Il caso Preiti: è necessaria una perizia psichiatrica

UnknownIn merito al caso Preiti, l’attentatore che ha ferito a Roma i due carabinieri, di cui uno in prognosi riservata per una grave  lesione alla colonna vertebrale  che se sopravvive lo lascerà tetraparetico, il tentativo di giustificare comportamenti criminali in base a situazioni storico-sociali ( mancanza di lavoro , degrado e linguaggio  della politica che istigherebbe alla violenza)  è infondato. Qualunque comportamento umano è il risultato dell’interazione fra motivazioni psicologiche  e circostanze ambientali: è chiaro che un gesto omicida lungamente preparato come quello del  muratore calabrese  presuppone la strutturazione e lo sviluppo di un delirio   a carattere megalomanico (essere al centro dell’attenzione  generale) e persecutorio ( colpire i politici corrotti  ritenuti responsabili della sua rovina). L’azione  criminale derivata è assurda perchè rivolta contro  individui  del tutto  innocenti come è accaduto anche recentemente  a Boston  dove i due fratelli “terroristi” sono intervenuti  nell’ultimo minuto della maratona, dedicato alla memoria della strage di Newton perpetrata  l’anno scoroso da  Adam Lanza. Da una parte abbiamo quindi l’evoluzione delirante di una frattura che sconvolge  l’identità  e riguarda l’intera struttura interna della persona  , dall’altra una reazione ad avvenimenti esterni che agiscono, per il significato traumatico che assumono,  da innesco dell’acting out , suggerendo il luogo e la circostanza che garantisca la massima visibilità e risonanza del gesto che si va a compiere.

La cronaca delle imprese  “terroristiche”  dei vari mass murderers, od aspiranti tali,  resi noti in tempo reale in tutto il mondo   fornisce schemi  e modalità  di comportamento da imitare , come se i criminali , sia pure a distanza, in qualche modo comunicassero fra loro  contribuendo  a creare una strategia delittuosa, suscettibile, con poche varianti di essere ripetuta.

In sintesi: credo che il muratore calabrese dovrebbe essere sottoposto ad una perizia psichiatrica non per formulare  una diagnosi  che abbia il senso dello stigma, ma per  comprendere in profondità la natura  e le cause della sua  sofferenza  mentale . Con tutta certezza, data le modalità e il contenuti del suo agire   criminale ,  Luigi Preiti non è sano di mente come è stato  troppo frettolosamente dichiarato.

“La follia a due” degli attentatori di Boston

Esplosione alla maratona di Boston

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Schermata 04-2456406 alle 13.02.56I due attentatori alla Maratona ed al Mit di Boston sembra fossero “lupi solitari” non collegati a cellule terroristiche .

E’ stupefacente il contrasto fra le affermazioni del padre secondo le quali i due figli, ed in particolare l’ultimo, erano due “angeli” e quelle dello zio, naturalizzato in USA, che sostiene che essi erano dei “losers” incapaci di integrarsi nella società americana. “Angeli” con cinture al plastico e dotati un vero arsenale di esplosivi ed armi automatiche? Le dichiarazioni della famiglia in Cecenia testimoniano la distanza e l’ignoranza dei genitori nei confronti della reale situazione psicologica e di vita dei due giovani. Quest’ultimi avevano difficoltà a inseririsi in un contesto culturale con cui si confrontavano oramai da dieci anni. Un problema psicologico aggiuntivo sarà stata per loro, e soprattutto per il più giovane, la malattia del padre ammalatosi di cancro cerebrale ed operato in Germania. L’uomo tornato a vivere in Cecenia appare, anche dalle sue dichiarazioni, come una figura lontana e non in contatto con la realtà dei figli.

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Parenti di vittime

Guardando le immagini delle esplosioni e delle loro conseguenze (dolore , lutto, disperazione, panico ) al traguardo della maratona ciò che risalta è l’enormità e l’assurdità del gesto assolutamente non inquadrabile in una strategia politica od in una credenza religiosa. boston2Il terrorismo sembra solo una maschera dietro cui agiscono motivazioni psicopatologiche. Gli americani hanno subito cavalcato istericamente l’onda dell’attacco, opera di una vasta organizzazione , memori delle ferite precedenti alle torri Gemelle nel 2001 ma in realtà i due ceceni ricalcano il copione noto dei mass murderers , cosiddetti “pseudocommando”.

