I Magazzini del Sale, pittura “globale”

Alogon            

Inviato il: 18 Sep 2004, 09:30 AM

Impressioni sulla mostra al Palazzo Pubblico di Siena?

copyright domenico fargnoli

 

 

Julia

Inviato il: 18 Sep 2004, 05:22 PM

Un invito così succinto alla partecipazione mette in imbarazzo… viene da rispondere “la mostra è bella”. Forse basta, anche se si suppone che dietro alla semplicità raggiunta nell’espressione artistica ci sia un mondo di elaborazioni.

Direi che a me, la mostra dei Magazzini del Sale dà il coraggio di andare avanti.

 

 

aissa            

Inviato il: 20 Sep 2004, 11:27 PM

Impressioni… Mi levo tanto di cappello difronte a chi ne esce più coraggioso di prima… Io no, canto fuori dal coro e purtroppo temo non sia qualcosa di cui andare fiera… Uscita dalla mostra ero come anestetizzata, mi rendo ora conto che di tutto quel colore mi resta lo stordimento, il difetto di comprensione… Troppa poca sessualità, vitalità… La sensazione di doversi mettere in disparte e tentare di capire, sì, ma un altro giorno. Il desiderio di avere ancora desiderio… Parole, parole… Sono certa di non trovarne di efficaci e di adeguate per verbalizzare la sensazione implacabile, tremenda, di essere sovrastata da un intero universo di colori, di immagini. la paura di aprire gli occhi su quelle tele, quelle trasparenze e quelle sculture e scoprire che in realtà raccontano una storia che conosco molto bene, che non ammette difetti di comprensione, cali di vitalità, assenza di desiderio.una storia raccontata per immagini e con parole adeguate, dal suono consueto ma dal significato del tutto nuovo.Originalità di uno spazio espositivo intriso di tradizione che sembra appena nato per l’allestimento che vi si lega in modo del tutto nuovo, originale. capire che le opera esposte forgiano lo spazio apparentemente consueto a chi lo guarda. Ed io che lo vedo per la prima volta forse qui avevo un vantaggio… Ho però un vantaggio ulteriore, che mi spaventa al solo menzionarlo. Quella storia raccontata io, in realtà, la conosco ed un poco ne faccio parte… No, ne faccio parte da tempo, con tutta la difficoltà.Difficoltà che si lega nel sentire quei dipinti, quelle sculture come immagini ormai rese esplicite, irreversibilmente, di quella stroia di cui faccio parte. Così dunque si può solo momentaneamente farsi da parte, tentare di calmarsi, perchè tornare indietro non si può. Le opere esposte che stanno ovunque, appese, sopspese, sui muri e sul pavimento, occupano lo spazio in tutte le sue dimensioni, avvolgono completamente chi le guarda e riescono ad inserirsi in ogni qualsivoglia punto di vista, ma senza violenza, senza offesa o giudizio, con armonia.. Sfogliare le pagine di un catalogo e scoprirlo poi un libro vero e proprio, psichiatrico, narrativo, suggestivo, esplicativo, seduttivo… E’ troppo per me! L’invidia di ieri non è ancora finita.. Tornare dinuovo a Siena, attraversare Piazza del Campo ed ancora l’ipocondrica reazione che mi tiene in ostaggio. E poi… riscoprirsi parte attiva, spettatore sensibile o tentato tale… Mi tornavano in mente, uscita dai Magazzini del Sale, frasi sentite mille volte “ Trasformazione… dare un nome alle cose” Con un sorriso da idiota devono avermi vista uscire, mentre la persona che mi accompagnava mi chiedeva com’era l’artista che aveva fatto tutto questo, chi era, cosa faceva e perchè. Se io lo capivo e se capivo quello che lui rappresentava, se conoscevo la sua ricerca, se la apprezzavo, se la dialettica era franca ed aperta. E mi tornava in mente quella frase scritta dal citato Massimo Fagioli”Ridemmo insieme per anni…” E’ certo che il coraggio mi ritorna poco a poco tra le mani.Ma e altrettanto certo che non è ancora arrivato il momento in cui riottenerlo mi costa ogni volta un po’ di meno! In ogni modo. eccomi qui…

عائشةAisha

 

 

Trumpet            

Inviato il: 28 Sep 2004, 03:20 PM

Impressioni sulla mostra al Palazzo Pubblico di Siena?

 

La mostra di Domenico Fargnoli.

Difficile dire qualcosa che non sia scontato o fare i consueti complimenti anche se all’artista fanno senz’altro piacere.

