Pensare è una solitudine

 

Nella solitudine si realizza l’identità ed il pensiero  come capacità di separazione dagli altri

Chi  non accetta la solitudine, una distanza  dagli altri che non è annullamento,  non riesce a pensare

“Il solipsismo” non è la solitudine  così come  non lo è  l'”autismo” nel senso di  Eugene Bleuler: quest’ultimo è un deragliamento del pensiero. Per il solipsista   solo la sua presenza nel mondo conta ed è reale. Scriveva Wittgenstein << Allo stesso modo che la mia rappresentazione è il mondo, così la mia volontà è la volontà del mondo>> Il soggetto “autistico” vive il distacco e l’isolamento dagli altri,

Pensare è realizzare l’esistenza del mondo umano dentro di sè che emerge nelle immagini e nelle parole.

 

Gli animali e l’origine del bene e del male

Recensione del libro “Beasts; what animals can teach us about the origin of good and evil” di Jeffrey Moussaief Masson Bloomsbury (London, New Delhi, New York ,Sidney) Marzo 2014

domenico fargnoli

 

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L’ultimo libro di Jeffrey Masson “Beasts” è come il suo autore seduttivo: ben scritto si lascia leggere facilmente ricco anche di aneddoti e di una serie di riferimenti bibliografici interessanti. Esso però tradisce il problema di fondo dell’ex professore di sanscrito e ex psicoanalista : quello della definizione di una propria identità. Non si capisce da quale angolatura sia studiato il problema della “aggressività” umana. Siamo di fronte ad un naturalista che analizza il comportamento animale, ad un antropologo che fa incursioni nella preistoria, o ad un filosofo morale che si pone il problema del bene e del male in polemica con Hanna Arendt ? E’ chiaro che una volta stabilito in partenza che non esiste la malattia mentale e che tutte le psicoterapie sono una fregatura se non addirittura un abuso, l’autore , rimanendo alla superficie dei fenomeni osservati non riesce ad andare oltre il concetto di aggressività come sadismo e crudeltà: egli, sotto questo aspetto rimane nell’alveo della tradizione freudiana tanto contestata. Non esiste dice Masson l’istinto di morte, tutto il “male “ ha origine dalla cultura e non dalla natura istintuale come sostenuto da Freud in “Al di là del principio del piacere” (1921) : l’invenzione dell’agricoltura nel neolitico   in particolare avrebbe introdotto nella civiltà una serie di eventi traumatici legati alla difesa della proprietà privata, alla base delle condotte violente degli uomini e persino degli animali. Ecco quindi rispolverata la tesi illuministica di Rousseau della natura buona degli esseri umani corrotti, nel corso della loro storia, dal processo di civilizzazione. La soluzione, della guerra, degli omicidi di massa, della crudeltà e del sadismo consisterebbe per Masson in una sorta di ritorno allo stato di natura, al giardino dell’Eden nel quale uomini e animali, secondo la Bibbia, coesistevano pacificamente senza conflitti di sorta. Bisognerebbe inoltre proibire l’uccisione di qualsiasi animale e instaurare una dieta rigorosamente vegana. Sembra però che il consumo di carne non possa essere considerato all’origine del “male” poichè in tempi preistorici i nostri cervelli sono diventati quello che sono grazie ad una dieta proteica e ricca di grassi! Approcci metodologici e temi completamente diversi vengono fatti coesistere in “Beasts” all’interno di una trattazione che maschera la discordanza eludendo comunque la questione di fondo: la specificità della realtà psichica umana legata alla dimensione non cosciente. L’aggressività umana, insegna la ricerca psichiatrica dalla quale il nostro ex psicoanalista rifugge come se fosse la peste, diversamente da quella animale deriva da una specifica alterazione del pensiero inconscio, la pulsione di annullamento. L’uomo differisce dagli esseri viventi per il vissuto della nascita che dà al suo pensiero la capacità di immaginare e approda dopo un peculiare percorso ontogenetico al linguaggio articolato e simbolico che costituisce una caratteristica unica della nostra specie. Come paragonare mondo umano e animale per cercare di comprendere “ il bene ed il male” eludendo il tema dell’origine  del  pensiero verbale che costituisce  un vero e proprio spartiacque? Masson racconta di aver speso otto anni della sua vita per completare il suo training psicoanalitico: in questo suo ultimo libro come in altri, ne vediamo gli effetti negativi. L’autore è totalmente privo di metodo, incapace di una trattazione teorica coerente che riesca a dare un senso unitario ai numerosi riferimenti ad altri autori: femminismo, paleoantropologia, psicoanalisi, scienze naturali sono messe insieme in un amalgama strana he rende quanto mai opinabili le conclusioni.