I due fratelli si sono mossi come una “coppia criminale” condividendo deliri ed in base a ques’ultimi progettando crimini del tutto sprovvisti di un senso umano: fra loro, come di solito avviene nei casi di “folie à deux”, ci sarà stato sicuramente un incube ed un succube. La Folie à deux , descritta per la prima volta da Legrand De Saulle nel 1873. è una sindrome clinica caratterizzata da sintomi psicotici, principalmente da deliri condivisi da due

L'incube ed il succube

L’incube ed il succube

o più persone che hanno una relazione intima. Nella maggioranza dei casi riportati dalla letteratura clinica, i soggetti coinvolti nella Folie à deux sono membri della stessa famiglia o della stessa coppia (marito e moglie) e c’è generalmente una relazione dominante-sottomesso, carnefice-vittima, Secondo Scipio Sighele autore nel 1892 de “La coppia criminale”

<<(..) la follia a due non rappresenta soltanto la coesistenza parallela di due deliri simili, ma cosituisce una vera e propria società con uno scopo chiaro e determinato>>

La coppia criminale

La coppia criminale

Il delirio quindi ,come riteneva Eugene Blueler, non è autistico cioè esclusivo di una sola persona ripiegata su se stessa e fuori da vincoli sociali , ma può essere il frutto di una interazione fra due o addirittura fra più persone. Specularità, imitazione, suggestione intervengono nella formazione del delirio e ne condizionano la strutturazione e l’eventuale messa in atto come sostenuto già a partire dalla fine dell’Ottocento da esponenti della Scuola positivistica italiana.

Sulla differenziazione fra patologia mentale e terrorismo mi permetto di segnalare l’articolo “Anders Breivik e la diagnosi di schizofrenia paranoide” di Domenico Fargnoli ed altri nella rivista Il sogno della farfalla n°2(L’asino d’oro 2013)

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4371452,00.html

Boston terrorist: My brother wanted to defend Islam

CNN reveals initial details on interrogation of marathon attacker Dzhokhar Tsarnaev, 19; ‘My brother was the mastermind behind the attack,’ says from his hospital bed

Ynet

Published: 04.23.13, 17:18 / Israel News

A questo indirizzo le dichiarazioni  più recenti dell’attentatore superstite

http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=43252&typeb=0

http://www.washingtonpost.com/world/national-security/no-links-seen-between-boston-suspects-and-foreign-terrorist-groups-officials-say/2013/04/23/f08c9b7e-ac4b-11e2-b6fd-ba6f5f26d70e_story_1.html

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2013/04/23/attentato_boston_19enne_zhokhar_tsarnaev_collabora_polizia.html

Non esistono amori felici:i surrealisti, gli psichiatri e le donne

6. The Fireside Angel

Max Ernst: L’Ange du Foyer

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Nel 1928 Louis Aragon ed André Breton festeggiarono il genetliaco di uno dei casi clinici di Charcot “Augustine” come “il cinquantesimo anniversario dell’isteria la più grande scoperta poetica della fine del ventesimo secolo”: l’isteria non era per loro una una malattia da psicoanalizzare ma un evento artistico da festeggiare. Nell’inverno del 1876, a 15 anni, Louise Augustine Gleizes, una paziente della Salpêtrière di Parigi, ebbe 154 crisi isteriche in un solo giorno quando intravide uno suo supposto violentatore fra il pubblico. Ella sentì delle voci; vide sciami di ratti neri, demoniaci; sentì un dolore intenso nella sua ovaia destra, e poi persa conoscenza, il suo corpo fu preda di convulsioni in una serie di attacchi violenti. Per cinque anni Augustine , un’adolescente senza cultura incapace di controllare il suo corpo, fornisce a Charcot il materiale necessario per la costruzione e la verifica del suo edificio teorico. La ragazza cresciuta nella miseria della Parigi del Secondo Impero , poi della Comune, e successivamente della Terza Repubblica che aveva soffocato nel sangue 35 mila suoi cittadini, divenne il punto focale della ricerca del neurologo francese: nell’invenzione dell’isteria potremmo veder un riflessa l’immagine di un periodo storico e di una società intera. Fra il voyeurismo della documentazione fotografica del medico francese e la teatralità esibizionistica dell’ isterica si stabiliva una distanza incolmabile come se il gioco della seduzione delle immagini parlasse di un sessualita’ destinata a rimanere insoddisfatta. In seguito alla caduta della Comune (1871), l’isteria esplose a Parigi con una carica di violenza inaudita: il programma rivoluzionario era orientato verso l’emancipazione completa delle donne che con la repressione dell’esercito francese , vedevano svanire un sogno di libertà. Le pazienti di Charcot, ben lontane dall’ideale di “nevrotica borghese” che avrebbe caratterizzato più tardi la psicoanalisi viennese di inizio ’900, erano per la maggior parte prostitute, donne indigenti, criminali comuni o semplici ragazze di strada. Al ripristino dell’ordine costituito a Parigi , mentre i comunardi venivano fucilati o costretti ai lavori forzati , Charcot era proclamato membro dell’Accademia della Medicina francese e cattedratico di Anatomia Patologica alla Sorbona: egli apparteneva ad un mondo che rappresentava la sponda opposta a quella delle sue malate. Augustine scappò dalla Salpetriére vestendosi da uomo nel Settembre del 1880, diventando così il paradigma del fallimento di Charcot . Poco prima della fuga era andata incontro ad una crisi di agitazione psicomotoria per cui era stata rinchiusa in una cella.

