 10:29 AM

La questione della coerenza tra i molteplici aspetti della vita, persone e cose, è probabilmente quella che comporta più turbamenti e mette più in crisi. Ed è impossibile creare scomparti mentali quando le cose si impongono internamente e non sotto una prospettiva razionale. Per cui non credo si debba opporre coerenza e incoerenza senza mezzi termini, o piuttosto questo rischia di rimandare all’eterno dilemma tra impotenza e onnipotenza. La piena coerenza nei fatti sarà, se è mai raggiunta e se è auspicabile che lo sia, il risultato di una lungo percorso e nel frattempo uno non può che tentare di impostarla via via come atteggiamento interno, in preda a quello stesso paradosso che definisce l’esistenza, quello di un’identità in movimento.

Penso che l’importante sia individuare il proprio filo e, per quanto s’intrecci con altri, non perderlo e non perdere la certezza che sia semplicemente quello vitale.

 

 

Alogon            

Inviato il: 21 May 2005, 12:16 PM

Interessante…il paradosso di un’identità in movimento. Per cui la coerenza forse sta proprio nel movimento interno, nella vitalità legata all’immagine per cui ogni aspetto viene rimesso sempre in discussione.

L’esistenza però, non può escludere il riferimento a volori e criteri universali…

 

…sarebbe importante che l’ospite autore della doppia citazione chiarisse meglio il suo punto di vista…..non ho capito bene….

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 21 May 2005, 05:49 PM

QUOTE (Alogon @ 20 May 2005, 10:25 PM)

In tutta sincerità mi pongo delle domande ma non sono arrivato a delle conclusioni.

O meglio non ci voglio arrivare perchè temo i giudizi affrettati. So  per esperienza che situazioni che appaiono molto contraddittorie possono chairirsi e rivelare un senso che a prima vista sfuggiva.

Quindi mi limito di volta in volta ad esprimere ciò che penso senza pretendere di dire la parola definitiva.

Senza perdere quanto di positivo e di valido ho acquisito e cercando di imparare anche da ciò che taluno ha definito con aggettivo certamente pesante, incoerente.

Mi domando perchè tutto ciò avviene ed avviene ora. Mi domando se veramente riusciamo ad avere una visione corretta di ciò che avviene o se non siamo offuscati

da un qualcosa che ci sfugge.

Personalmente vivo un momento particolarmente fortunato e quindi mi sembra

di potere essere obiettivo.

Però sono aperto ad ogni critica  e spero vivamente che in prossimo futuro accada qualcosa di nuovo che ci faccia valutare quanto vediamo oggi in un modo diverso.

 

E quando l’attendere dura gia da (molto)tempo senza che nulla e nessuno confermi cio’ che e’ sotto gli occhi di tutti?

E anzi nel frattempo non fanno altro che accumularsi le “strane storie” da mettere tra parentesi?

Non e’ facile proteggere il proprio pensiero, certezze ed identita’ da un piu’ che ben nutrito gruppo di persone furbastre prontissime a bruciarti su di un rogo al solo sospetto di un dissenso (“eretico”?).

 

 

Alogon            

Inviato il: 21 May 2005, 07:41 PM

Non sarà facile ma è indispensabile difendere il proprio punto di vista soprattutto quando è motivato.

Pensare con la propria testa mette sicuramente alla prova.

Sugli eretici e sull’inquisizione con tutta franchezza ci farei una risata sopra.

Ciascuno porti avanti le proprie realizzazioni e poi stiamo a vedere.

Non ho tempo da perdere e non mi interessa il parere di chi è palesemente in malafede.

copyright domenico fargnoli

 

 

Trumpet            

Inviato il: 24 May 2005, 08:06 AM

Se possibile quello che mi piacerebbe approfondire è come una discussione nata sul film/video “La Danza del Drago giallo” sia stata in grado di svilupparsi con tematiche estremamente eterogenee e comunque, a mio avviso, interessanti. Questa diversità degli argomenti proposti negli interventi è, per alcuni post, semplicemente una non attinenza al thread oppure no? Io ci sto ancora pensando su, qualcuno ha per caso già qualche idea in proposito?

 

 

Elleffe            

Inviato il: 24 May 2005, 10:30 AM

…io però penso che non sia fortuna…

 

 

Elleffe            

Inviato il: 24 May 2005, 12:23 PM

la domanda sollevata da trumpet è interessantissima.

 

da parte mia penso che “la danza del drago giallo” affronti temi così importanti (uno per tutti: il rapporto uomo-donna) da sfuggire a qualunque definizione ed incasellamento.

 

questo ha un potenziale vocativo enorme, capace di muovere le nostre riflessioni in tantissime direzioni, ed allora ecco che vengono i post con argomento apparentemente “off-topic”.