Sempre su Masson vedi il mio post precedente

 

 

Jeffrey Masson e la violenza nell’uomo e negli animali: la parabola di un “gigolò” intellettuale

cropped-jeffs-photosRicordate  o comunque conoscete Jeffrey Masson autore di “Assalto alla verità” (1984) ed di “Analisi Finale”( 1993)? Dagli Archivi freudiani di cui avrebbe dovuto diventare direttore con il diritto di vivere nella casa che fu di Sigmund ed Anna Freud è approdato allo studio degli animali dopo aver tentato di dimostrare che Freud era un disonesto. Credo che negli anni 80 si sia incontrato anche con L’Analisi collettiva. Alla storia di Masson ha dedicato un saggio, molto documentato  Paolo Migone, condirettore di “Psicoterapia e Scienze umane”,  in Psychomediahttp://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/ruoloter/rt2002.htm

Sulla  controversa questione dell’espulsione dagli Archivi Freudiani ha scritto un libro, con informazioni estremamente dettagliate Janet Malcom “In the Freud Archives (1984). Masson la trascinò in giudizio perché contestò che lui avesse mai usato l’espressione ” gigolò intellettuale”.  Janet  Malcom vinse la causa in appello dopo dieci anni. Nel libro della giornalista  Jeffrey viene sottilmente ritratto come una personalità narcisistica incline alla manipolazione, a comportamenti autodistruttivi, che tendeva a svuotare di significato tutto ciò con cui veniva  a contatto. Noi potremmo dire che ha combattuto una causa giusta com mezzi ed atteggiamenti sbagliati finendo per allontanarsi dal “mondo umano” e dalla realtà dell’inconscio a cui sembrava voler dedicare la sua vita. Nel suo libro “Against therapy” (2012) against-therapy

Masson finisce in posizioni antipsichiatriche vicine pericolosamente a Thomas Sasz che sosteneva che la malattia mentale è un mito.  Non esisterebbe  la malattia  mentale e conseguentemente nemmeno la cura. Ogni psicoterapia sarebbe  un abuso. Meglio occuparsi di ciò che non è umano:  gli animali non possono contestare le tesi sulla violenza in quanto non dotati di linguaggio articolato.  L’estabilishement delle istituzioni psicoanalitiche  viene ritratto, nel libro della Malcom,  in tutta la sua ambivalenza ed interessata ipocrisia. L’incredibile “infatuazione” di Kurt Eissler, figura dominante della psicoanalisi americana ed eminente creatore  degli Archivi ,  per il giovane ed aitante professore di sanscrito, suo successore in pectore,  ha messo poi  a nudo la fragilità dell’ideologia freudiana e la sua vulnerabilità teorica: la storia del rapporto fra Freud e Fliess, che traspare in controluce dietro quello di Eissler e Masson,  non è mai stata in verità né  compresa , né di conseguenza elaborata e superata.

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Tutta la vicenda si presterebbe ad una ulteriore ed approfondita  elaborazione dato il suo grande interesse teorico  ed ia statura dei  personaggi  implicati.