Non sono un esperto d’arte, anzi sono piuttosto analfabeta da questo punto di vista, però la mostra “Homo Novus” ha qualcosa di particolare, non saprei ben dire, c’è una dinamicità che tocca tutto quanto, dalle opere d’arte stesse, allo studio degli spazi espositivi, dall’uso dei volumi , ma anche dall’esprimere un pensiero addirittura facendo uso di quelli che altro non erano che anonimi supporti fisicamente necessari per la collocazione delle opere d’arte.

Le opere d’arte, prodotto di un pensiero valido, vitale e coeso non sono esposte come in magazzino (a dispetto del nome ove sono esposte) per una mera visione per i visitatori, hanno un filo concettuale che le lega e nonostante ognuna esprima qualcosa di peculiare non esiste casualità nella loro sistemazione.

La mostra ha avuto un grande successo, tanto, ho saputo, da far sì che venga prorogata fino al 3 ottobre, e se non fosse per il fatto che gli spazi espositivi dopo quella data sono occupati si sarebbe andati ancora più in là. Questo solo per dire che evidentemente un riscontro così elevato non è stato causato dalla presenza da amici e parenti, ma soprattutto da intenditori d’arte, e persone qualsiasi che hanno avuto una sensibilità tale da apprezzare ciò che è esposto presso i Magazzini del Sale.

Senz’altro mostra complessa, in quanto qui non si sta parlando di un artista e basta, ma di una persona che in prima istanza è uno psichiatra e psicoterapeuta e i contenuti di una scienza, conoscenza e ricerca trentennale in questo campo sono oggettivamente stati fusi ad ogni singola pennellata ad ogni movimento di torsione del metallo delle sculture.

Ancora più complesso forse è verbalizzare le sensazioni proprie, intendo quelle intime in reazione allo stimolo mostra… non saprei ben dire, almeno nel mio caso è una sensazione di benessere e di incremento di vitalità e forse, resistenza.

In questo contesto è comunque da non dimenticare il libro “Homo Novus” che è appunto uscito ed è stato presentato in concomitanza con la mostra. Anche il libro, come la mostra, elabora non solo contenuti specifici dell’ambito psichiatrico e di quello artistico, ma anche e soprattutto dell’interazione tra queste due realtà addentrandosi poi in maniera molto esaustiva sul concetto di tecnologia e sul suo uso nella diffusione e pubblicazione dei contenuti.

Come era prevedibile e ovvio sia la mostra che il libro hanno suscitato un interesse enorme non solo nel mondo dell’arte e della psichiatria ma per chiunque si sia avvicinato a questa proposizione, compreso l’Amministrazione Comunale di Siena che prontamente e incisivamente ha reagito con sensibilità alla proposta di Domenico Fargnoli.

 

 

alfeo            

Inviato il: 10 Oct 2004, 07:44 PM

…di tutto quel colore mi resta lo stordimento, il difetto di comprensione…

…una storia che conosco molto bene…

 

Condivido queste parole di aissa, perchè sono quasi analfabeta riguardo alle arti figurative, e mi ero tirato in disparte da questa storia solo un pò di tempo fa (anche se in parte l’ho dimenticata). Tuttavia ho l’impressione che la mostra al Palazzo Pubblico sia molto “elegante”… elegante come lo sono le “variazioni Goldberg” di Bach interpretate da Glenn Gould (un monumento della discografia del secolo scorso): c’è la gioia di fare arte, e il livello raggiunto è elevatissimo.

Questo per quanto riguarda i complimenti all’autore.

Ma, soprattutto, volevo dire un’altra cosa. La sera in cui ho visto la mostra, chiudendo gli occhi, con una facilità che non ricordavo più, si è formata l’immagine…: non i pensieri del dormiveglia che si modificano a poco a poco, ma un’ immagine autonoma, un sogno strano e “astratto”… .

 

Messaggio modificato da Alogon il 13 Oct 2004, 02:14 PM

 

 

Alogon            

Inviato il: 13 Oct 2004, 06:46 PM

a proposito d’astrazione….sto analizzando la pittura di Pollock.

C’è una analogia apparente fra alcuni dei suoi quadri ed alcuni dei miei, come fra la sua poetica e la mia soprattuto se consideriamo quanto è scritto nell Homo Novus a proposito della memoria inconscia e la sua relazione con la cinestesi.

Il contenuto della pittura di Pollock è magico-religioso non esente da inclinazioni verso il primitivismo delle raffiguraziuoni indiane. Ha inoltre caratteristiche sottilmente manierate, ripetitive sotto le quali traspare il vuoto.

Le analogie formali, i sensi fisici possono ingannare…

copyright domenico fargnoli