In quello stesso anno 1880, nel mese di Novembre Breuer fu chiamato al capezzale di Anna O la cui malattia rimase ancora una volta irrisolta. Di fronte al crollo dell’identità cosciente e razionale, scatenata dalla malattia e dalla morte del padre, i medici ottocenteschi erano del tutto impotenti. Perchè l’isteria che fu al centro degli studi di Freud per circa dieci anni, andò incontro ad una declino repentino che si consumò in pochi lustri?

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Augustine a la Salpetriere

Le trasformazioni sociali di fine secolo XIXmo che progressivamente portarono ad una mentalità meno repressiva di quella vittoriana giocarono un ruolo importante nella scomparsa della malattia come anche l’affinamento delle tecniche diagnostiche della neurologia che consentivano di distinguere nettamente fra epilessia ed isteria come fra paralisi organiche o funzionali . I nuovi sistemi classificatori della psichiatria videro poi emergere termini come quello di “ebefrenia” di Hecher (1869) di catatonia di Kulbaum (1974) , di dementia praecox (1896) e psicosi maniaco depressiva (1899)di Kraepelin. Già Breuer in un suo resoconto a Robert Binwanger aveva usato il termine “psicosi” isterica che nel 1907 Jung riprenderà a proposito di Sabrina Spielrein. A partire dei primi decenni del secolo XXmo molti psichiatri cominciarono a denominare quella che un tempo era chiamata “folie Hysterique” o “Irresein Hysterische “, “dementia praecox isteriforme” o “dementia pseudoisterica”. Nel 1913 Eugene Bleuler conia il concetto di “schizofrenia” che viene ad inglobare molte precedenti diagnosi di isteria. Il grande successo della classificazione di Kraepelin prima e di Bleuler poi era dovuta al fatto che esse consentivano una discriminazione selettiva delle varie forme di patologia mentale mentre l’isteria nella versione di Charcot comprendeva una congerie enorme e confusa di malattie fra loro dissimili con una sintomatologia che spaziava dalla tosse isterica al suicidio, l’allucinazione ed il delirio. Inoltre l’attenzione degli alienisti si era spostata dall’osservazione e la registrazione delle manifestazioni somatiche come le contratture e le paralisi ed i disturbi della sensibilità , all’indagine delle alterazioni del pensiero come suggeriscono, pur con orientamenti diversi, sia i termini di “dementia” che di “schizofrenia”: nasceva con Karl Jaspers, la psicopatologia come comprensione e penetrazione profonda delle esperienze vissute .

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Andre Breton: seno-onda

Già partire dagli anni 90 del secolo precedente Babinsky aveva cominciato a smembrare pezzo dopo pezzo l’opera del suo maestro Charcot.

La Società neurologica di Parigi aveva adottato dopo molti anni di discussioni, il termine “pitiatismo” ( a sua volta oggi scomparso) proposto da Babinsky stesso , che si riferiva a qualunque manifestazione funzionale indotta o soppressa dalla suggestione. L’ isteria era stata espunta dalla nomenclatura francese.