Propongo una libera traduzione dall’inglese dell’ultimo post presente nel blog di Masson.masson

 

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Intervista con Jeffrey Moussaieff Masson a proposito del suo ultimo libro

Beasts –

Oggi Jeffrey Moussaieff Masson parlerà del suo nuovo libro , “Bestie : Cosa gli animali possono insegnarci sulle origini del male umano” , pubblicato questo mese da Bloomsbury Press . Jeff ha scritto sulle emozioni degli animali per 20 anni . I suoi libri , Elephants Weep ( 1996) e Dogs Never Lie About Love (1998 ) hanno ciascuno venduto oltre 1.000.000 di copie . Jeff è una delle persone più brillanti che abbia mai avuto l’onore di conoscere e con cui ho lavorato. Il suo intelletto è tanto appassionato e di ampio respiro . L’anno scorso , quando lo ho visitato nella sua casa di Auckland , in Nuova Zelanda , ha passato 3 giorni ad inveire contro il concetto di male di Hannah Arendt. ( A quanto pare il popolo neozelandese non si occupa particolarmente di questo argomento)

Di tutti i libri di Jeff sugli animali , questo sembra arrivare al cuore del problema dei confini morali che separano gli umani dagli animali . Jeff inizia con un’osservazione che illustra il puzzle che questo libro cercherà di risolvere. Egli dice : “Ci sono due grandi predatori del pianeta con i più complessi cervelli esistenti in natura : esseri umani ed orche . Solo nel XX secolo , uno di questi animali ha ucciso 200 milioni di membri della propria specie , l’ altro nessuno . Perché? ”

ANDY : Jeff , abbiamo lottato con il titolo di questo libro per anni . E penso che siamo entrambi abbastanza contenti. Sembra che ci sia una certa ironia però. Puoi spiegare cosa intendi per “bestie”? Come le espressioni che usiamo riferendoci agli animali mostrano il nostro equivoco di fondo ?

JEFF : Troppo spesso , al fine di insultare qualcuno, diciamo che si è comportato come una bestia , o un animale . Stavo leggendo “Into the Whirlwin” di  Eugenia Ginzburg , sulle terribili prigioni dei gulag , e mi sono imbattuto in questa frase : ” Ho spesso pensato al dramma di coloro da cui è dipesa l’organizzazione l’epurazione del 1937. Passo dopo passo mentre seguivano le loro routine direttive, hanno compiuto tutto il percorso che porta dalla condizione umana a quella delle bestie . “Pensate a tutte le volte che descriviamo gli esseri umani come una sorta di animali al fine di sminuirli. Così chiamiamo qualcuno parassita , verme , serpente , lupo , bestia assetata di sangue (il mio preferito ) , scimmia , cagna  o  maiale .

ANDY : Come in molti dei tuoi libri , si tenta di mettere in evidenza il contrasto fra il regno di pace degli animali con gli orrori del comportamento umano che si manifestano nel corso della storia . Ma ci sono numerosi esempi di animali che fanno violenza agli esseri umani ed a loro stessi. Forse stai esagerando la differenza.

JEFF :Essi fanno violenza a noi e agli altri animali , di sicuro . Ma non fino al livello raggiunto da noi quando facciamo violenza a loro e l’uno all’altro . La disparità è sconvolgente. Non vedo gli animali come dei santi (i santi umani non sono santi ) , ma essi non sembrano spingersi, per esempio , a sterminare tutti i membri di un gruppo diverso sia che si tratti di tigri, di elefanti o di coccodrilli.

ANDY : Ogni volta che espongo la tua tesi , molti si rifanno sempre all’esempio degli scimpanzé come animali che sembrano impegnarsi nella violenza gratuita . Non è questo in contrasto con le tue idee ?

JEFF : Sì , in una certa misura . Nel libro analizzo questo in dettaglio . Jane Goodall è la prima persona che ha studiato la violenza degli scimpanzé e lei sarebbe anche la prima a riconoscere che non è semplicemente sulla scala della violenza umana . Credo che sia così scioccante perché così inaspettata . Ci aspettavamo che gli scimpanzé fossero più simili ai bonobo ! Questi ultimi sono una specie di scimpanzé ,  strettamente simili a noi come gli altri , ma completamente pacifica . Essi sono stati studiati, ma non ancora a fondo come i più violenti scimpanzé. Sono guidati da femmine, e questo può essere il motivo ( voglio dire, perché sono meno violenti e perché sono stati meno studiati ! ) .