 

forse dipende anche da una ricerca di quella coerenza e trasparenza tanto difficili da raggiungere e mantenere: esse abbracciano ogni aspetto della nostra vita, non credo possano essere racchiuse o circoscritte solo a certi momenti.

così, volendo andare sempre più avanti, volendo approfondire sempre di più, non si può fare a meno di approfondire in tutte le direzioni, si vuole essere certi di non tralasciare nessuna potenzialità e nessun ambito della ricerca.

questo magari stimola a scrivere su tanti argomenti diversi, che esulano dal preciso legame tra arte e psichiatria.

 

 

Alogon            

Inviato il: 24 May 2005, 08:44 PM

non ho riletto tutta la discussione quindi non saprei dire se siamo andati fuori tema…anche se per me andare fuori tema significa fare discorsi dissociati….

qualcuno li ha fatti?

copyright domenico fargnoli

 

 

Trumpet            

Inviato il: 26 May 2005, 08:42 AM

QUOTE (Alogon @ 24 May 2005, 08:44 PM)

non ho riletto tutta la discussione quindi non saprei dire se siamo andati fuori tema…anche se per me andare fuori tema significa fare discorsi dissociati….

qualcuno li ha fatti?

 

Dissociazione? non saprei e poi non potrei dirlo, comunque non ci avevo nemmeno pensato. Ad essere sincero, però, il mio intervento precedente sottintendeva semmai, in chiave di domanda, l’esatto opposto.

 

 

Alogon            

Inviato il: 26 May 2005, 09:20 AM

Certo avevo capito bene

copyright domenico fargnoli

 

 

Arf            

Inviato il: 7 Jun 2005, 12:39 PM

Apparentemente tutto tace… forse qualcosa sta cambiando o è già cambiato… personalmente, dopo il tumulto dei giorni passati, mi trovo come in uno stato di attesa, come se qualcosa dovesse accadere da un momento all’altro, come se gli eventi dei giorni passati avessero innescato un qualche processo…. rapporto uomo-donna, è lì che qualcosa dovrà succedere.

 

 

Alogon            

Inviato il: 7 Jun 2005, 12:54 PM

Articolo sul “Il cittadino” intervista a gabriella gatti di rosa franca cigliano.

Molto bello

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 15 Jul 2005, 09:37 AM

… per riallacciare il filo di questa discussione, vorrei anch’io ribadire un aspetto trattato continuamente su questo forum e che sembra assente dalla cultura dominante. Il rapporto uomo donna, che “fuori” viene forse considerato importante, ma comunque crcoscritto. E che invece ha una valenza centrale, in quanto determina un atteggiamento generale verso la vita e contiene il germe di vari altri rapporti.

 

E questa è per me una ricerca che vale la pena di essere vissuta…

 

 

Alogon            

Inviato il: 21 Jul 2005, 04:44 PM

rispondo con lolto ritardo per dire che sono più che d’accordo.

La difficoltà a d affrontare questo temo per me è evidente: dovessi personalmente ricostruire una mia trasformazione sarei un attimo titubante.

Se il comportamento sessuale è riconoscibile, osservabile ecc il vissuto relativo al rapporto uomo donna è difficile da indagare.

Ci sono fome di impotenza orgasmica (naturalmente mi riferisco non solo agli aspetti fisici) che sono molto difficili da individuare e da comunicare….ma che sono responsabili di molte “ tendenze all’inversione” che rinabgono subliminari inesplorate salvo poi dar segno di sè in modo eclatante dopo anni….

copyright domenico fargnoli

 

 

Guest            

Inviato il: 24 Jul 2005, 09:07 AM

Non sapevamo

dove andavamo

ma ci andavamo insieme

era l’unica certezza

ed era bella

 

sentivo sempre di più

la sua pienezza

e ciò mi bastava

per vivere

 

quella era la nostra poesia

e ora non avevo più paura

 

 

Elleffe            

Inviato il: 24 Aug 2005, 02:07 PM

scrivo dopo parecchio tempo, e spero di non scrivere a vanvera.

 

si è detto che il rapporto uomo-donna tocca tasti talmente profondi, sensibili e fondamentali, da non essere circoscrivibile, ma anzi da abbracciare un po’ tutta la nostra vita, per la sua importanza.

 

in certi casi, ho la sensazione che modifichi anche il modo in cui percepisco il tempo. certe volte ho l’impressione che un breve periodo di tempo, magari anche solo un finesettimana, dal quale uno ha ricevuto sensazioni belle e di felicità nel rapporto, una volta trascorso, si allunghi, produca un ricordo “più grande”, quando ci ripenso.

come se uno fosse stato via per più tempo.

sembra che il ritorno alla quotidianità sia più difficile, come dopo un lungo viaggio passato in un luogo bellissimo.

è complicato, non so se riesco a farmi comprendere.