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Andrè Breton: Uomo e donna

Mentre la malattia si apprestava a scomparire dalla pratica medica le categorie interpretative della suggestione, dell’imitazione , dell’amplificazione emotiva che ad essa erano appartenute riemergevano nel campo delle scienze sociali : autori come Hyppolite Taine, Gabriel Tarde e Gustave Le Bon , Scipio Sighele, Enrico Rossi, Cesare Lombroso e successivamente Freud in “Psicologia delle masse ed analisi dell’Io” (1921) favorirono la loro applicazione al nascente settore della psicologia collettiva . La folla veniva concepita come donna , emotiva e suggestionabile, facile alle intemperanze ed ai cambiamenti repentini di umore. Era indispensabile un uomo forte che la dominasse come Benito Mussolini ed Adolf Hitler, ferventi estimatori di Le Bon. Gli anni delle folle sono anche gli anni della donna che è il nuovo soggetto sociale che rivendica un protagonismo inquietante.

Nel 1928 nella rivista “La revolution surrealiste” Aragon e Breton, che era stato un allievo di Babinsky propongono una nuova definizione cercando di reinterpretare cinquant’anni di storia : l’isteria è per loro uno stato mentale , che si caratterizza per la sovversione dei rapporti che si stabiliscono fra il soggetto ed il mondo morale a cui egli crede di appartenere, Questo stato mentale, irriducibile, che non è delirio , sarebbe fondato sul bisogno di una seduzione reciproca. L’isteria non apparterrebbe alla patologia e potrebbe , sotto ogni punto di vista, essere considerata come un mezzo supremo d’espressione.

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Il sessantotto surrealista

In sintesi l’isteria sarebbe un sovversione dell’ordine culturale basato sulla seduzione. La seduzione pensata come tendenza irriducibile è però confondere la sessualità con il bisogno di affermazione narcisistica , con l ‘inconscio perverso e patologico. La rivoluzione surrealista anticipava il sessantotto e la libertà sessuale come trionfo del principio del piacere .

Non sappiamo quanto la vicenda personale di Andrè Breton, che volontario e ferito nella prima guerra mondiale soffrì per tutta la vita di una sindrome postraumatica (isterica) , abbia avuto nella sua assurda definizione di “pitiatismo”. Ma il punto è un altro: proprio negli anni 20 prende corpo un’operazione molto singolare. Si comincia pensare che la regressione mentale che si attua nelle malattie più gravi possa costituire uno stimolo od un mezzo per arrivare alla creatività. La regressione psicotica fu considerata come un possibile accesso a capacità personali prima sconosciute. Riemergeva un’ idea della prima generazione di magnetizzatori e degli ipnotisti le pazienti dei quali ,per lo più donne, nella dissociazione della coscienza, manifestavano talora attitudini mnemoniche o di preveggenza eccezionali, quando non addirittura talenti espressivi prima misconosciuti. La follia cioè l’irrazionalità delle donne e degli artisti veniva confusa, per opera soprattutto dei surrealisti con la pazzia, con la psicosi isterica o schizofrenica . Le diagnosi psichiatriche, come l’isteria o la schizofrenia perdevano il rapporto con la patologia e diventavano categorie estetiche. Psichiatri come Jaspers, Prinzhorn, e Morghentaler nonchè filosofi come Heidegger furono i fautori di un fraintendimento le cui ripercussioni arrivano fino ai giorni nostri: non esisterebbero “malattie” mentali ma solo modi diversi di progettarsi ed essere nel mondo. Ne “La revolution surrealiste” si arrivò a sostenere che il suicidio poteva essere una soluzione di vita .Scriveva Antonin Artaud .

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Andre Breton: sparare a caso sulla folla con una pistola

<<Il suicidio non è che la conquista favolosa e lontana degli uomini che pensano bene(…)>>

Negli anni 20 tre famosi psichiatri, Ludwig Binswanger, Eugene Bleuler e Alfred Hoche riuniti a consulto diagnosticarono una “schizofrenia semplice polimorfa “ad una donna ebrea Ellen West. La sintomatologia di quest’ultima assomigliava in alcuni aspetti a quella di Anna O: anoressia, disturbi somatifomi, tendenze suicidarie. Ellen dimessa da Kreutzilingen dove era stata ricoverata anche Bertha Pappenheim si uccise, con una dose di veleno procuratagli dal marito.La morte secondo Binwanger sarebbe stato una festa, un’atto di libertà. Dall’impotenza terapeutica di Breuer nei confronti di Anna O si era passati, nel giro di una generazione, all’istigazione al suicidio di Ludwig Binswanger e del nazista Alfred Hoche, sostenitore dell’eutanasia per i malati di mente. Se nella psicoanalisi e nella psichiatria esistenzialista si alimentava l’annullamento della donna nel gruppo dei surrealisti degli anni 20, affascinati dall’interpretazione dei sogni , le mogli e le compagne apparivano troppo spesso assenti o come spettatrici silenziose. ”