ANDY : Uno dei temi di cui parli qui e nei libri precedenti è che gli animali , a differenza dell’uomo , non  non riconoscono l’alterità . Per un cane , un altro cane è solo un cane , non una specie differente . Ma per gli esseri umani , l’idea di ” altro” ha creato ogni sorta di orrore. Sono affascinato dal tuo aneddoto “l’ultimo kantiano in Germania ” . Lo puoi raccontare anche a noi?

JEFF : Sì, è uno dei miei aneddoti preferiti, ed è vero . Ed è profondo. Emmanuel Lévinas , il filosofo francese ebreo e sopravvissuto all’Olocausto , era in un campo di lavoro per ufficiali , alla periferia della città di Hannover . Quando il suo gruppo marciava fuori del campo  i suoi appartenenti sono stati trattati con disprezzo , visti  come ” parassiti “, cioè “non umani” . Con una sola eccezione: un cane randagio che aveva trovato la sua dimora nel campo. Ogni giorno , quando i prigionieri tornavano al loro accampamento nella foresta, il cane salutava la fila di uomini con grande entusiasmo e cordialità. Era sempre felice di vederli. Lui era lì la mattina al raduno , e li aspettava al ritorno, saltando su e giù e abbaiando di gioia . ” Per lui , ” Lévinas osserva , “non c’era alcun dubbio che eravamo degli uomini . ” Levinas ha immortalato il cane più tardi con l’appellativo dell’ultimo kantiano nella Germania nazista . Questo cane , come il grande filosofo Immanuel Kant , e tutti i cani , ha capito che gli esseri umani sono un fine in sé , e non un mezzo per un fine .

ANDY : Questo libro analizza audacemente la natura della malvagità umana contrapponendo il nostro comportamento a quello degli animali . Ma un’obiezione in po’ maligna è doverosa . Gli esseri umani hanno una sorta di compassione che non troviamo nel mondo animale. Perché è così?

JEFF : Non lo so , ma è vero . Nessun animale è diventato un medico specializzato in esseri umani, o costruito un ospedale per prendersi cura degli esseri umani. Siamo in grado di mobilitare centinaia di altri esseri umani per la ricerca di un cane smarrito. Singoli cani possono effettuare ricerche per noi  , ma non implorerebbero altri cani di unirsi a loro . Sono sicuro che ognuno può portare esempi di questa qualità umana, la compassione , tra cui, ovviamente , il movimento di migliaia di persone per i diritti degli animali . Alcuni di noi , da carnivori sono diventati vegani . Nessun’altra specie di predatori in natura ha mai rinunciato alla carne per ragioni morali !

ANDY : Jeff , un’ultima domanda . Alla fine del libro si riportano le idee esposte da Steven Pinker nel suo controverso lavoro, “I migliori angeli della nostra natura”. Egli sostiene che la violenza umana nel mondo moderno è diminuita . Sei d’accordo . Vuoi commentare ?

JEFF Nel mio libro c’è un’appendice dove cerco di rispsondere a questa domanda con una certa ampiezza . Oltre a fornire una versione distorta della preistoria, sicuramente è strano , nel libro di Pinker sostenere che la violenza sta diminuendo in tutto il mondo. Non si menziona Srebrenica , il genocidio ruandese , Pinochet in Cile , la giunta in Argentina ( o in Brasile o in Grecia ) ; nessuna voce troviamo riferita al colonialismo, all’ex Jugoslavia, ad Haiti ,alla Repubblica Dominicana  o a Robert Mugabe dello Zimbabwe; e  troviamo solo un accenno a Mussolini e due all’ apartheid  e si tace della violenza in luoghi come il Guatemala .

ANDY : Il 9 marzo alle 13:00 , Jeff presenterà il  libro con Daniel Ellsberg . Questo è un evento che non si deve perdere: si confronteranno due intelletti eminenti che hanno speso la loro vita cercando di capire come il male si manifesta nella storia dell’uomo . Bisogna davvero partecipare.