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Nadja:Lèona Camille Ghislaine D. Era nata a Lille il 2 maggio 1902 e fu internata in manicomio nel marzo del 1927, poco dopo la fine del rapporto con André. Nel gennaio del 1941, morì in un ospedale psichiatrico di Lille.
Nella premessa si legge: «il tono adottato per la narrazione è ricalcato su quello dell’ osservazione clinica, e soprattutto neuro-psichiatrica, che tende a serbare traccia di qualsiasi elemento possa emergere da esami e interrogatori, senza preoccuparsi, nel riferirlo, di alcun effetto di stile».

Nadja” è un romanzo autobiografico pubblicato da Breton nel 1928 dopo l’incontro fatale nelle strade di Parigi con una donna bellissima e strana, realmente esistita: essa ha continue visioni, vere e proprie allucinazioni. Vede mani e visi che gli altri non vedono. Nadja è l’anima errante del Surrealismo. Un giorno in seguito a certe stravaganze cui si era abbandonata finisce rinchiusa in manicomio come era accaduto all'”Augustine” di Charcot. Il protagonista è preso da rimorsi: forse il suo intervento nella vita della donna ha favorito la sua pazzia.

Scriveva Louis Aragon

<<Nulla appartiene all’uomo. Né la sua forza, 
né la sua debolezza, né il suo cuore. E quando crede
 di aprire le braccia la sua ombra è quella di una croce.
E quando crede di stringere la felicità la stritola.
La sua vita è uno strano e doloroso divorzio.
Non esistono amori felici(…)>>

Un delirante di genio: Louis Aragon

Parigi Bisogna fare uscire Louis Aragon (1897-1982) dal Purgatorio?, si chiedeva qualche mese fa Francois Taillandier, autore di una delle tante biografie dedicate all’ “uomo mascherato”, che fu poeta, romanziere e giornalista famoso, campione nel partito comunista e “pazzo patentato” della scrittrice russa Elsa Triolet, a dispetto delle sue dissimulate tendenze omosessuali.http://youtu.be/PLb_21WUWIo.Il centenario della sua nascita offre oggi molteplici occasioni per celebrarlo. La sua casa di campagna di Saint-Arnoult è diventata una Fondazione culturale.
Una mostra su Aragon è stata inaugurata l’ 11 settembre nella cornice della festa dell’ Humanité, l’ organo del Pcf. “Arte” (l’ emittente televisiva franco-tedesca) ha trasmesso un documentario in tre puntate e le maggiori riviste letterarie dei numeri speciali. Sul piano editoriale, Gallimard ha iniziato la pubblicazione delle sue opere complete nella “Pléiade” e propone un’ edizione riveduta e ampliata de La defense de l’ infini, opera blasfema e delirante, che l’ autore aveva tentato di distruggere (ne ha scritto su queste pagine Daria Galateria, n.d.r.). Non si contano poi le biografie e i saggi usciti negli ultimi mesi, fra cui le testimonianze di ventiquattro scrittori provenienti da diversi orizzonti, riunite sotto il titolo “Le siècle d’ Aragon”. A prima vista si potrebbe concludere che Aragon sia uscito dal Purgatorio. E’ remota l’ epoca in cui Breton lo condannò per aver abiurato il surrealismo, convertendosi al romanzo realista. In passato egli venne denunciato dai trotskisti, poi dai “sessantottini” come “canaglia staliniana”, ma chi si ricorda più dei suoi omaggi a Stalin o del Premio Lenin da cui fu coronato? Se l’ ammirazione per il romanziere e il poeta d’ un lirismo esuberante, come per l’ appassionato d’ arte moderna, che celebrò Matisse, Picasso, Léger, Chagall, è oggi ampiamente condivisa, delle riserve si esprimono però sulle qualità intrinseche dell’ “uomo mascherato”. Ecco qualche esempio recente di giudizi velenosi, espressi da personalità notorie. Per Jean-Francois Revel, Aragon fu “un istrione melodrammatico”. Per Francois Taillandier, “un rompiscatole geniale”. Questo “servitore del proletariato e dandy vestito da Dior”, fu “il più seducente, il più diabolico, il più perverso, il più ispirato dei poeti”, concede Claude Roy. Quanto a Pierre Daix – altro suo biografo, che fu pure suo discepolo per ventiquattro anni al Pcf – dichiara che alla fine della sua vita era diventato un “vecchio rimbambito”… Certo Aragon non fu clemente nei confronti dei propri illustri contemporanei. “Non credo nei messia letterari… Proust mi annoia mortalmente… Giraudoux è come una scorreggia…”. “A Balzac gli sputo in faccia…”, dice ad esempio ne La defense de l’ infini, opera incompiuta in cui esplode il suo delirio sadomasochista. In un capitolo intitolato “Ti detesto, universo” calpesta qualsiasi valore. L’ amicizia: rinnega in blocco i suoi amici, dei cretini che non hanno capito niente “della sua volgarità, della sua grandezza, della sua pigrizia, della sua smisurata tristezza” (se potesse, li massacrerebbe tutti). La famiglia, che porta in sé il germe della follia: “Nessuna morale possibile là dove regna la morale delle famiglie”. Ha sempre detestato il mondo, vivendo solitario fra numerosi pseudo-amici. Il lavoro l’ annoia. L’ erotismo l’ ha condotto a riflessioni amare.

Schermata 04-2456398 alle 20.12.05 E poi a chi aveva il gusto dell’ infinito, ha insegnato a distruggere tutto. Questo romanzo-confessione incompiuto, a cui aveva lavorato per quattro anni, Aragon tentò di distruggerlo col fuoco una notte del 1927, a Madrid. Nancy Cunard, che era allora la sua amante, riuscì però a salvare dal rogo un terzo delle mille e cinquecento pagine bruciacchiate del manoscritto originale (dopo esser state sepolte negli archivi della biblioteca Doucet, son tornate alla luce grazie alla pubblicazione di Gallimard). Questo auto da fè mancato prefigura il suicidio, esso pure fallito, che Aragon tenterà a Venezia l’ anno seguente, prima di passare sotto la mano di ferro di Elsa Triolet. Un frase de La defense de l’ infini – “sono il suicidio incarnato” – potrebbe essere il motto di quest’ uomo geniale, ma fragile, che sta uscendo molto lentamente dal Purgatorio.Elena Guicciardi

Il sogno della farfalla N2 2013 Breivik e la diagnosi di schizofrenia paranoide.

Domenico Fargnoli, Niccolò Trevisan, Francesco Fargnoli, Simone Belli

(hanno collaborato alla elaborazione delle tematiche presenti nellarticolo:

Paola Bisconti, Rita Marrama, Matteo Madrucci, Valentina Zanobini, Elena Scacco, Maria Gabriella Gatti)

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Abstract

Gli autori criticano il punto di vista secondo cui A. B. Breivik sarebbe un terrorista affetto da disturbo narcisistico di personalità. Tale diagnosi improntata ai criteri del DSM- IV-TR è risultato di una valutazione peritale acritica e non consente la comprensibilità dell’omicidio. Utilizzando una lettura diversa degli eventi e dei sintomi, attraverso elementi di psicopatologia classica quali la partita doppia di E. Bleuler e l'”agire” autistico secondo E. Minkowsky, è possibile leggere nei fatti di Utoya i sintomi della schizofrenia.

In coda all’articolo sono proposte le linee guida per la diagnosi di schizofrenia paranoide secondo la Teoria della Nascita di Massimo Fagioli

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I surrealisti: l’isteria è un’invenzione poetica non una malattia

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Schermata 04-2456390 alle 20.22.55«La crisi isterica prende forma a spese della stessa isteria, con la sua aura superba e i suoi quattro periodi (di cui il terzo ci rievoca alla stessa maniera i
tableaux vivants più espressivi e più puri, la cui risoluzione è tanto semplice nella vita normale. L’isteria classica perde i suoi tratti nel 1906: “L’isteria è lo stato patologico che si manifesta attraverso dei disturbi che è possibile riprodurre per mezzo della suggestione, presso certi soggetti, con un’esattezza perfetta, e che sono suscettibili di sparire sotto l’influenza della sola persuasione (controsuggestione)” (Babinski).
Noi non vediamo, in questa definizione, che un momento del divenire dell’isteria. Il movimento dialettico che l’ha fatta nascere segue il suo corso. Dieci anni più tardi, sotto il deplorevole travestimento del pitiatismo, l’isteria torna a riprendersi i suoi diritti. Il medico resta stupefatto. Egli vuole negare ciò che non gli appartiene.
Proponiamo dunque, nel 1928, una nuova definizione di isteria:
L’isteria è uno stato mentale più o meno irriducibile che si caratterizza per la sovversione dei rapporti che si stabiliscono tra il soggetto e il mondo morale di cui egli crede in pratica di appartenere, al di fuori di qualsiasi sistema delirante. Questo stato mentale è fondato sul bisogno di una seduzione reciproca, che spiega i miracoli prematuramente accettati come suggestione (o contro-suggestione) medica. L’isteria non è un fenomeno patologico e può, sotto ogni punto di vista, essere considerata come un mezzo supremo d’espressione»

Breton è debitore della psicanalisi Freudiana (che si genera a partire dagli studi sull’isteria), ma egli va oltre: la “follia isterica” diventa il paradigma della creatività.Schermata 04-2456390 alle 20.33.15
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Augustine entra alla Salpêtrière il 21 ottobre del 1875, a quindici anni e mezzo: la ragazza cresciuta nella miseria della Parigi del Secondo Impero , poi della Comune, e successivamente della Terza Repubblica che aveva soffocato nel sangue 35 mila suoi cittadini – divenne il punto focale della ricerca di Charcot .Nel paradigma dell’isteria di Charcot potremmo veder riflessa l’immagine di una società intera. Fra il voyeurismo della documentazione fotografica del medico francese e la teatralità esibizionistica dell’ isterica si stabiliva una distanza incolmabile come se il gioco della seduzione parlasse di un desiderio sessuale destinato a rimanere insoddisfatto.20130408-162304.jpg

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20130408-161833.jpg<petroleuse_1871
<In seguito alla disfatta della Comune (1871), l’isteria esplose a Parigi con una carica di violenza inaudita. Le pazienti di Charcot, ben lontane dall’ideale di “nevrotica borghese” che avrebbe caratterizzato più tardi la psicoanalisi viennese di inizio ‘900, erano per la maggior parte prostitute, donne indigenti, criminali comuni o semplici ragazze di strada. Al ripristino dell’ordine costituito a Parigi , mentre i comunardi venivano fucilati o costretti ai lavori forzati , Charcot veniva proclamato membro dell’Accademia della Medicina francese e gli veniva assegnata la cattedra di Anatomia Patologica alla Sorbona: egli apparteneva ad un mondo che era la sponda opposta a quella delle sue malate. Augustine scappò dalla Salpetriére vestendosi da uomo nel Settembre del 1980, diventando così il paradigma del fallimento di Charcot . In quello stesso anno nel mese di Novembre Breuer fu chiamato al capezzale di Anna O la cui malattia rimase ancora una volta irrisolta. Di fronte alla crisi dell’identità razionale, scatenata dalla malattia e dalla morte del padre, i medici ottocenteschi erano del tutto impotenti.

Cosa c’è stato di poetico, cioè di invenzione estetica nella vicenda di Augustine a parte la bellezza adolescenziale di alcune sue pose che sembra essere utilizzata per nascondere la sua sofferenza?

Le creazioni letterarie , le fairy tales, di Anna O risolsero il dramma ed il dolore della sua immagine femminile negata?9788864431642_LaStoriaDiAnnaO

Breton ed Aragon propongono, nel 1928, il percorso aleatorio della trasfigurazione estetica del vissuto di malattia o della sua sessualizzazione, legato all’impotenza terapeutica, che saranno presenti nella cultura del Novecento. L’idea, falsa, della creatività della psicosi è un tema che viene introdotto dalla filosofia esistenzialista di Jaspers proprio nei primi decenni del secolo XXmo mentre le vicende del controtransfert erotico, che Freud imputava già a Breuer, tormenteranno, senza soluzione, la pratica della psicoanalisi freudiana fino ai nostri giorni.

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Film muto “La nuova Babilonia” (1928) sulla Comune di Parigi di Leonid Trauberg . Musiche Shostakovich

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La comune di Parigi (1871)

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